Norges Bank da record, le grandi aziende italiane in cui investe il fondo sovrano più grande al mondo

Laura Naka Antonelli

13 Agosto 2026 - 13:08

I nomi dei pesi massimi quotati a Piazza Affari su cui punta Norges Bank Investment Management, reduce da una semestrale record.

Norges Bank da record, le grandi aziende italiane in cui investe il fondo sovrano più grande al mondo

Quali sono le più grandi aziende italiane in cui Norges Bank Investment Managements, la società che gestisce il fondo sovrano della Norvegia, ovvero il fondo sovrano più grande al mondo, investe?

Degli investimenti in Italia lanciati da NBIM si è tornato a parlare con la pubblicazione della semestrale record avvenuta nella giornata di ieri, mercoledì 12 agosto 2026, da parte del gigante norvegese. Norges Bank ha incassato qualcosa come $185 miliardi, l’equivalente del record di 1,75 trilioni di corone norvegesi, con il portafoglio azionario che, dopo essere sceso nel primo trimestre del 2026, è volato del 15,98% nel secondo trimestre, portando il rendimento dei primi sei mesi dell’anno al 12,95%.

Il gruppo ha fatto anche una grande rivelazione, annunciando di detenere una quota pari allo 0,05% del valore di $1,2 miliardi nel colosso aerospaziale e AI Space X. Nel ricordare che il fondo investe nell’1,5% di tutte le società del mondo, il CEO Nicolai Tangen ha sottolineato che “in Europa possediamo il 3% circa di tutte le aziende (quotate in Borsa)”. Di seguito, la lista, decisamente corposa, delle principali aziende italiane, di cui molti pesi massimi quotati sul Ftse Mib di Piazza Affari, su cui Norges Bank Investment Management ha investito.

Le principali banche italiane e gruppi finanziari su cui punta Norges Bank

Norges Bank è presente nei capitali di diverse banche e società finanziarie, come:

  • Anima Holding: (quota pari allo 0,2%)
  • Azimut Holding: (1,36%)
  • Banca Generali: (2,23%)
  • Banca Mediolanum: (0,62%)
  • Banca Monte dei Paschi di Siena: (1,6%)
  • Banco BPM: (1,96%)
  • Credem: (0,42%)
  • FinecoBank: (2,61%)
  • Generalifinance: (0,42%)
  • Generali :(0,7%)
  • Intesa SanPaolo: (1,59%)
  • Mediobanca: (0,29%)
  • Poste Italiane: (0,84%)
  • Tamburi Investment Partners: (1,15%)
  • UniCredit: (2,88%)
  • Unipol Assicurazioni: (1,9%)

Le più grandi partecipazioni detenute da Norges Bank Investment Management nelle banche italiane e nei gruppi finanziari italiani sono dunque quelle presenti nei capitali di UniCredit (partecipazione pari a quasi 3,9 miliardi di dollari), di Intesa SanPaolo (per un valore di quasi 1,9 miliardi), e in FinecoBank, per un ammontare di 401 milioni circa.

Le puntate sul settore healthcare

NBIM punta anche su altri grandi nomi del panorama Corporate dell’Italia presente a Piazza Affari. Di seguito gli investimenti nel settore healthcare:

  • Amplifon: (1,45%)
  • Diasorin: (0,72%)
  • Recordati: (1,1%)

Tra le tre aziende, la quota investita più alta è quella in Recordati, per un valore superiore ai 134 milioni di dollari.

Consumi discrezionali. Le scelte preferite di Norges Bank sono Ferrari, Moncler, Lottomatica

Passando al comparto dei consumi di beni discrezionali, le scommesse del gigante che gestisce il fondo sovrano più grande del mondo sono:

  • Brembo: (0,9%)
  • Brunello Cucinelli: (0,05%)
  • De’ Longhi: 1,43%)
  • Ferrari: (0,9%)
  • Lottomatica: (2,2%)
  • MFE-MediaForEurope: (1%)
  • Moncler: (1,18%)
  • Pirelli: (0,73%)
  • Stellantis (1,13%)

Norges Bank ha investito soprattutto in Ferrari (per un valore superiore ai 775 milioni di dollari), in Stellantis, per quasi $242 milioni e in Moncler (per più di $187 milioni).

Consistente anche l’investimento in Lottomatica, per più di 153 milioni.

Utility e aziende energetiche: spiccano gli investimenti in ENI, ENEL, Italgas, Terna

Tra le utilities e le azioni energetiche quotate a Piazza Affari spiccano indubbiamente le grandi scommesse lanciate nei colossi ENI ed Enel, a cui si accompagnano altre esposizioni di rilievo.

In ENEL Norges Bank detiene una partecipazione pari all’1,14% per un valore superiore a 1,328 miliardi di dollari, mentre in ENI la quota è pari allo 0,74% per quasi 525 milioni.

Notevoli anche gli investimenti in Saipem (1,39%), per quasi 140 milioni e in Snam (0,57% per più di 138 milioni), così come in Terna (1,06%, per più di 249 milioni).

Il fondo ha inoltre un’esposizione in Italgas pari allo 0,99%, per un valore superiore a $116 milioni.

Le altre aziende di utilities e società energetiche in cui NBIM punta sono:

  • A2A: (0,99%)
  • ERG: (0,41%)
  • Hera: (0,93%)
  • Iren: (0,99%)
  • Tenaris: (0,3%)

La grande scommessa su Prysmian. Norges Bank sceglie anche Leonardo, Iveco, Campari

Nel comparto industriale, gli investimenti più significativi vedono protagonista soprattutto Prysmian (1,91% per un valore superiore ai 962 milioni di dollari); Leonardo (1,53% per più di $474 milioni), Buzzi (1,23% per quasi $122 milioni), Iveco (2,53% per quasi $139 milioni.

Occhio anche alla quota investita da Norges Bank in Interpump (1,24%, per più di $52 milioni).

In evidenza inoltre le partecipazioni in:

  • Danieli: (1,11%)
  • Datalogic: (0,77%)
  • Nexi: (1,31%)
  • Fincantieri: (0,74%)
  • Fiera Milano: (1,21%)
  • Webuild: (0,89%)

Tra gli altri grandi investimenti in Italia lanciati da Norges Bank Investment Management, quello nel colosso degli spirits Davide Campari, nel cui capitale il gruppo è presente con una quota pari all’1,04% valutata quasi 123 milioni di dollari.

STMicroelectronics: maxi investimento da più di $760 milioni. NBIM punta anche su TIM

Nel comparto hi-tech, Norges Bank punta soprattutto su STMicroelectronics, con una partecipazione pari all’1,13%), valutata oltre 761 milioni di dollari, scommettendo anche su Technoprobe, di cui detiene una quota pari allo 0,5%, valutata più di 130 milioni di dollari.

Si segnalano inoltre le partecipazioni acquistate dalla società di gestione del fondo norvegese nel settore delle telecomunicazioni: si mette in luce soprattutto TIM-Telecom, con una partecipazione pari all’1,79%, per un valore di quasi 347 milioni di dollari. Norges ha investito anche in Inwit, di cui detiene una partecipazione pari allo 0,75%.