Decreto Ristoro, aiuti ai professionisti: Commercialisti e Consulenti del Lavoro scrivono a Conte

Decreto Ristoro, sugli aiuti alle partite IVA in fase di approvazione, Consulenti del Lavoro e Commercialisti chiedono maggiore attenzione verso i professionisti. Torna la richiesta di contributi a fondo perduto anche ai professionisti con Cassa, e più tutele in caso di malattia.

Decreto Ristoro, aiuti ai professionisti: Commercialisti e Consulenti del Lavoro scrivono a Conte

Decreto Ristoro, aiuti anche ai professionisti: tra i titolari di partita IVA che stanno subendo i contraccolpi economici causati dal Covid-19 ci sono anche i lavoratori autonomi, e Commercialisti e Consulenti del Lavoro scrivono al Premier Conte.

La lettera datata 26 ottobre 2020 avanza chiare richieste: contributi a fondo perduto o altre tipologie di aiuti economici servono anche ai professionisti che, nonostante siano stati fondamentali per rendere operativi i bonus per le partite IVA e per l’accesso alla CIG da parte delle imprese, non hanno potuto contare su aiuti concreti da parte del Governo.

La questione sollevata dagli Ordini dei Commercialisti e dei Consulenti del Lavoro nasce dal malcontento già evidenziato dai professionisti negli scorsi mesi, a causa dell’esclusione dalla possibilità di richiedere i contributi a fondo perduto.

L’aumento dei contagi da Covid-19 porta inoltre alla luce la necessità di maggiori tutele ai professionisti in malattia, considerando le profonde differenze tra le tutele riconosciute alle partite IVA rispetto ai dipendenti.

Decreto Ristoro, aiuti ai professionisti: Commercialisti e Consulenti del Lavoro scrivono a Conte

Non solo le partite IVA ed i lavoratori colpiti direttamente dalle misure del DPCM del 25 ottobre 2020, anche ai professionisti servono aiuti e misure di ristoro. A chiederli sono i Presidenti degli Ordini dei Commercialisti e dei Consulenti del Lavoro, Massimo Miani e Marina Calderone, con una lettera indirizzata al Premier Conte.

L’emergenza causata dal Covid-19 ha influenzato l’attività lavorativa dei lavoratori autonomi, causando notevoli perdite di fatturato. Il 79% dei liberi professionisti fa i conti con le conseguenze economiche del Covid-19. Per il 35,8% di questi, la riduzione di fatturato è stata superiore al 50% rispetto allo scorso anno.

“Anche per i Professionisti servono dunque misure “di ristoro” come quelle varate per le aziende e sostegni agli investimenti, soprattutto nel campo dell’informatizzazione.”

La richiesta dei professionisti non è certo nuova. Già la prima ondata di contributi a fondo perduto e di bonus per le partite IVA ha di fatto lasciato fuori i professionisti, destinatari esclusivamente di un’indennità erogata dalle Casse di categoria, tra l’altro con criteri più stringenti rispetto a quanto previsto per le imprese.

La seconda ondata dei contagi da Covid-19, e le ripercussioni economiche che ne deriveranno, riportano alla luce il malcontento dei professionisti con Cassa.

Lettera del CNDCEC e CNOCDL al Presidente Conte
Commercialisti e consulenti del lavoro: servono misure di ristoro anche per i professionisti

Non solo ristori: commercialisti e consulenti chiedono più tutele nel caso di malattia dei professionisti

La lettera inviata il 26 ottobre non pone l’accento solo sulla necessità di aiuti economici, ma anche sul tema delle tutele previste in caso di malattia dei professionisti:

“L’aumento dei contagi su tutto il territorio nazionale comincia ad investire anche gli studi professionali, sempre più spesso costretti a chiudere per il verificarsi di casi di malattia. In queste circostanze i Professionisti non possono essere lasciati soli a sopportare le pesanti responsabilità derivanti dalla impossibilità di rispettare le numerose scadenze dei vari adempimenti. Occorre intervenire anche in tale ambito, per garantire ai lavoratori autonomi le tutele previste per il lavoro dipendente in caso di malattia.”

Tra i punti al centro della missiva, Consulenti del Lavoro e Commercialisti puntano il dito contro le profonde differenze previste tra dipendenti e lavoratori autonomi, evidenziando la necessità di interventi urgenti.

Serve velocizzare i tempi di discussione del progetto di legge all’esame del Parlamento, per sgravare il contribuente dal rischio di sanzioni in caso di malattia del professionista ed impossibilità ad adempiere per cause di forza maggiore.

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