Il decreto Taglia-accise approvato dal Governo stanzia 30 milioni di euro per il bonus carburanti in favore dell’agricoltura, ma non tutte le imprese possono ottenerlo. Ecco perché.
Il Bonus carburanti in agricoltura non è per tutti: è previsto dal decreto legge 42 del 3 aprile 2026, stanzia 30 milioni di euro utili a riconoscere un credito di imposta del 20% della spesa sostenuta per i carburanti per le aziende agricole. Il credito pare però limitato al gasolio utilizzato per i mezzi usati in agricoltura, escluse le spese per le serre e l’agromeccanica. Ecco chi non può avvalersi del credito di imposta.
Ad annunciare il bonus agricoltura in favore delle imprese agricole con l’obiettivo di contrastare il caro prezzi, è il Ministro dell’Agricoltura sovranità alimentare e foreste. Il contributo economico entra nel decreto fiscale che prevede la proroga del taglio delle accise sui carburanti e ha forma di credito di imposta. Il credito d’imposta può essere richiesto trimestralmente e corrisponde al 20% dei costi sostenuti per il gasolio.
Ecco tutte le novità sul bonus agricoltura che consente di ottenere uno sconto sul gasolio agricolo e abbattere i costi di produzione con esclusione di serre ed agromeccanica.
Bonus carburanti in agricoltura: ecco a quanto ammonta
Dallo scoppio della guerra, il prezzo del gasolio agricolo è passato da circa 0,85 euro al litro fino a 1,45 euro, con un aumento del 70%.
Il bonus agricoltura sotto forma di credito d’imposta segue lo stesso schema previsto nel primo decreto accise per il settore della pesca e dell’acquacoltura.
Lo stesso Ministro Lollobrigida ha sottolineato che nel settore pesca il costo del gasolio può rappresentare fino al 50% dei costi sostenuti dall’azienda e nell’agricoltura le percentuali sono simili. Proprio per questo motivo, a fronte di rincari importanti, è bene prevedere un aiuto economico che possa contribuire a contrastare le difficoltà economiche.
Le aziende agricole potranno, infatti, beneficiare di un alleggerimento significativo sui costi operativi legati all’utilizzo di trattori, mietitrebbie, seminatrici, irroratrici e tutte le macchine alimentate a gasolio.
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Bonus carburanti in agricoltura: si può avere per serre e stalle?
Il decreto Taglia-accise prevede che entro il 4 maggio 2026 debba essere adottato un decreto Masaf/Mef nel quale sono definite le misure attuative del bonus carburanti. Non mancano però dubbi sulla formulazione delle norme già adottate.
Dal punto di vista soggettivo possono beneficiare di questo aiuto le imprese agricole come definite dall’articolo 2135 del Codice Civile, quindi, imprese che svolgono attività di attività di coltivazione, selvicoltura, allevamento e a queste connesse. La misura inserita prevede un credito d’imposta da utilizzare entro il 31 dicembre 2026 e relativo alle spese sostenute nel mese di marzo 2026 per l’acquisto di gasolio e benzina a favore delle imprese agricole
a parziale compensazione dei maggiori oneri effettivamente sostenuti per l’acquisto di gasolio e benzina per l’alimentazione dei mezzi utilizzati per l’esercizio delle attività agricole
Proprio tale dicitura porta dubbi, infatti per macchine agricole devono intendersi quelle munite di ruote o cingoli e, di consenguenza, sarebbero esclusi i costi connessi ad altre attività, ad esempio il riscaldamento e la gestione di serre o dei fabbricati utilizzatin come ricovero per gli animali all’interno di allevamenti.
Per capire l’esatta portata del bonus agricoltura è necessario quindi attendere il decreto attuativo che potrebbe chiarire anche questo dubbio.
Bonus agricoltura per carburanti ed effetti sull’inflazione
Il provvedimento mira a contrastare gli effetti della crisi mediorientale sui prezzi delle materie prime. Gli agricoltori sono alle prese già con gli aumenti di concimi, fertilizzanti e mangimi e questo ulteriore aumento dei prezzi può rendere i costi di produzione molto elevati. Naturalmente questo potrebbe tradursi in un rincaro per le famiglie alle prese con la spesa alimentare.
Gli aumenti potrebbero innescare nuovamente l’inflazione e quindi difficoltà economiche rilevanti. Gli stessi dovrebbero protrarsi fino alla fine del conflitto e per ora è difficile effettuare previsioni in merito.
Come annunciato, l’aiuto viene erogato sotto forma di credito di imposta che gli agricoltori possono richiedere in base ai costi sostenuti per l’acquisto del carburante. Il credito è fissato in misura del 20% rispetto alla spesa. É stato annunciato un meccanismo semplice per la richiesta e l’accesso al contributo, ma per saperne di più sarà necessario attendere un decreto attuativo e l’istituzione dei codici tributo per utilizzare il credito in F24.
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