Dichiarazione dei redditi omessa, da novembre le lettere di compliance del Fisco

Partiranno dal mese di novembre le lettere di compliance dell’Agenzia delle Entrate per i contribuenti non hanno presentato la dichiarazione dei redditi 2018. Le novità nella relazione di addio dell’ex Direttore Ruffini.

Dichiarazione dei redditi omessa, da novembre le lettere di compliance del Fisco

In caso di dichiarazione dei redditi omessa il mese di novembre potrebbe essere quello della “resa dei conti”.

È questo il periodo dal quale l’Agenzia delle Entrate effettuerà l’invio delle lettere di compliance per i contribuenti che, seppur titolari di una o più Certificazioni Uniche relative all’anno d’imposta 2017, non hanno inviato la dichiarazione dei redditi 2018 con il modello 730 o modello Redditi (ex Unico).

Le novità emergono dalla lettura della Relazione dell’ex Direttore dell’Agenzia delle Entrate e dell’ADER, Ernesto Maria Ruffini, che con il documento sulle attività svolte e su quelle prossime a venire datato 4 settembre 2018, lascia la guida della complessa macchina del Fisco italiano al Generale delle Fiamme Gialle, Antonino Maggiore.

Ad essere interessati dalla nuova fase di lettere di compliance dell’Agenzia delle Entrate saranno anche imprese e professionisti: oltre all’omessa presentazione della dichiarazione dei redditi, l’attività di promozione dell’adempimento spontaneo riguarderà anche le incongruenze tra spesometro e dichiarazione IVA.

Dichiarazione dei redditi omessa, da novembre le lettere di compliance del Fisco

L’attività dell’Agenzia delle Entrate per la promozione dell’adempimento spontaneo è notevolmente aumentata negli ultimi tre anni, con i sempre più frequenti invii delle lettere di compliance ai contribuenti.

Una nuova fase di invii è prevista a partire dal mese di novembre 2018, quando le missive del Fisco saranno indirizzate ai contribuenti che, pur essendo titolari di più Certificazioni Uniche, non hanno presentato la dichiarazione dei redditi relativa all’anno d’imposta 2017.

Per agevolare la procedura di adempimento spontaneo in caso di dichiarazione dei redditi omessa, l’Agenzia delle Entrate ha potenziato l’assistenza presso gli uffici territoriali e l’assistenza telefonica.

Inoltre, all’interno del proprio Cassetto Fiscale, il contribuente troverà tutti i chiarimenti relativi alla lettera ricevuta e la dichiarazione integrativa precompilata (o in alternativa un prospetto precompilato di ausilio alla compilazione) per mettersi in regola mediante ravvedimento operoso e pagando quindi le sanzioni in misura ridotta.

Nel caso in cui, invece, il contribuente dovesse ritenere infondata la contestazione dell’Agenzia delle Entrate, potrà fornire le informazioni necessarie per giustificare in tutto o in parte l’anomalia riscontrata.

Non solo dichiarazione dei redditi: compliance anche per le partite IVA

Protagonisti di quella che sarà l’ultima fase della compliance targata Ruffini saranno anche i contribuenti titolari di partita IVA.

I titolari di reddito d’impresa e di lavoro autonomo saranno i destinatari delle lettere di compliance dell’Agenzia delle Entrate in caso di incongruenza tra i dati di dichiarazione IVA e spesometro.

Nello specifico, nella Relazione di fine mandato dell’ex Direttore Ruffini si legge che:

“A partire da settembre 2018 saranno inviate le comunicazioni relative, invece, ad anomalie riscontrate sulla dichiarazione IVA presentata sulla base dei dati dello spesometro (per l’anno di imposta 2016) e dei dati delle fatture comunicati ai sensi del d.l. n. 193 del 2016 (per l’anno d’imposta 2017).”

L’obiettivo è chiaro: da un lato si cerca di incentivare i contribuenti a mettersi in regola per evitare procedure di controllo più invasive ma, parallelamente, resta fermo l’intento principale di combattere l’evaso promuovendo forme di compliance tra Fisco e contribuenti.

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