FTSE MIB, DAX e S&P 500 sui massimi. Le onde di Elliott lanciano un segnale da non ignorare

Gerardo Marciano

10 Agosto 2026 - 13:22

FTSE MIB, DAX e S&P 500 restano sui massimi. L’analisi delle onde di Elliott mostra però un ciclo rialzista ormai avanzato e alcuni livelli tecnici da monitorare.

FTSE MIB, DAX e S&P 500 sui massimi. Le onde di Elliott lanciano un segnale da non ignorare

I mercati azionari continuano a muoversi su livelli che fino a pochi anni fa sarebbero sembrati difficili da immaginare. I nuovi record si susseguono, le correzioni vengono spesso riassorbite rapidamente e la tendenza di fondo resta sostenuta. In una fase del genere, tuttavia, osservare soltanto la direzione dei prezzi rischia di raccontare una parte limitata della storia.

Un indice che aggiorna continuamente i massimi può trovarsi all’inizio di una nuova fase espansiva, ma può anche essere arrivato in una zona molto avanzata di un movimento iniziato diversi anni prima. La differenza non è marginale: nel primo caso le correzioni possono rappresentare semplici pause all’interno di una struttura ancora giovane, nel secondo diventano più importanti i segnali che potrebbero indicare la progressiva maturazione del ciclo.

La teoria delle onde di Elliott offre una possibile chiave di lettura di questa situazione. Applicata ai grafici mensili, settimanali e giornalieri di S&P 500, DAX e FTSE MIB, consente di mettere a confronto la struttura dei tre grandi listini e di individuare alcune aree tecniche particolarmente significative. Il risultato non è una previsione certa, ma una mappa dei possibili scenari e dei livelli che potrebbero modificarne l’interpretazione.

Come funzionano le onde di Elliott

Nella formulazione classica, una tendenza rialzista completa è composta da cinque onde. Le onde 1, 3 e 5 si muovono nella direzione principale del mercato, mentre le onde 2 e 4 rappresentano fasi correttive.

Al termine dell’impulso può svilupparsi una correzione, spesso descritta attraverso una sequenza A-B-C.

La teoria non consiste però nel cercare arbitrariamente cinque oscillazioni su un grafico. Perché una struttura possa essere classificata come impulso devono essere rispettate alcune condizioni.

Onda 2 non può annullare completamente onda 1. Onda 3 non può essere la più corta tra le tre onde impulsive 1, 3 e 5. In una struttura impulsiva tradizionale, inoltre, onda 4 non dovrebbe entrare in maniera significativa nel territorio di onda 1.

A queste regole si aggiungono i rapporti di Fibonacci. Livelli come 38,2%, 50% e 61,8% vengono utilizzati per studiare le correzioni, mentre 100%, 161,8% e 261,8% possono aiutare a valutare l’estensione delle onde impulsive.

I rapporti di Fibonacci non determinano da soli la fine di un movimento. Servono piuttosto a verificare se le proporzioni tra le diverse onde risultano coerenti con la struttura individuata.

S&P 500: la quinta onda entra in una zona tecnica significativa

Il conteggio principale dell’S&P 500 (Figura 1) può essere fatto partire dal minimo dell’ottobre 2022, collocato nell’area dei 3.492 punti.

Figura 1 Figura 1 Conteggio principale Onde di Elliott per l'indice S&P500

Da quella zona l’indice avrebbe sviluppato una prima onda rialzista fino a circa 4.607 punti nell’estate 2023. La successiva correzione verso area 4.100 nell’autunno dello stesso anno può essere interpretata come onda 2.

Da lì avrebbe avuto origine onda 3, il movimento più potente della struttura, culminato nell’area dei 6.147 punti nel febbraio 2025.

La brusca discesa della primavera successiva, terminata intorno a 4.835 punti, può essere classificata come onda 4. Il minimo è rimasto superiore al massimo della prima onda, mantenendo quindi coerente il conteggio impulsivo di lungo periodo.

Dal minimo dell’aprile 2025 sarebbe iniziata onda 5.

Le proporzioni sono interessanti. La prima onda misura circa 1.115 punti, mentre la terza presenta un’ampiezza pari a circa 1,8 volte quella della prima, una configurazione compatibile con una terza onda estesa.

Ancora più significativo è ciò che sta accadendo all’interno della quinta.

Applicando una proiezione del 261,8% dell’ampiezza di onda 1 a partire dal minimo attribuito a onda 4 si individua una zona intorno a 7.755 punti. L’S&P 500 è entrato pienamente in quest’area nelle prime sedute di agosto, raggiungendo un massimo intraday di 7.793,68 punti il 5 agosto e chiudendo il 7 agosto a 7.757,64 punti.

La vicinanza tra le quotazioni raggiunte e questa proiezione Fibonacci assume particolare interesse perché si verifica durante quella che, nel conteggio principale, può essere interpretata come una fase avanzata della quinta onda iniziata nell’aprile 2025.

Questo non implica che l’avanzata debba necessariamente essersi conclusa. Una quinta onda può estendersi ulteriormente oppure articolarsi in una struttura interna più complessa.

Sul grafico giornaliero uno dei pivot più importanti è rappresentato dal minimo del 29 luglio a 7.313,92 punti. Da quel livello il mercato ha accelerato rapidamente.

È interessante anche osservare che il massimo intraday è stato segnato il 5 agosto, mentre il 7 agosto è arrivato un nuovo record di chiusura senza superare durante la seduta quel precedente estremo. Da solo non costituisce un segnale di inversione, ma rappresenta un elemento da monitorare nell’evoluzione della struttura.

DAX: il conteggio più regolare

Il DAX presenta probabilmente la struttura Elliott più ordinata dei tre indici.

Figura 2 Figura 2 Conteggio principale Onde di Elliott per l'indice DAX

Il minimo del 2022, intorno a 11.863 punti, rappresenta il possibile punto di origine dell’intero impulso.

Onda 1 avrebbe condotto l’indice fino a circa 16.529 punti nel luglio 2023. La correzione successiva, terminata nell’area dei 14.668 punti nell’ottobre dello stesso anno, può essere identificata come onda 2.

Da lì sarebbe iniziata onda 3, culminata intorno a 23.476 punti nel marzo 2025.

La violenta correzione dell’aprile successivo ha portato il DAX verso 18.490 punti e può essere interpretata come onda 4.

Anche in questo caso le regole fondamentali risultano rispettate. La quarta onda rimane ampiamente sopra il massimo della prima, mentre onda 3 risulta nettamente più lunga di onda 1.

La prima onda misura circa 4.666 punti. La terza ne sviluppa circa 8.808, pari a circa 1,89 volte la prima. Anche il ritracciamento della quarta onda, nell’ordine del 56% del precedente impulso, appare coerente con una struttura correttiva significativa ma non tale da compromettere il trend principale.

Dal minimo dell’aprile 2025 avrebbe avuto origine onda 5.

Una proiezione pari al 161,8% dell’ampiezza della prima onda individuava una zona intorno ai 26.040 punti. Il DAX l’ha superata, raggiungendo il 7 agosto un massimo di 26.445,18 punti.

La quinta onda risulta quindi estesa.

Rispetto all’S&P 500 emerge però una differenza importante: il DAX ha aggiornato il massimo proprio nell’ultima seduta disponibile. Sul giornaliero non compare quindi, per il momento, un chiaro elemento che suggerisca l’esaurimento dell’impulso.

Il minimo del 17 luglio nell’area dei 24.651 punti rappresenta il principale pivot della struttura recente. Da quel livello il movimento ha mantenuto caratteristiche prevalentemente direzionali.

Il conteggio principale continua pertanto a collocare il DAX in una fase avanzata di onda 5, senza però fornire elementi sufficienti per stabilire che la struttura terminale sia già completa.

FTSE MIB: una quinta onda molto estesa

Il mercato italiano presenta caratteristiche ancora differenti.

Figura 3 Figura 3 Conteggio principale Onde di Elliott per l'indice Ftse Mib

Il minimo del 2022, nell’area dei 20.183 punti, può rappresentare l’origine dell’intero impulso rialzista.

La prima onda avrebbe spinto il FTSE MIB fino alla zona 29.600-29.700 nell’estate 2023. La successiva correzione verso 27.200-27.300 punti può essere interpretata come onda 2.

Da lì sarebbe partita onda 3, culminata intorno a 39.533 punti nel marzo 2025.

La forte discesa dell’aprile successivo, verso l’area dei 32.000 punti, può essere classificata come onda 4.

Il movimento successivo rappresenterebbe quindi onda 5.

È proprio qui che il FTSE MIB si distingue maggiormente. La prima onda aveva sviluppato approssimativamente 9.500 punti, mentre la quinta ne ha già percorsi più del doppio, portando l’indice fino al massimo di 54.041,80 punti del 7 agosto.

Si tratta quindi di una quinta onda fortemente estesa.

Applicando una successiva proiezione Fibonacci del 261,8% dell’ampiezza della prima onda si individua, in funzione dei pivot esatti utilizzati nel conteggio, una fascia indicativa compresa tra 57.000 e 57.500 punti.

Questa zona non rappresenta una previsione sull’andamento futuro del FTSE MIB. È una proiezione tecnica compatibile con lo scenario in cui l’attuale struttura continuasse ad estendersi.

Sul grafico giornaliero il livello più interessante è rappresentato dal minimo del 30 luglio a 51.182,43 punti. Da lì Piazza Affari ha sviluppato una nuova accelerazione fino a superare quota 54.000.

Anche in questo caso sarebbe prematuro considerare definitivamente completata la struttura. Il movimento recente può appartenere alla parte finale di onda 5, ma potrebbe anche essere soltanto una delle sue articolazioni interne.

Tre mercati, una caratteristica comune

Il confronto tra S&P 500, DAX e FTSE MIB evidenzia una sorprendente somiglianza nella struttura di lungo periodo.

In tutti e tre i casi il minimo del 2022 può essere interpretato come origine di un impulso formato da cinque onde.

La grande terza onda sembrerebbe essersi conclusa tra la fine del 2024 e i primi mesi del 2025. La violenta correzione della primavera 2025 può assumere il ruolo di onda 4. La fase successiva appare invece compatibile con lo sviluppo della quinta onda.

Questo non significa che i tre mercati debbano seguire da questo momento traiettorie identiche.

L’S&P 500 è entrato in un’area particolarmente significativa dal punto di vista delle estensioni Fibonacci.

Il DAX presenta il conteggio strutturalmente più regolare e continua ad aggiornare i massimi.

Il FTSE MIB mostra invece la quinta onda relativamente più estesa e mantiene, nello scenario di prosecuzione, una successiva fascia Fibonacci teorica nell’area 57.000-57.500.

La caratteristica comune è un’altra: il conteggio principale non colloca nessuno dei tre indici nelle fasi iniziali dell’impulso iniziato nel 2022. La struttura appare piuttosto compatibile con una fase ormai avanzata del movimento pluriennale.

I livelli che possono cambiare il quadro

In una lettura basata sulle onde di Elliott tentare di individuare con precisione il massimo finale è generalmente meno importante che osservare i livelli capaci di modificare il conteggio.

Sul giornaliero, per l’S&P 500 il minimo del 29 luglio a 7.313,92 punti rappresenta un primo riferimento strutturale.

Sul DAX assume un ruolo analogo l’area dei 24.650 punti.

Sul FTSE MIB il pivot più evidente si trova invece intorno a 51.180 punti.

L’eventuale violazione di questi livelli non implicherebbe automaticamente il passaggio a una tendenza ribassista di lungo periodo. Segnalerebbe innanzitutto la necessità di riesaminare la struttura delle sotto-onde più recenti.

È questo uno degli aspetti più importanti della teoria di Elliott. Il conteggio non deve essere considerato immutabile: scenario principale e scenario alternativo possono convivere fino a quando l’evoluzione dei prezzi non fornisce elementi sufficienti per privilegiarne uno.

Cosa osservare adesso

La fotografia offerta dalle onde di Elliott è quindi quella di tre mercati ancora caratterizzati da una tendenza di fondo forte, ma collocati in una fase che appare diversa da quella osservata all’inizio del recupero del 2022.

Per l’S&P 500 sarà particolarmente interessante verificare il comportamento dei prezzi intorno alla zona Fibonacci già raggiunta e la tenuta del pivot di fine luglio. Nel caso del DAX l’attenzione può concentrarsi sulla capacità di continuare a costruire nuovi massimi mantenendo intatta la sequenza giornaliera. Sul FTSE MIB sarà invece utile osservare se la forte estensione della quinta onda riuscirà a sviluppare ulteriori articolazioni senza compromettere la struttura recente.

Non occorre attribuire a questi livelli un significato operativo automatico. La loro funzione è soprattutto quella di aiutare a distinguere una quinta onda ancora in sviluppo dall’inizio di una fase correttiva di grado superiore.

Le onde di Elliott rimangono una metodologia interpretativa e non eliminano l’incertezza dei mercati. In questa fase possono però offrire una prospettiva utile: i nuovi record descrivono la forza della tendenza, mentre la struttura delle onde suggerisce di osservare con crescente attenzione il grado di maturazione del movimento.

I livelli e le proiezioni riportati hanno esclusivamente finalità di analisi tecnica e descrittiva e non costituiscono indicazioni di acquisto, vendita o mantenimento di strumenti finanziari.