“Dipendenti rimpiazzati dall’AI valgono di meno”. La frase shock del banchiere fa scoppiare un caso

Laura Naka Antonelli

26 Maggio 2026 - 15:02

Così il CEO di questa banca, nel motivare i tagli di migliaia di posti di lavoro. Il banchiere cerca di spiegare e di spiegarsi. La reazione sui social.

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Umiliati e offesi: shock per migliaia di dipendenti del colosso bancario britannico Standard Chartered.

Da un lato, la notizia della decisione della banca UK di rimpiazzarli con l’AI.

Dall’altro, la cocente umiliazione: essere definiti dal numero uno dell’istituto, il CEO Bill Winters, “ capitale umano di valore inferiore ”, per questo destinati a essere sostituiti dall’intelligenza artificiale.

“Capitale umano di valore inferiore”, le parole shock dell’AD di Standard Chartered

Risultato: le parole di Winters hanno fatto scoppiare un vero e proprio caso, scatenando l’ira dei diretti interessati e dell’intera forza lavoro in carne e ossa di Standard Chartered, già tramortita dalla scure di 7.800 tagliati fatta calare dal boss Winnters.

L’AD è stato costretto così a porgere le proprie scuse, che tuttavia non sono state considerate sufficienti da più parti.

Sul banco degli imputati, finita nel mirino dei social, la frase con cui il CEO ha motivato i licenziamenti, sottolineando come non si tratti neanche di un taglio dei costi, ma di una manovra “volta a sostituire, in un alcuni casi, capitale umano di minor valore con il capitale finanziario e gli investimenti che stiamo effettuando”.

Il CEO di Standard Chartered si scusa. Ma il post alimenta ulteriormente dibattito sull’AI

Il polverone sollevato da quelle dichiarazioni è stato tale da portare il dirigente, con un post su LinkedIn, a fare un passo indietro, ammettendo che i suoi commenti hanno “sconvolto alcuni colleghi.

Nel tentativo di arginare il danno, Winters ha scritto inoltre di essere pronto ad aiutare i lavoratori ad “affrontare il ritmo accelerato dei cambiamenti”.

Il post ha tuttavia alimentato ulteriormente il dibattito sul valore della forza lavoro e sul pericolo per l’occupazione rappresentato dall’intelligenza artificiale.

Davvero un mea culpa da parte del banchiere? Le riflessioni sul ruolo dell’AI nel mondo del lavoro

Rimarcata in alcuni commenti anche la necessità di dosare bene le parole, per tutelare la dignità stessa dell’essere umano.

In particolare, in un commento al post dell’AD di Standard Chartered, un utente di LinkedIn ha scritto di non aver ravvisato grandi differenze tra quanto il CEO aveva detto nel discorso con cui aveva annunciato i tagli di oltre il 15% della forza lavoro della banca e il suo secondo post. “Si è trattato o di una scelta infelice delle parole o di un pensiero che è stato espresso esattamente come inteso”.

Non sarebbe emerso insomma un vero e proprio mea culpa da parte del dirigente. In un altro commento si legge: “Sarai ricordato per sempre come chi ritiene che i propri dipendenti valgano di meno ”.

Con più di 1.400 reazioni, il secondo post del CEO è stato accolto con diversi commenti sulla minaccia crescente dell’AI.

In evidenza la riflessione di Willem Toren, responsabile regionale dell’AFC (Anti-Financial Crime) Investigations, istituzione attiva nella prevenzione delle attività finanziarie illecite:

“In qualità di ex manager di Standard Chartered, che ha trascorso anni a costruire, formare e guidare team altamente performanti all’interno di questa banca, considero l’espressione ’capitale umano di minor valore’ illuminante e profondamente preoccupante al tempo stesso. È illuminante perché elimina la patina aziendale e rivela come i vertici considerino davvero l’ossatura operativa dell’istituzione: non alla stregua di professionisti che gestiscono il rischio, ma come una classe di asset a basso rendimento da liquidare e sostituire con la tecnologia. È preoccupante perché, dal punto di vista operativo e della gestione del rischio, rappresenta una pericolosa miopia. Eliminare i livelli di analisti junior e intermedi con il pretesto dell’efficienza dell’intelligenza artificiale non significa solo ridurre i costi; significa distruggere la memoria istituzionale e la capacità di giudizio in prima linea necessarie a proteggere una banca globale”.

Meno severe le parole di Avi Sharma, ex Barclays che, sempre in risposta al post del banchiere, ha fatto notare di aver visto “manager scusarsi per la ’scelta delle parole’, quando la vera questione era la scelta di un certo modo di pensare”.

Sharma ha aggiunto che “ le parole non sono il problema, sono semplicemente la finestra più onesta per dare all’audience un messaggio che non è pronto a sentir dire ad alta voce ”.

In poche parole, il messaggio della verità di come le cose possano cambiare.

“AI, se le persone diventeranno costi su un foglio di calcolo”

E ancora James Stalnaker, fondatore dell’associazione Nursing Special Forces Association (NSFA), attiva nel settore dell’healthcare:

“La parte terribile non è l’ascesa dell’AI. È il modo in cui la società sta iniziando a classificare gli esseri umani in base al ’value’ (dunque al valore). Oggi è nel mondo bancario. Domani toccherà all’healthcare. All’istruzione. Alla logistica. A settori interi. E una volta che i dirigenti, i governi, le istituzioni, considereranno normale la frase ’capitale umano a minor valore’, le persone smetteranno di essere viste come padri, madri, assistenti, veterani, insegnanti, infermieri, o lavoratori. Diventeranno costi su un foglio di calcolo. È questo il vero pericolo”.

Stalnaker ha aggiunto che “ la tecnologia dovrebbe elevare l’umanità . Non portarla lentamente ad accettare la sua propria sostituzione”.

Ancora: “La gente che viene sostituita non è obsoleta. Si tratta di esseri umani che hanno trascorso decenni a dar vita a industrie, a sostenere famiglie, a rendere operativi i sistemi, mentre i dirigenti accumulavano ricchezze con il loro lavoro”.

Il CEO di Standard Chartered mette i punti sulle “i”. Abbiamo dato ai dipendenti la possibilità di riposizionarsi

Il CEO Winters dal canto suo, pur scusandosi, ha tenuto a precisare il significato del messaggio che ha cercato di lanciare nell’annunciare i licenziamenti, ribadendo di aver dato al personale “ ogni opportunità di riposizionarsi ”, facendo notare tuttavia che c’è chi dice “Ho fatto la mia parte, sono pronto a fare altro” .

Si tratta di dipendenti, ha spiegato l’AD di Standard Chartered, a cui viene comunque data la possibilità di “accettare un’uscita incentivata al termine della migrazione delle applicazioni”.

Dunque, Winters ha ribadito quanto detto in precedenza: “ Non si tratta di riduzione dei costi. Si tratta, in alcuni casi, di sostituire capitale umano di minor valore con il capitale finanziario e gli investimenti che stiamo mettendo in campo”. Aggiungendo: “Ma quasi sempre questo avviene con un preavviso chiaro e adeguato ”.