Dazi Italia: i prodotti nella black list di Trump

Dazi Italia: ecco i prodotti inseriti nella black list del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e le regioni italiane più colpite

Dazi Italia: i prodotti nella black list di Trump

Cresce la preoccupazione in Italia per i dazi sui prodotti europei del valore di 11 miliardi di euro annunciati dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Come rivelato da Ismea e Coldiretti, l’export italiano e la bilancia commerciale del Nostro Paese sono a forte a rischio.

Secondo l’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare, il valore del Made in Italy agroalimentare a rischio sanzioni supera i due miliardi di euro, con precisione 2,2 miliardi di euro.

Nella black list di Donald Trump ci sarebbero alcuni dei simboli dell’export del nostro Paese: vini e spumanti, Pecorino Romano, agrumi, uva, marmellate, succhi di frutta, acqua e superalcolici.

Dazi Italia: le regioni italiane più colpite

Tra le regioni italiane più preoccupate per i dazi annunciati dal Presidente degli Stati Uniti d’America spicca per l’export del comparto vino il Veneto, che con oltre il 30% della quota totale di vino esportato è il leader indiscusso delle regioni italiane.

Preoccupata anche la Sardegna. Secondo i dati Ismea, il Pecorino Romano è destinato per il 42% agli Stati Uniti, per il 39% all’Italia e il restante 19% ai Paesi europei ed extra Ue.

I dazi sul Pecorino Romano quindi sarebbero una grossa mazzata per la regione sarda, che deve contemporaneamente gestire un altro problema: il crollo di esportazioni proprio negli Stati Uniti. Secondo l’Istat, nel 2018 l’esportazione nei Paesi a stelle e strisce è diminuita del 46% rispetto al 2017.

Riguardo l’olio d’oliva la situazione è ben diversa, in quanto il trend è già in negativo in Italia. Nel 2018 la produzione è diminuita di circa il 38% a causa del maltempo e il nostro Paese ha dovuto importare quasi il 70% dell’olio d’oliva da Tunisia e Spagna.

I dazi quindi potrebbero essere una mazzata decisiva per Puglia, Calabria e Sicilia, che sono le regioni italiane dove la produzione di olio d’oliva è più consistente.

Dazi Italia: esclusa la pasta

Gli Stati Uniti e Donald Trump non intendono però rinunciare alla pasta italiana. Come afferma Coldiretti, essa è stata esclusa dai prodotti inseriti nella black list statunitense e quindi dai dazi.

Questa è una delle poche notizie positive per l’export italiano, perché quasi l’80% degli americani, più di 230 milioni di persone mangia la pasta almeno una volta a settimana e il 33% la gusta tre o più volte. Non è un caso se a New York il 25 ottobre di ogni anno va in scena il World Pasta Day.

Inoltre, secondo gli ultimi dati Euromonitor, nel 2017 gli Stati Uniti rappresentano uno dei mercati di riferimento per la pasta made in Italy, con una quota pari al 12% di tutte le vendite di pasta italiana all’estero ed è in continua crescita.

Dal 2012 al 2016 l’ export italiano di pasta negli Stati Uniti ha registrato una aumento del 39%, toccando nel 2017 la quota di di 270 milioni di euro. Inoltre, nei prossimi cinque anni si prevede che il mercato della pasta nei Paesi a stelle e strisce registrerà nuove performance positive, con una crescita del 3,7%.

Inoltre, non va dimenticato che nella produzione industriale di pasta americana c’è anche lo zampino di Barilla. L’azienda italiana di pasta, a distanza di 8 anni, ha aperto due stabilimenti negli Stati Uniti.

Il primo è stato aperto nel 1999 ad Ames, città dello Stato dello Iowa, mentre il secondo è stato inaugurato nel 2007 ad Avon, comune dello Stato di New York.

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