Dichiarazione dei redditi 2021 e fondo perduto, il caos è servito: manca ancora il decreto MEF

Anna Maria D’Andrea

26 Agosto 2021 - 17:11

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Dichiarazione dei redditi entro il 10 settembre 2021 per accedere al fondo perduto a conguaglio, ma a pochi giorni dalla scadenza manca ancora il decreto del MEF.

Dichiarazione dei redditi 2021 e fondo perduto, il caos è servito: manca ancora il decreto MEF

Dichiarazione dei redditi in scadenza il 10 settembre 2021 per le partite IVA che intendono accedere al fondo perduto a conguaglio.

Mancano ormai circa due settimane ad uno degli appuntamenti più importanti del mese e, in mancanza del decreto del Ministero dell’Economia, è caos su chi effettivamente potrà richiedere il contributo perequativo.

Il ritardo per l’emanazione del decreto attuativo relativo all’ultimo tassello di aiuti previsto dal decreto Sostegni bis crea non poca confusione tra partite IVA e intermediari.

Senza la definizione di chi potrà fare domanda, la scadenza anticipata per la dichiarazione dei redditi 2021 riguarda tutti i potenziali beneficiari.

Dichiarazione dei redditi 2021 e fondo perduto, il caos è servito: manca ancora il decreto MEF

Il decreto Sostegni bis non prevede un’esplicita scadenza per l’emanazione del decreto del Ministero dell’Economia sul contributo a fondo perduto a conguaglio, e quindi parlare di ritardo potrebbe apparire formalmente scorretto.

La teoria si scontra però con la prassi e il perché è presto detto.

Uno degli adempimenti prodromici alla presentazione della domanda per il nuovo contributo è rappresentato dall’invio della dichiarazione dei redditi entro il 10 settembre 2021, una scadenza che anticipa di oltre due mesi e mezzo il termine ordinario del 30 novembre.

I titolari di partita IVA, e ancor di più gli intermediari che gestiscono gli adempimenti fiscali per conto di questi, sono quindi tenuti ad elaborare in tempi celeri la dichiarazione annuale, un’incombenza che in mancanza del decreto del MEF finisce con l’essere generalizzata.

Dal decreto attuativo si attende infatti la definizione della misura relativa al peggioramento del risultato economico d’esercizio nel 2020 rispetto al 2019, che determinerà chi è dentro e chi è fuori dal nuovo contributo a fondo perduto.

La verifica circa la presenza di tale requisito consentirebbe di definire in quali casi e per quali titolari di partita IVA occorre predisporre in anticipo la dichiarazione dei redditi 2021.

In sintesi, solo dopo la pubblicazione del decreto del MEF sarà più chiaro chi è tenuto all’invio entro la scadenza del 10 settembre e quali sono gli esclusi dal fondo perduto, per i quali sarà invece possibile predisporre il tutto seguendo il termine ordinario del 30 novembre 2021.

Dichiarazione dei redditi 2021 e fondo perduto a conguaglio: dopo il decreto MEF le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate

La mancanza del decreto del MEF è solo uno degli ostacoli a cui devono far fronte i titolari di partita IVA.

Il decreto Sostegni bis prevede infatti un secondo passaggio per delineare la platea dei soggetti ammessi al fondo perduto perequativo.

L’Agenzia delle Entrate, con apposito provvedimento, è chiamata a definire i campi della dichiarazione dei redditi relativa al 2020 e al 2019 nei quali sono indicati gli importi dei risultati economici d’esercizio. Insomma, servirà attendere la definizione delle istruzioni operative per capire chi potrà presentare domanda.

Nell’attesa, resta l’onere di inviare in anticipo la dichiarazione dei redditi 2021 ed è difficile che venga disposta una proroga della scadenza del 10 settembre.

A chiedere il rinvio sono stati a più riprese i commercialisti, tenuto conto sia della mancanza del decreto attuativo dell’Economia che delle complessità dell’adempimento, soprattutto per quel che riguarda la compilazione del prospetto sugli aiuti di Stato. Una richiesta che tuttavia non ha avuto seguito, almeno per ora.

La confusione generata evidenzia, ancora una volta, il mancato coordinamento tra norme e vita pratica. La semplificazione fiscale è evidentemente ancora lontana anni luce.

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