Il Def è stato bocciato ancora

Anche l’Ufficio parlamentare di bilancio e Bankitalia bocciano il Def: ancora una volta occhi sullo spread Btp-Bund e sull’andamento delle banche di Borsa Italiana

Il Def è stato bocciato ancora

Il Def è stato bocciato ancora, stavolta sia da Bankitalia che dall’Ufficio parlamentare di bilancio, i quali hanno scelto di non convalidare il lavoro messo a punto dall’esecutivo gialloverde.

Ancora una volta le perplessità delle istituzioni in merito alle politiche economiche nostrane renderanno sia lo spread Btp-Bund sia la Borsa Italiana oggi le sorvegliate speciali sul mercato.

L’Upb, che si occupa di verificare la conformità delle decisioni nazionali alla normativa del blocco, ha parlato di variabili non allineate e ha dunque scelto di non dare l’ok al discusso Documento di economia e finanza che qualche giorno fa è stato bocciato anche dalla stessa Unione europea. Bankitalia, invece, ha parlato di un allungamento dei tempi di abbattimento del debito.

Non soltanto lo spread Btp-Bund e la Borsa Italiana finiranno sotto la lente dopo il nuovo stop al Def. Anche il cambio euro dollaro tornerà ad essere attentamente monitorato nella giornata di oggi.

Def bocciato ancora: le motivazioni dell’Upb

Stando a quanto affermato dall’Ufficio parlamentare di bilancio, le previsioni di crescita economica del Def riferite al 2019 sono eccessivamente ottimistiche (Pil reale a +1,5% e Pil nominale a 3,1%).

L’Upb ha sottolineato i rischi ribassisti - derivanti non soltanto da deboli tendenze congiunturali di breve, ma anche da quelle che sono state definite come turbolenze finanziarie - e ha parlato di una spesa per interessi che crescerà a quota 17 miliardi nel 2021 a causa dello spread Btp Bund, a sua detta trascurato dal governo.

Da qui la bocciatura del Def, difeso però a spada tratta dal premier Conte, secondo cui le cifre del documento non verranno discusse nonostante le perplessità delle istituzioni. Ottimismo anche da parte di Salvini e Di Maio, per i quali l’Italia crescerà anche più dell’1,5%.

I dubbi di Bankitalia

Se Unione europea e Ubp hanno espresso le proprie perplessità sul Def gialloverde, non meno negativa è sembrata la valutazione di Bankitalia che ha già ipotizzato un allungamento dei tempi di riduzione del debito pubblico.

“L’aumento dei trasferimenti correnti, quali quelli connessi con la spesa sociale, così come gli sgravi fiscali, tendono ad avere effetti congiunturali modesti e graduali nel tempo; stimiamo che il moltiplicatore del reddito associato a questi interventi sia contenuto”,

hanno affermato da Bankitalia, giudicando ancora una volta eccessive le previsioni di crescita formulate dal governo. Secondo l’istituto, il prossimo anno il Pil del Belpaese avanzerà ancor meno dell’1%.

Vale la pena di notare, infine, come anche la Corte dei Conti abbia messo in guardia contro le prossime mosse di un esecutivo pronto a smantellare le riforme già attuate:

“un indebolimento delle riforme che hanno contribuito ad una maggiore sostenibilità del nostro sistema non può non destare preoccupazione”.

Il tutto mentre l’Istat ha ribadito la sua cautela in audizione sul Def ed ha parlato di prospettive non favorevoli nel breve termine.

Ancora una volta lo spread Btp-Bund, la Borsa Italiana e le sue banche saranno i sorvegliati speciali di un mercato che, secondo gli osservatori, continuerà ad assistere con preoccupazione agli sviluppi di un’Italia alle prese con il Def e con la manovra di bilancio.

Iscriviti alla newsletter per ricevere le news su Def (Documento di economia e finanza)

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.