I mercati odiano l’incertezza e l’attuale incertezza sulle politiche commerciali di Trump, tra nuovi dazi e tensioni con Cina ed Europa, sta riaccendendo i timori di guerre economiche. In questo contesto, la cautela è tornata protagonista e molti investitori stanno rivedendo le proprie esposizioni nei settori più dipendenti dal commercio globale.
Ma non tutta l’economia è in balìa della geopolitica. Esistono comparti che potrebbero resistere più di altri a shock esterni, sostenuti da trend strutturali e bisogni reali.
E secondo diversi analisti, uno in particolare è destinato a crescere con costanza nei prossimi dieci anni, indipendentemente dai dazi.
Perché il settore healthcare merita attenzione, nonostante tutto
Il settore sanitario non è solo “difensivo” nel senso classico del termine. Storicamente questo settore ha sempre mostrato una certa solidità nei momenti di turbolenza, proprio perché la domanda di salute e cure non segue i cicli economici, ma resta una priorità, anche quando tutto il resto vacilla.
Oltre a questo, l’healthcare è anche uno dei protagonisti della trasformazione economica globale, spinto da almeno tre megatrend destinati a durare.
Il primo è l’invecchiamento della popolazione, un trend ormai radicato nei Paesi sviluppati. Negli Stati Uniti, secondo il Census Bureau, entro il 2034 gli over 65 saranno più numerosi dei minori di 18 anni. In Europa questo cambiamento è ancora più evidente: secondo Eurostat, già oggi quasi un cittadino su cinque ha più di 65 anni. Entro il 2050 gli over 65 rappresenteranno oltre il 30% della popolazione in diversi Paesi, tra cui Italia, Germania e Spagna. Questo significa una domanda crescente di farmaci, dispositivi medici, assistenza e tecnologie sanitarie.
Il secondo riguarda l’innovazione tecnologica. Terapie geniche, intelligenza artificiale applicata alla diagnostica, medicina personalizzata, dove il confine tra biotech e tecnologia è sempre più sfumato. Le aziende che sapranno muoversi in questo spazio ibrido avranno margini potenzialmente molto più elevati rispetto al passato.
Infine, c’è il ruolo dei governi. La pandemia ha mostrato l’importanza strategica dell’autonomia sanitaria. Oggi si investe di più in ricerca, produzione locale e digitalizzazione dei sistemi sanitari. Dunque per le aziende del settore il vento è a favore.
5 titoli da seguire tra Stati Uniti ed Europa
In questo scenario complesso, ci sono aziende che stanno dimostrando una capacità sorprendente di tenuta anche di fronte alle difficoltà. Ecco 5 titoli da mettere sotto la lente:
Verona Pharma
Grafico Verona Pharma
Fonte Tradingview
Verona Pharma è una biotech britannica, quotata anche al Nasdaq. Nel 2024 ha lanciato un nuovo farmaco per la BPCO, Ohtuvayre, il primo da oltre 20 anni. Le vendite hanno superato le aspettative del mercato (+95% nel secondo trimestre), spingendo il titolo a un +53% annuo.
Secondo gli analisti di TD Cowen e Cantor Fitzgerarld il titolo è Buy con target price rispettivamente a 100 dollari e 80 dollari. Nell’ipotesi più ottimistica, il raggiungimento del target implica un upside del 33% dai valori attuali.
Novo Nordisk
Novo Nordisk domina il settore delle terapie per l’obesità e il diabete. Il gigante danese vanta una solida pipeline, con nuove formulazioni in fase avanzata. Inoltre, grazie all’integrazione di tecnologie digitali per il monitoraggio dei pazienti, promette di rafforzare il suo posizionamento competitivo. Secondo molti analisti il titolo è da comprare (Buy), con target a 1.000 corone danesi (JP Morgan), 750 corone danesi (Deutsche Bank) e a 700 corone danesi (UBS).
AstraZeneca
Grafico azioni AstraZeneca
Fonte Tradingview
Il gruppo anglo-svedese si è distinto per la capacità di espandere il proprio portafoglio oncologico e cardiovascolare. Nonostante le turbolenze normative, ha dimostrato una resilienza notevole grazie alla diversificazione geografica e produttiva, che mitiga i rischi legati ai dazi USA. Sulla società, JP Morgan ha espresso un giudizio positivo, consigliando Buy con prezzo obiettivo a 14.000 penny, distante circa il 33% dal prezzo attuale.
Eli Lilly
Un altro big USA che cavalca il trend dei farmaci contro l’obesità è Eli Lilly, con una forte pipeline in ambiti come Alzheimer e patologie autoimmuni. L’aggressiva strategia di acquisizioni e l’impegno nella produzione domestica la rendono potenzialmente meno esposta alle tensioni tariffarie. Morgan Stanley ha espresso un giudizio “Overweight” con prezzo obiettivo a 1.133 dollari.
Cardinal Health
Cardinal Health è meno conosciuta, ma è strategicamente interessante. Il gruppo è uno dei principali distributori farmaceutici negli Stati Uniti. La crescita della domanda per farmaci biologici complessi e la minore esposizione ai dazi diretti lo rendono un attore difensivo in tempi incerti. TD Cowen è positiva sul titolo (rating Buy, con target a 144 dollari), mentre Citi è più prudente, con giudizio neutrale e target price a 129 dollari.
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