Le imprese e i privati ricevono spesso aiuti sotto forma di credito di imposta, ma cosa sono e come possono essere utilizzati? Ecco cosa c’è da sapere.
Cos’è un credito d’imposta? Sebbene la Legge di Bilancio 2026 abbia previsto un taglio drastico degli aiuti alle imprese sottoforma di credito di imposta, cioè credito fiscale, sono numerosi i bandi che ancora oggi consentono di accedere a benefici e agevolazioni tramite questo strumento.
Il credito di imposta può, inoltre, essere generato dalle maggiori imposte versate rispetto al dovuto, ad esempio, attraverso il sistema dell’acconto (generalmente in due rate) e del saldo. In questo caso il contribuente può scegliere di chiedere un rimborso o mantenere il credito nel cassetto fiscale e utilizzarlo in compensazione fiscale.
Fatta questa breve premessa, vediamo cos’è un credito di imposta, come è generato, come si usa e tipologie.
Cos’è un credito d’imposta
Si definisce credito d’imposta un credito di natura tributaria, che un soggetto economico vanta nei confronti dello Stato.
Tecnicamente il termine “credito d’imposta” individua la fattispecie nella quale il contribuente è titolare di una situazione giuridica soggettiva attiva nei confronti dell’ente impositore (Fisco).
In parole semplici, il credito d’imposta rappresenta una somma che un contribuente vanta nei confronti dell’Erario.
Tale scenario può verificarsi quando:
- vi siano dei versamenti o prelievi in eccesso rispetto al reale debito fiscale. Si pensi, ad esempio, al versamento di maggiori acconti Irpef rispetto al debito fiscale risultante dal modello 730 o dal modello Redditi Persone Fisiche, in questo caso risulta un credito di imposta. Il credito di imposta può essere generato anche da una dichiarazione IVA o addirittura da un errore di calcolo.
- sia presente in base all’operare di determinati meccanismi tributari indispensabili per la funzionalità di specifiche imposte. Si pensi ad esempio al meccanismo della rivalsa e detrazione dell’IVA;
- siano previste particolari agevolazioni, riconosciute con la formula del credito d’imposta.
Il verificarsi del credito d’imposta fa nascere l‘esigenza del suo utilizzo, che può avvenire:
- tramite rimborso oppure scomputandolo direttamente nella dichiarazione, sottraendo al debito annuale il relativo credito d’imposta;
- tramite l’istituto della compensazione.
Si ricorda che quando il credito di imposta è generato da bandi e finanziamenti, ad esempio Trasnzione 5.0, non è possibile chiederne il rimborso, l’uso deve essere escluivamente sotto forma di compensazione fiscale con il modello F24. In tal caso se il credito fiscale è maggiore rispetto alle imposte da versare, il rischio è di perderne parte.
Come utilizzare il credito d’imposta tramite il modello F24
Il credito d’imposta può essere utilizzato tramite l’istituto della compensazione: i contribuenti hanno la possibilità di compensare i tributi a debito con il credito d’imposta.
L’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997 n. 24 contiene disposizioni relative all’introduzione del meccanismo della compensazione di situazioni debitorie e creditorie con diversi enti destinatari dei versamenti unificati.
La compensazione fiscale con il credito di imposta può essere orizzontale e verticale:
- compensazione verticale: si riferisce all’utilizzo di un credito fiscale per compensare (pagare) un debito della stessa natura. Per esempio, quando si vogliono usare dei crediti Iva maturati nell’anno precedente per compensare un debito Iva.
- compensazione orizzontale: si usano i propri crediti per pagare debiti fiscali differenti. Per esempio, se si usa un credito Iva per pagare un debito Inps.
Se il credito di imposta da portare in compensazione supera le sogli previste può essere necessario il visto di conformità sulla dichiarazione.
Ricordiamo, inoltre, che le soglie per l’obbligatorietà del visto di conformità cambiano nel caso di contribuenti con un indice ISA elevato, ciò in virtù del meccanismo premiale applicato ai contribuenti affidabili.
Beneficiari credito di imposta con compensazione fiscale o rimborso
Possono avvalersi della compensazione tutti i contribuenti:
- persone fisiche titolari di partita IVA;
- persone fisiche non titolari di partita IVA;
- società di persone;
- società di capitali.
La compensazione si effettua tramite modello F24. Il credito d’imposta da compensare deve essere indicato nella colonna importi a credito, indicando l’ammontare del credito utilizzato, il periodo e il codice tributo al quale si riferisce il credito.
Il credito d’imposta è utilizzabile in compensazione solo fino all’azzeramento del saldo finale e il credito eccedente potrà essere utilizzato per i versamenti successivi. Anche in questo caso occorre fare attenzione perché se il credito fiscale è generato da un bonus, un’agevolazione per le imprese o per i privati, è generalmente previsto un termine iniziale e un termine finale per poterne fruire.
Il contribuente è obbligato a compilare e presentare telematicamente, tramite un intermediario abilitato oppure tramite il proprio cassetto fiscale, il modello di pagamento F24 anche se, per effetto della compensazione, è a saldo zero.
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Crediti d’imposta, le tipologie esistenti
Si è detto che la Legge di Bilancio 2026 ha previsto un deciso taglio degli aiuti alle imprese sotto forma di credito di imposta. Il motivo ufficiale è in primo luogo contrastare l’evasione fiscale e l’uso indebito e in secondo luogo avere un maggiore controllo sulle entrate tributarie che di fatto sono falcidiate dai crediti di imposta.
Nella Legge di Bilancio 2026 aiuto centrale per le imprese diventa l’iperammortamento. Nonostante questo, ancora oggi sono disponibili aiuti sotto forma di credito di imposta.
Ecco alcune tipologie:
- Transizione 5.0: consente di ottenere un credito di imposta variabile dal 35% della spesa sostenuta al 5% in base alla dimensione aziendale alla spesa sostenuta, per investimenti in tecnologie evolute e in grado di apportare migliori prestazioni;
- Bonus pubblicità: le imprese che hanno effettuato investimenti in pubblicità o che intendono effettuarli possono richiedere il rimborso delle somme sotto forma di credito di imposta all’Agenzia delle Entrate. Il credito d’imposta è concesso nella misura unica del 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati in campagne pubblicitarie esclusivamente sulla stampa quotidiana e periodica, anche on line.
- Bonus carburanti: a causa dell’aumento dei prezzi del carburante, viene riconosciuto alle aziende agricole un aiuto economico pari al 20% delle spese sostenute per i carburanti nel mese di marzo 2026.
- Commissioni POS: gli esercenti che utilizzano il POS per i pagamenti possono chiedere il credito di imposta pari al 30% delle commissioni pagate alla banca.
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