Divieti e sanzioni reddito di cittadinanza: cosa rischia chi ne fa un uso improprio

Ci sono diversi divieti ai quali i beneficiari del reddito di cittadinanza devono attenersi per evitare sanzioni: ecco quali sono.

Divieti e sanzioni reddito di cittadinanza: cosa rischia chi ne fa un uso improprio

La normativa sul reddito di cittadinanza è in continuo aggiornamento: nonostante ad oggi siano circa 700.000 i nuclei familiari ai quali ne è stato riconosciuto il diritto, manca ancora una lista chiara delle spese ammesse e vietate che arriverà presto.

Mentre si attende un elenco chiaro di cosa si può e non si può comprare con la carta reddito di cittadinanza di Poste Italiane, sappiamo comunque che ci sono altri divieti che i beneficiari di questa misura devono rispettare per non far scattare le sanzioni previste.

Ad esempio, divieto molto importante è quello di lavorare in nero così da non dichiarare il reddito percepito; in questo caso, oltre alla perdita del reddito di cittadinanza si rischia persino il carcere. C’è poi il divieto di prelevare l’importo in contanti oltre un certo limite, così come quello di accumulare le varie mensilità del reddito di cittadinanza.

Ci sono quindi una serie di divieti che i titolari del reddito di cittadinanza devono rispettare; vediamo nel dettaglio quali sono così da capire come comportarsi per evitare sanzioni.

Divieti reddito di cittadinanza: per cosa non si può utilizzare

Come anticipato, l’elenco delle spese ammesse e vietate con il reddito di cittadinanza è pronto per entrare in vigore; al momento è al vaglio della Corte dei Conti e se tutto andrà come dovrebbe sarà operativo nel giro di poche settimane.

Con questo verrà fatta finalmente chiarezza sui divieti del reddito di cittadinanza, ossia sulle spese non ammesse. Tra gli acquisti vietati, ci dovrebbero essere:

  • gioielli;
  • pellicce;
  • armi;
  • materiale pornografico;
  • acquisti per giochi d’azzardo;
  • articoli tecnologici di lusso;
  • sigarette;
  • acquisti di beni e servizi annessi al possesso di un’imbarcazione;
  • spese in gallerie d’arte e affini;
  • prenotazione vacanze;
  • abbonamenti a servizi di streaming video e pay-TV.

Per avere la certezza dei divieti concernenti l’utilizzo della carta reddito di cittadinanza bisognerà però attendere la pubblicazione dell’apposito decreto. In questo ci dovrebbero essere altri divieti, come quello di acquisto di servizi finanziari creditizi, oltre al trasferimento di somme all’estero tramite servizio di money transfer.

Divieti prelievo reddito di cittadinanza

Per quanto riguarda la pensione di cittadinanza non ci sono divieti visto che si può prelevare anche tutto l’importo accreditato sulla carta.

Non è così per la reddito di cittadinanza, per il quale invece il decreto 4/2019 stabilisce che ogni mese si può prelevare dagli sportelli ATM (al costo di 1,75€ se il prelievo viene effettuato dallo sportello Bancomat) un importo pari a 100,00€ moltiplicato il parametro di scala di equivalenza.

Una persona sola (parametro 1,0) può quindi prelevare al massimo 100,00€ al mese; due persone maggiorenni (1,4) fino a 140,00€ mentre una famiglia con due figli minorenni (1,8) fino a 180,00€.

Divieto risparmio reddito di cittadinanza

L’importo erogato ogni mese a titolo di reddito di cittadinanza va speso entro il mese successivo; in caso contrario sull’importo residuo si applica una trattenuta del 20%.

Ogni semestre, invece, scatta una trattenuta del 100% dell’importo risparmiato negli ultimi sei mesi; sulla carta rimarrà un importo pari ad una mensilità del RdC (clicca qui per saperne di più).

Divieto di lavorare senza comunicarlo all’Inps

Per quanto riguarda le casistiche suddette non ci sono sanzioni; ai titolari del reddito, infatti, non verrà consentito a priori di utilizzare la carta per gli acquisti vietati oppure di prelevare oltre il limite consentito.

Sull’importo non speso, invece, si applica una trattenuta ma il reddito di cittadinanza continua ad essere riconosciuto al beneficiario.

Sanzioni sono previste invece per coloro che non rispettano il divieto di lavorare senza darne la comunicazione all’Inps.

Ad esempio, può accadere che uno dei componenti del nucleo familiare abbia un lavoro in nero; in tal caso, oltre al divieto di lavorare senza regolare contratto (per il quale però non sono previste sanzioni per il dipendente) non viene rispettata la regola che stabilisce che nessun titolare del beneficio possa omettere informazioni sulle proprie entrate per poter rientrare nei requisiti previsti dalla normativa.

In tal caso, scatta la sanzione penale della reclusione, per un periodo che va da due a sei anni, oltre alla perdita del reddito di cittadinanza; questo vale per chi lavora in nero ma anche per coloro che al fine di ottenere il beneficio rendono o utilizzano dichiarazioni documenti falsi.

Un altro divieto è quello di riprendere a lavorare, con regolare contratto, senza darne tempestiva comunicazione all’Inps; entro 30 giorni dal verificarsi dell’evento, infatti, bisogna utilizzare il modello SR181 Esteso per comunicare all’Istituto la variazione del reddito.

Per chi non lo fa, ovvero omette la comunicazione di variazioni del reddito e del patrimonio per continuare a beneficiare del reddito di cittadinanza scatta la sanzione della reclusione da uno a tre anni, oltre alla restituzione degli importi percepiti.

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