Criptovalute: l’Authority UK preme per regolamentare

La Commissione del Tesoro britannica chiede di mettere un freno al “far west delle criptovalute”

Criptovalute: l'Authority UK preme per regolamentare

Pressioni britanniche per regolamentare il comparto criptovalute.

La richiesta arriva dal Comitato del Tesoro UK, che ha annunciato la necessità di mettere fine al “far west delle crypto” e rendere il Regno Unito una sede legittima per il commercio di queste ultime.

Con un report pubblicato nella mattinata di oggi, il Treasury Committee ha invitato il governo ad affrontare i problemi di scarsa sicurezza del settore, specie per quel che riguarda la questione dell’anonimato, che può essere letta come un incentivo per le truffe.

Criptovalute: posizione ambigua del governo UK

Nel documento viene evidenziata la posizione attualmente ambigua del governo britannico per quel che riguarda il settore delle monete digitali; un atteggiamento che - sostiene il Comitato - finisce per agevolare le attività illecite e mette a rischio gli utenti dell’intero comparto:

“Mentre il governo e le authority decidono se l’attuale situazione da far west che guida il mondo delle valute virtuali è destinata a continuare o dev’essere invece regolata, le persone continuano a non essere protette”.

Nicky Morgan, alla guida dell’ente britannico, ha definito “insostenibile” la situazione attuale, che vede governo ed enti regolatori pestarsi i piedi a vicenda e spendersi solo in “deboli avvertimenti” destinati agli investitori.

All’interno della relazione è stato rilevato come una precisa regolamentazione riuscirebbe a ridurre la volatilità delle crypto. Stando al tema va infatti ricordato che il prezzo del Bitcoin - la maggiore valuta virtuale per capitalizzazione di mercato - sia soggetto ad oscillazioni continue e massicce.

È infatti passato dai 6.737 dollari di novembre del 2017 ai 19.345 dollari di dicembre, per poi viaggiare in forte ribasso la maggior parte dell’anno in corso e arrivare a scambiare, ora, a quota 6.334,64 dollari.

Norme carenti, a quando una stretta?

A contribuire al report l’exchange Coinbase, con il suo CEO, Zeeshan Feroz, che ha evidenziato come anche per gli Stati Uniti sia necessaria un’introduzione rapida di precise normative, pena il rischio per l’intero settore “di perdersi”:

“Il Regno Unito si trova nel bel mezzo di una corsa alla regolamentazione come tutti gli altri Paesi, quindi è importante che queste normative facciano passi avanti il più rapidamente possibile”.

Simile il parere espresso da CryptoUK, associazione commerciale che si concentra sulle criptovalute. Il suo presidente, Iqbal Gandham, ha definito “essenziale” una regolamentazione che metta al sicuro i consumatori e offra trasparenza a un industria che mostra una crescita sempre maggiore.

Già a maggio CryptoUK aveva chiesto normative che agevolassero l’universo valute virtuali mostrandosi favorevoli al settore e concentrandosi in particolare su broker e piattaforme di trading piuttosto che sulle stesse monete digitali.

Ma anche se gli annunci si moltiplicano, l’unico dato certo - ad oggi - è quanto le norme che regolano il comparto siano estremamente carenti in tutto il mondo.

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