«Sarò un po’ in giro per alcune conferenze all’estero senza fare uscite pubbliche in Italia». L’ex premier italiano, Mario Draghi, riparte da un tour internazionale, di carattere strategico.
Dalla NATO alla Banca Mondiale
Negli ultimi mesi si sono rincorse diverse voci sul destino di Draghi. Inizialmente si fece il suo nome come successore di Jens Stoltenberg alla poltrona della NATO, poi la candidatura svanì dai radar, soppiantata da altre più eccellenti, come quelal di Ursula von der Leyen.
Ora, come rivelato da La Verità, Draghi avrebbe puntato il suo prossimo incarico, sicuramente più in linea con il suo curriculum, rispetto all’Alleanza atlantica.
Stanco di ricoprire ruoli in Italia, l’ex premier ambirebbe al prestigioso ruolo di presidente della Banca Mondiale, il cui nome dovrà essere indicato da Joe Biden.
Un tour mondiale
L’ex Bce vorrebbe infatti la poltrona più prestigiosa e per spianarsi la strada avrebbe deciso di intraprendere un tour tra USA ed Europa nel ruolo di conferenziere.
Tour che comincerà da Parigi il prossimo 22 giugno, dove Draghi sarà ospite di Amundi, il colosso francese del risparmio gestito controllato da Credit Agricole.
Curioso che Draghi - riporta ancora La Verità - abbia scelto di iniziare il tour da conferenziere proprio dalla Francia, il Paese più in tensione con l’Italia con i ripetuti conflitti e incidenti diplomatici da quando è stata eletta Giorgia Meloni.
Sebbene l’ex premier italiano sia stato grande sponsor del Trattato del Quirinale, le mosse di Draghi non sembrano fatte a caso, ma anzi delineano una strategia per puntare all’ambita poltrona.
La scelta di Amundi, uno dei nostri più grandi concorrenti nel risparmio gestito, evoca un precedente, quello del 2008, quando Draghi, alla guida di Bankitalia, aveva richiamato l’industria del risparmio gestito ad assicurare in modo adeguato l’indipendenza.
Consiglio, però, che cadde nel vuoto quando i francesi che comprarono Pioneer da Unicredit.
A cadere nel vuoto sono state anche le numerose candidature che sono state accreditate dai media allo stesso Draghi. Vedremo ora se la presidenza della Banca Mondiale è destinata a entrare nel curriculum dell’ex premier.