Messina cita Whatever It Takes di Draghi e afferma: “La valutazione che stiamo dando al Monte permette un P/E paragonabile a quello di JP Morgan, Morgan Stanley, Goldman Sachs”.
L’AD di Intesa SanPaolo, Carlo Messina, è pronto a tutto per conquistare MPS attraverso l’OPAS lanciata agli inizi di giugno sulla banca senese.
Così pronto da aver detto oggi, in un’intervista rilasciata alla CNBC, la stessa famosa frase “Whatever It Takes”, proferita nel luglio del 2012 dall’ex Presidente della BCE ed ex Presidente del Consiglio Mario Draghi.
All’indomani della pubblicazione dei conti del secondo trimestre e primo semestre del 2026 e delle parole con cui ha commentato l’OPAS su MPS, Messina è tornato ad affrontare il dossier che, insieme all’altro alternativo di un’aggregazione tra MPS e Banco BPM - ha dato il via a un nuovo capitolo del risiko bancario.
Le azioni MPS non reagiscono tuttavia in modo positivo alle dichiarazioni del manager, riportando oggi, giovedì 30 luglio 2026, un trend negativo e scendendo attorno a 11,464 euro.
Piatta Intesa SanPaolo, che viaggia attorno alla parità, a 6,451 euro, mentre le azioni di BPM segnano un rialzo contenuto, che le porta in area 15,385 euro.
Messina cita il Whatever It Takes di Draghi. La frase che ha fatto la storia della BCE e dell’euro
Il CEO di Intesa SanPaolo Carlo Messina non ha lasciato spazio ai dubbi riguardo alla sua determinazione a conquistare MPS, citando l’espressione “Whatever It Takes” di Mario Draghi, che ha fatto la storia della BCE e dell’area euro.
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Interpellato dalla CNBC, Messina ha così commentato l’OPAS promossa su Rocca Salimbeni:
“Posso dirvi, come fece Mario Draghi, che faremo tutto il necessario (Whatever It takes)” per portare a termine l’OPAS su MPS.
Quella frase venne proferita da Draghi 14 anni fa, ovvero il 26 luglio del 2012, nel pieno della crisi dei debiti sovrani che rischiò di mandare a pezzi l’Eurozona.
L’altra frase famosa che venne enunciata dall’allora Presidente della Banca centrale europea, durante quel discorso, fece riferimento all’irreversibilità dell’euro.
“Quando si parla della fragilità dell’euro, della sua crescente vulnerabilità o addirittura di una crisi della moneta unica, molto spesso i Paesi e i leader che non fanno parte dell’area euro sottovalutano l’enorme capitale politico che viene investito nell’euro”, disse Draghi, annunciando l’intenzione della Banca centrale europea di fare tutto il possibile per strappare l’Eurozona da quella fine che i più pessimisti avevano già iniziato a profetizzare.
Parole testuali:
“Within our mandate, the ECB is ready to do whatever it takes to preserve the euro. And believe me, it will be enough”.
Ovvero: “Nel rispetto del nostro mandato, la BCE è pronta a fare tutto il necessario per preservare l’euro. E, credetemi, sarà sufficiente”.
Carlo Messina spiega la ratio del suo Whatever It Takes per conquistare MPS
Oggi Carlo Messina ha ripreso esattamente l’espressione “Whatever It Takes” per confermare il suo impegno a convincere gli azionisti di MPSA ad aderire all’OPAS di Intesa SanPaolo.
Ci sono, tuttavia, diversi nodi da sciogliere: prima di tutto, la questione del prezzo che Monte dei Paschi, nel rifiutare giorni fa l’OPAS, ha definito ora addirittura a sconto.
Inoltre, dietro le quinte e secondo più voci di mercato, starebbero andando avanti i colloqui tra i due CEO di MPS e di Banco BPM, ovvero tra Luigi Lovaglio e Giuseppe Castagna, volti a stilare un piano di aggregazione tra i due istituti.
Ma Messina tiene la barra dritta, anche perché l’operazione, ha spiegato alla CNBC, “è un passaggio molto importante per accelerare il nostro piano industriale, al punto che potremmo anticipare di tre anni gli obiettivi”.
Di conseguenza, “faremo del nostro meglio per portare a termine questa operazione”.
Il banchiere ha ribadito che Intesa SanPaolo ha fatto una “buona offerta per gli azionisti di MPS”, facendo notare che “possiamo anche garantire qualcosa che oggi manca al Monte, ovvero serenità e trasparenza nel processo di governance. Qualcosa che può creare un porto sicuro per gli azionisti di MPS”.
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“Ciò che diamo al Monte è avere un P/E paragonabile a quelli di JPJMorgan e Goldman Sachs”
L’OPAS, ha sottolineato ancora Messina, porterà “molto valore per i nostri azionisti, ma anche per gli azionisti di MPS”; al punto che, ha aggiunto, “la valutazione che stiamo dando al Monte permette oggi di avere un rapporto price/earnings paragonabile a quello di JP Morgan, Morgan Stanley, Goldman Sachs ”.
Detto questo, niente rilancio del prezzo dell’OPAS da parte di Intesa SanPaolo, come ha detto il manager ieri, nella conference call con cui ha commentato i conti riportati dalla banca italiana: ci sono “zero possibilità” che la banca aumenti il prezzo dell’offerta, in quanto, considerando anche i valori attuali delle azioni, “non c’è spazio per ulteriori variazioni”.
Ma agli azionisti di MPS andrà bene, considerando che BPM potrebbe offrire un prezzo più allettante, per battere l’OPAS di Ca’ de Sass?
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