Dl Covid: la Camera approva la fiducia sui servizi segreti

Arriva dalla Camera la fiducia al Decreto Covid con 276 voti favorevoli e 194 contrari e un astenuto. Assenti 28 deputati del M5S.

Dl Covid: la Camera approva la fiducia sui servizi segreti

Il Decreto Covid ha ottenuto la fiducia della Camera dei deputati con 276 voti favorevoli, 194 contrari e un astenuto, alle votazioni erano assenti 28 deputati del Movimento 5 Stelle. Dopo la votazione, la seduta è stata sospesa, per poi riprendere con i voti degli altri ordini del giorno.

I lavori si dovrebbero concludere entro la giornata di domani, quando alle ore 19 si attendono le dichiarazioni del ministro della Salute, Roberto Speranza, che parlerà dell’emergenza coronavirus. Il Governo aveva posto la fiducia sul decreto che ha prorogato lo stato di emergenza fino al 15 ottobre, e non è una novità dato che si tratta dell’ennesimo ricorso a questo strumento che, in realtà, dovrebbe essere eccezionale.

La nota dolente è l’emendamento posto al dl Covid riguardo l’intelligence dove si prevede che il Premier, da solo, potrà prorogare l’incarico dei vertici dei servizi segreti per altri quattro anni. In sede di conversione la deputata Federica Dieni (Movimento 5 Stelle) ha depositato un emendamento che di fatto cancella la norma sui servizi segreti, mossa che da alcuni è stata definita “un’imboscata a Giuseppe Conte”.

Così nel pomeriggio di ieri il ministro D’Incà che gestisce i rapporti con il Parlamento ha annunciato la fiducia del Governo cosa che ha scatenato confusione e proteste in Aula. Alla notizia la pentastellata Dieni ha risposto così:

“L’emendamento firmato da una cinquantina di deputati del M5S non va contro il governo né contro il presidente del Consiglio cui confermo la mia fiducia. L’intento era di modificare una normativa che deve essere affrontata in sede parlamentare per il suo rilievo”.

Proroga servizi segreti, oggi il voto di fiducia sul decreto: scontento tra i deputati

“Non sono contenta della fiducia: non si risolvono le cose così. Le cose si risolvono in Parlamento: sarebbe stato più utile che su quell’emendamento il governo si rimettesse in aula.” Queste le parole della deputata Dieni al Corriere della sera.

Frasi amare dovute al fatto che questo Esecutivo troppo spesso ha fatto ricorso al voto di fiducia snaturando di fatto il ruolo delle Camere. Secondo il ministro Federico D’Incà la fiducia è stata autorizzata dal Consiglio dei Ministri lo scorso 7 agosto ma ciò non ha placato l’ira dei pentastellati.

L’emendamento che ha scatenato il tutto va a stralciare la possibilità che i vertici dei servizi segreti italiani possano restare in carica per altri quattro anni, disposizione prevista dal decreto recante misure urgenti connesse con la scadenza della dichiarazione di emergenza epidemiologica da Covid-19 deliberata il 31 gennaio 2020 e prorogato fino al 15 ottobre; una misura che fin da subito aveva destato molte perplessità.

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