Bonus agricoltura 2026, come ottenere 794 euro per ogni ettaro. Istruzioni

Nadia Pascale

18 Aprile 2026 - 15:40

Chi ha un uliveto può richiedere fino al 15 maggio 2026 il bonus agricoltura di 794 euro. Ecco a chi spetta e come chiederlo.

Bonus agricoltura 2026, come ottenere 794 euro per ogni ettaro. Istruzioni

Fino a 794 euro a ettaro di terreno con il bonus agricoltura riconosciuto a chi coltiva ulivi.
Entro il 15 maggio 2026 possono essere presentate le domande per ottenere i bonus agricoltura PAC (Politica Agricola Comune), anche quest’anno sono numerosi gli aiuti che si possono ricevere in base alla tipologia di coltivazione e al rispetto delle linee guida previste nalla Politica Agricola Comune 2023-2027.

La Politica Agricola Comune 2023-2027 adottata dall’Unione Europea mira a tutelare il patrimonio paesaggistico, a ridurre l’uso di diserbanti, promuovere la biodiversità e a tutelare il reddito degli agricoltori scongiurando, quindi, l’abbandono dei terreni.

Naturalmente le coltivazioni effettuate seguendo gli obiettivi della PAC sono di particolare qualità proprio perché devono seguire rigidi standard e consentono di avere un reddito dalle attività, sebbene possa esservi un calo nella quantità della produzione.

I contributi erogati attraverso la PAC integrano tale reddito aiutando gli agricoltori a far fronte ai costi. Tra le produzioni agricole tenute in particolare considerazione vi sono gli uliveti che possono ricevere uno degli aiuti più sostanziosi.
A questi aiuti possono aggiungersi aiuti locali, quindi, è bene informarsi presso sedi locali di Coldiretti o altri enti per avere maggiori informazioni sui bandi locali rivolti ad aziende agricole e piccoli coltivatori..

Ecco i bonus agricoltura 2026 che si possono ottenere, sotto forma di pagamenti diretti, per la coltivazione degli ulivi: sommando Titoli base ed eco-schemi si possono ottenere 794 euro per ettaro di terreno ogni anno.

Tipologie di contributi diretti nella PAC

L’economia italiana è in parte costruita sull’agricoltura e una buona fetta del settore, per importanza e per qualità, è rappresentata dall’olio extra-vergine di oliva. Questo è uno dei motivi per cui la PAC tiene in particolare considerazione questo settore che riceve diversi aiuti economici, tra cui i contributi diretti.

Ricordiamo che a questi aiuti possono sommarsi ulteriori misure a livello nazionale e locale, per cui è bene attenzionare i vari bandi per le imprese agricole.

In base alla PAC gli olivicoltori possono ottenere 4 tipologie di aiuti all’agricoltura:

  • Titoli base;
  • pagamento accoppiato, circa 116 euro a ettaro;
  • eco-schema 2, 120 euro per inerbimento;
  • eco-schema 3, 220 euro a ettaro;
  • eco-schema 5 inerbimento con essenze apistiche 250 euro.

Il primo punto di riferimento è il Titolo base, il valore di questo è variabile, viene di fatto riconosciuto a tutti. La PAC distingue tra “Titoli alti” e “Titoli bassi”, gli uliveti godono del “Titolo alto”. Il programma PAC 2023-2027 prevede però che vi sia un allineamento dei titoli base, di conseguenza i Titoli alti devono essere ridotti e i Titoli bassi aumentati. La media attuale nazionale ha un valore di 164,12 euro. I Titoli PAC di valore basso dovranno raggiungere 139,50 euro entro il 2026.
Non si può indicare in misura precisa il valore dei Titoli base perché, a parità di superficie, ogni olivicoltore riceve una somma diversa a seconda del valore dei suoi Titoli, prendiamo come punto di riferimento la media.

Bonus agricoltura: i pagamenti accoppiati per gli uliveti

Per le imprese agricole si aggiunge il pagamento accoppiato del valore di 116 euro a ettaro, viene riconosciuto agli olivicoltori per le superfici incluse nei sistemi di qualità ai sensi IIGG del Regolamento Ue n.1151/2012. Per poter ottenere questo aiuto è necessario che il produttore conservi la documentazione che attesti l’inclusione nei sistemi di qualità e che la produzione di olio di oliva derivi da superfici che insistono su terreni IIGG.

L’obiettivo del sostegno accoppiato è recuperare produttività, sostenere il reddito, favorire la competitività nel settore e aumentare l’incidenza della produzione IG, cioè DOP (Denominazione di origine protetta) e IGP (Indicazione geografica protetta).

Bonus agricoltura per Inerbimento e protezione api

L’eco-schema 2 prevede 120 euro a ettaro l’anno a fronte di operazioni di inerbimento. Queste richiedono limitati interventi, infatti, sul manto erboso non è possibile produrre azioni meccaniche, oltre lo sfalcio dell’erba, trinciatura o sfibratura, sono operazioni che non incidono sul manto erboso, ma ne regolano l’altezza e consentono di recuperare foraggio. Per ottenere tali fondi non si possono usare diserbanti chimici.

L’eco-schema 2 è alternativo al 5, quindi, non si possono ottenere entrambi e per comodità indichiamo qui anche l’eco-schema 5 non seguendo l’elenco numerico. L’eco-schema 5 consente di ottenere 250 euro per ettaro di terreno ogni anno.

In questo caso occorre inserire nella coltivazione piante di interesse apistico (nettarifere o pollinifere), seminate o spontanee. Inoltre, durante l’anno non possono essere eseguite operazioni di sfalcio, trinciatura o sfibratura per tutto il periodo dalla germinazione al completamento della fioritura.

Non possono essere utilizzati diserbanti chimici che naturalmente potrebbero creare danni alle api. Si aggiunge il divieto di uso di altri prodotti fitosanitari durante la fioritura sia della coltura arborea sia della coltura di interesse apistico. Durante il resto dell’anno gli agricoltori devono applicare le tecniche della difesa integrata. Ricordiamo che le api ricevono particolare “tutela” perché favoriscono la biodiversità.

Sia per l’eco-schema 2 sia per l’eco-schema 5 sono previste eccezioni al divieto di uso di fitosanitari nel caso in cui sia necessario contenere, eliminare fitopatie o di parassiti (ad esempio la Xylella fastidiosa).

Tutela olivi storici, contributi fino a 264 euro

L’ eco-schema 3 mira a tutelare il patrimonio paesaggistico e storico. In questo caso il pagamento annuo è di 220 euro per ettaro di terreno. Si aggiunge un 20% per chi si trova in aree Natura 2000 o Zvn, Zone Vulnerabili da Nitrati di origine agricola) per gli oliveti tradizionali. L’importo massimo quindi è di 264 euro.

Si considerano di particolare valore paesaggistico e storico gli oliveti con una densità mediamente inferiore a trecento piante per ettaro (minimo sessanta) e quelli individuati dalla regione o provincia autonoma competente per territorio, fino a un massimo di quattrocento piante per ettaro.

Anche in questo caso l’olivicoltore deve porre attenzione agli adempimenti. Deve impegnarsi a:

  • effettuare la potatura degli alberi almeno una volta ogni 2 anni;
  • non bruciare in loco i residui di potatura;
  • divieto di conversione della coltivazione, infittimento delle coltivazioni, coltivazioni maggiormente intensive.

Tirando le somme, se il coltivatore riceve il Titolo base medio di 164,12 euro e aggiunge:

  • 116 euro per i pagamenti accoppiati;
  • 264 euro previsti per gli uliveti storici;
  • 250 per inerbimento con essenze apistiche;

raggiunge la somma massima per ettaro di terreno di di 794,12 euro. Naturalmente è necessario controllare la situazione singola per capire quanto effettivamente spetta a ogni coltivatore.

Chi preferisce l’inerbimento senza essenze apistiche deve calcolare:

  • 164,12 per Titoli base;
  • 116 per i pagamenti accoppiati;
  • 264 per gli uliveti storici;
  • 120 per inerbimento semplice.

In questo caso il contributo scende a 664,12 euro.
I coltivatori che non possono avvalersi dei contributi per gli uliveti storici devono sottrarre 264 euro.

Come presentare la domanda per ottenere il bonus agricoltura fino a 794 euro per ettaro

Si ricorda che le domande PAC possono essere presentate annualmente. Il termine finale per la presentazione delle domande è il 15 maggio di ogni anno (termine ordinario). Per il 2026 non sono previste proroghe dei termini, quindi, è bene affrettarsi a presentare l’istanza.

Si ricorda, inoltre, è che è prevista la domanda Unica, cioè ogni agricoltore con un’unica domanda può accedere ai vari aiuti previsti dalla PAC, ovviamente nel rispetto delle condizioni previste.

La domanda deve essere presentata all’organismo pagatore, cioè la Regione. Può essere presentata attraverso gli uffici dedicati messi a disposizione dalla Regione, attraverso Agea, oppure attraverso i CAA (Centro Assistenza Agricola).

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