La detrazione delle spese notarili nel modello 730/2022: istruzioni per il rimborso

Caterina Gastaldi

3 Giugno 2022 - 13:50

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È possibile detrarre le spese notarili nel modello 730/2022 in alcuni casi: ecco come funziona e come fare per avere il rimborso.

La detrazione delle spese notarili nel modello 730/2022: istruzioni per il rimborso

Tra le diverse spese detraibili che è possibile inserire all’interno del modello 730/2022 ci sono anche le spese notarili sostenute nel caso di stipula di un mutuo relativo all’acquisto della casa.

Per ottenere il rimborso è necessario compilare il modello, modificabile a partire dal 31 maggio scorso, e inviarlo entro il 30 settembre 2022, utilizzando la sezione dedicata del portale dell’Agenzia delle Entrate.

Come funziona la detrazione delle spese notarili

Il rimborso Irpef, spettante a coloro che hanno stipulato un mutuo per l’acquisto di una casa, si può richiedere all’interno del modello 730/2022.

Questa detrazione fa parte nel campo delle spese per gli oneri accessori alla stipula del mutuo detraibili nel modello 730/2022 e prevede una detrazione del 19% su un massimo di 4.000 euro di limite di spesa.

Questo significa che il massimo che si potrà detrarre è 760 euro, poiché si tratta del 19% di 4.000. Per poter accedere a questo rimborso è necessario che il richiedente:

  • sia residente in Italia o in uno degli Stati aderenti all’Unione europea;
  • sia residente all’estero ma abbia una stabile organizzazione in Italia.

Inoltre, l’importo complessivo di 4.000 euro viene calcolato sommando tutti gli oneri accessori relativi all’acquisto e per la stipula del contratto di mutuo, e questo comprende sia gli interessi passivi, sia gli interessi fiscali, per esempio.

Nello specifico, a questo riguardo, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che le spese notarili detraibili nel modello 730/2022 si riferiscono a:

  • l’onorario del notaio per la stipula del mutuo, andando a escludere quello sostenuto per il contratto di compravendita;
  • le spese che il notaio ha sostenuto per conto del cliente, come per esempio iscrizione e cancellazione dell’ipoteca, la perizia tecnica, o le spese di istruttoria e notarili;
  • gli interessi passivi pagati in funzione della restituzione del capitale;
  • la commissione dovuta agli istituti per l’attività di intermediazione;
  • la cosiddetta “provvigione” per scarto rateizzato.

Dove inserire la detrazione nel quadro E

Nel momento in cui si va a compilare il 730/2022 per poter accedere alla detrazione Irpef delle spese notarili bisognerà andare a inserire le informazioni nella zona corretta.

Le spese del notaio, per un massimo di 4.000 euro, dovranno quindi essere indicate all’interno del quadro E, sezione I, rigo E7, denominato proprio “Interessi per mutui ipotecari per l’acquisto dell’abitazione principale”, così da poter accedere al rimborso del 19%.

Come si fa a calcolare il limite?

Dal momento che il limite massimo di 4.000 euro di spesa comprende altre voci oltre le spese notarili, possono sorgere dei dubbi riguardo a cosa si riferisca.

Prima di tutto, è giusto precisare che il limite di spesa massimo comprende tutte le voci e non è di 4.000 euro per ognuna di esse. Questo significa che, nel momento in cui si va a fare il calcolo, sarà necessario sommare tra loro le spese notarili e tutti gli altri oneri accessori, ovvero tutte quelle spese necessarie alla stipula del contratto di mutuo.

Per esempio, se si fossero spesi 2.000 euro di spese notarili, e altri 1.000 euro di interessi passivi, la cifra complessiva su cui richiedere la detrazione sarebbe di 3.000 euro. Su questi 3.000 euro si riceverebbe il 19% di detrazione, ovvero 570 euro.

Nel caso in cui, invece, le spese totali superassero i 4.000 euro, arrivando per esempio a 4.600 euro, comunque non si potrà richiedere la detrazione Irpef su una cifra maggiore di 4.000 euro massimi.

Come funziona la detrazione in caso di casa cointestata

Nel caso in cui il mutuo fosse cointestato a più persone, tutti hanno diritto alla detrazione, in relazione alla propria quota e anche il limite di 4.000 euro massimi verrà suddiviso seguendo questa stessa logica.

Questo significa che se due coniugi sono cointestatari del mutuo, entrambi hanno diritto alla detrazione su un massimo di 2.000 euro a testa, mentre se uno dei due fosse fiscalmente a carico dell’altro, in questo caso la detrazione spetterebbe per entrambe le quote a quest’ultimo.

Nel caso in cui, invece, l’abitazione fosse stata acquistata da entrambi, ma solo uno fosse intestatario del mutuo, allora la detrazione spetterebbe solo all’intestatario del mutuo. Mentre nel caso opposto, ovvero se entrambi fossero intestatari del mutuo, ma solo uno dei due acquirente dell’immobile, allora la detrazione competerebbe solamente al coniuge acquirente e solo con riferimento alla sua quota di mutuo.

La detrazione comunque spetta anche a chi acquista solamente la nuda proprietà, e in caso di mutuo condiviso e decesso di un mutuatario, questo diritto viene trasmesso a chi si sia accollato il mutuo.

Chi può richiedere la detrazione

È importante precisare che questa detrazione non si può sempre richiedere in caso di apertura di un mutuo per acquisto di una casa.

Infatti questo incentivo è disponibile solo nel caso in cui si tratti dell’abitazione principale, che però può riferirsi sia a una prima casa, sia alla seconda. L’abitazione principale è:

  • il luogo abituale di dimora del contribuente e famiglia;
  • nonché il luogo di residenza del contribuente e famiglia.

Per ottenere queste detrazioni è necessario che, entro un anno dall’acquisto dell’immobile, l’immobile in questione venga destinato ad abitazione principale. Inoltre l’acquisto dovrà essere stipulato nei 12 mesi successivi o antecedenti alla data di stipula del mutuo.

Non si è destinati a rispettare questi obblighi quando la destinazione ad abitazione principale non si realizzasse a causa di un trasferimento per motivi di lavoro, purché questi siano avvenuti dopo l’acquisto.

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