Reddito di cittadinanza non speso, cosa succede: termini e conseguenze

Il reddito di cittadinanza va speso entro il mese successivo a quello di erogazione: il residuo sarà sottratto del 20% ogni mese, mentre ogni semestre verrà azzerato (ad eccezione dell’importo equivalente ad una mensilità del beneficio).

Reddito di cittadinanza non speso, cosa succede: termini e conseguenze

Le prime somme del reddito di cittadinanza sono già state accreditate da Poste Italiane sulla carta prepagata rilasciata ai titolari della misura; per questi però c’è una scadenza da tenere bene in mente, visto che la somma accreditata va spesa entro un certo termine pena la decurtazione del 20% dell’importo residuo.

A differenza del REI, quindi, il reddito di cittadinanza non può essere “risparmiato”; conviene spenderlo tutto il prima possibile, infatti, per non rischiare di perdere una parte del residuo presente sulla carta.

A tal proposito la domanda che molti dei beneficiari del reddito di cittadinanza si stanno ponendo è la seguente: entro quando bisogna spendere l’importo accreditato sulla carta RdC? Facciamo chiarezza analizzando quanto stabilito dalla normativa vigente.

Reddito di cittadinanza: entro quando deve essere speso?

Prima di andare avanti è bene fare una precisazione: sarà un apposito decreto del Ministero del Lavoro - da adottare entro tre mesi dall’entrata in vigore del decreto 4/2019 - a stabilire le modalità con cui saranno effettuate verifiche e decurtazioni sugli importi spesi. Quindi, finché il decreto non sarà approvato non ci sarà alcuna decurtazione delle somme residue.

È l’articolo 3 - comma 15 - del decreto 4/2019 a stabilire il termine entro il quale la somma accreditata sulla carta RdC deve essere spesa. Qui si legge che il beneficio “non speso ovvero non prelevato, ad eccezione di arretrati, è sottratto, nei limiti del 20% del beneficio erogato, nella mensilità successiva a quella in cui il beneficio non è stato interamente speso”.

In realtà questa norma lascia spazio all’interpretazione; non è chiaro, infatti, qual è il termine preciso entro il quale il reddito di cittadinanza va speso - o prelevato - per non rischiare una decurtazione del 20% dell’importo. A tal proposito ci viene in soccorso il modulo Sr180 - da utilizzare per la domanda di reddito e pensione di cittadinanza - dove nel Quadro G viene fatta chiarezza su qual è il termine ultimo per spendere tutto l’importo.

Qui, infatti, viene specificato che il beneficio deve essere fruito entro il mese successivo a quello di erogazione. Quindi, per gli importi accreditati in questi giorni c’è tempo tutto maggio per spendere o prelevare quanto disponibile sulla carta RdC.

Il 1° luglio, invece, scatterà la decurtazione del 20% del residuo.

Reddito di cittadinanza non speso dopo un mese: quali conseguenze?

D’altronde il reddito di cittadinanza è riconosciuto per aiutare le famiglie in difficoltà economica a sostenere le spese mensili; quindi non ci dovrebbe essere motivo per non spendere tutto l’importo riconosciuto.

In ogni caso il Governo ha previsto un disincentivo per il risparmio del reddito di cittadinanza stabilendo che l’importo non speso entro il mese successivo a quello di riconoscimento sarà sottratto del 20%.

Pensiamo quindi ad una famiglia che ha ricevuto 500,00€ di reddito di cittadinanza alla fine di aprile; se questa alla data del 1° giugno avrà ancora 200€ sulla carta subirà una decurtazione del 20% del residuo, ossia di 40€.

Con l’accredito successivo, quindi, troverà sulla carta un saldo (qui le informazioni su come verificarlo) pari a 660€, ossia i 160€ del mese precedente più i 500€ del mese in corso. Al mese successivo se non vuole subire un’ulteriore decurtazione dell’importo, quindi, dovrà avere un saldo non superiore a 160,00€, ossia il residuo sul quale è già stata effettuata la trattenuta. Consideriamo invece che questa risparmi ancora 200,00€; in questo caso subirà un’ulteriore decurtazione di 40,00€ con un saldo complessivo di 320,00€.

Ma attenzione; questo importo non può essere cumulato all’infinito. È previsto un ulteriore termine, infatti, oltre il quale il residuo del reddito di cittadinanza viene interamente, o quasi, azzerato.

Reddito di cittadinanza non speso: cosa succede dopo sei mesi?

Ogni semestre verrà effettuata una verifica sulla carta del RdC; in quell’occasione tutto l’importo residuo non speso o prelevato negli ultimi sei mesi viene sottratto dalla disponibilità della famiglia, fatta eccezione per una mensilità del beneficio riconosciuto.

Cosa significa? Per capirlo prendiamo ancora l’esempio precedente e immaginiamo che ogni mese la famiglia abbia risparmiato 200,00€ - dei 500,00€ riconosciuti - subendo una trattenuta mensile di 40,00€.

Cumulando 160,00€ ogni mese, quindi, questa dopo sei mesi avrebbe un saldo carta di 960,00€. Ebbene, allo scattare del semestre quanto accumulato sarà sottratto, con l’eccezione di una mensilità del beneficio riconosciuto. Di conseguenza per la famiglia interessata ci sarà un’ulteriore decurtazione di 460,00€ così che sulla carta RdC resteranno solamente i 500€ che equivalgono ad una mensilità del reddito.

Iscriviti alla newsletter Lavoro e Diritti per ricevere le news su Reddito di cittadinanza

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.