Contributi a fondo perduto, professionisti esclusi anche se in studi associati

Contributi a fondo perduto, professionisti esclusi anche se in studi associati: la nuova stretta arriva dalla circolare n. 22/E del 21 luglio 2020, con la quale l’Agenzia delle Entrate fornisce ulteriori chiarimenti.

Contributi a fondo perduto, professionisti esclusi anche se in studi associati

Contributi a fondo perduto, sempre esclusi i professionisti con Cassa, anche se facenti parte di studi associati.

L’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 22/E del 21 luglio 2020 conferma l’esclusione dai contributi a fondo perduto per le partite IVA iscritte a Casse di Previdenza. Nessuna possibilità di accesso anche agli studi associati, che “non acquisiscono propria autonomia giuridica”.

Un’interpretazione restrittiva, oltre che contraddittoria rispetto a quanto chiarito invece per le società artigiane con soci professionisti. In questo caso, la Sas composta da marito e moglie, iscritti rispettivamente alla gestione artigiani e alla gestione separata, potrà accedere al contributo a fondo perduto.

Contributi a fondo perduto, professionisti esclusi anche se in studi associati

Arrivano ad ormai poche settimane dalla scadenza per presentare domanda i nuovi chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate sui contributi a fondo perduto.

Tra i punti contenuti nella circolare n. 22/E del 21 luglio 2020, particolare rilievo assume la risposta fornita sulla possibilità di accesso alla misura per gli studi associati, qualora composti da professionisti iscritti a Casse private.

È ormai cosa nota che il decreto Rilancio lascia fuori dai contributi a fondo perduto i professionisti iscritti ad albi e quindi enti di diritto privato di previdenza obbligatoria.

La stessa interpretazione viene fornita per gli studi associati composti da partite IVA iscritte a Casse private.

Secondo quanto chiarito dall’Agenzia delle Entrate, al punto 2.10 della circolare n. 22/E del 21 luglio 2020, gli studi associati composti da professionisti con albo restano parimenti esclusi, non acquisendo propria autonomia giuridica rispetto ai singoli soggetti.

Diversa è invece l’interpretazione per i professionisti soci di SAS.

Contributi a fondo perduto, può fare domanda la società artigiana con soci professionisti

L’Agenzia delle Entrate ribalta la sua posizione per quel che riguarda i professionisti soci di società commerciali che, singolarmente, non avrebbero diritto al contributo a fondo perduto.

Il caso analizzato riguarda una società composta da due soci, iscritti alla gestione INPS artigiani e commercianti e alla gestione separata. Le persone fisiche che esercitano attività di impresa o lavoro autonomo, che contestualmente possiedono lo status di lavoratori dipendente, possono fruire del contributo a fondo perduto per le attività ammesse al contributo.

Una regola che, specifica l’Agenzia delle Entrate, vale anche per i soci lavoratori dipendenti.

Nel caso in cui i soci di società assumano il ruolo di dipendente, le società avrà la facoltà di fruire del contributo a fondo perduto, sussistendone gli ulteriori requisiti.

Una ricostruzione interpretativa che, specifica l’Agenzia delle Entrate, si applica in tutti i casi in cui i soggetti esclusi dal contributo a fondo perduto (comma 2, articolo 52 del decreto Rilancio) risultino soci di attività commerciali.

La differenza di trattamento per studi professionali e SAS si evince anche dall’ultimo inciso contenuto al punto 2.11 della circolare, con il quale l’Agenzia afferma:

“nell’ipotesi in cui i soci di una società assumano anche il ruolo di professionisti iscritti esclusivamente alla gestione separata, la società avrà la facoltà di fruire del contributo a fondo perduto COVID-19, sussistendone gli ulteriori requisiti.”

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