Covid nei visoni in Italia, Speranza chiude gli allevamenti: saranno abbattuti 30mila animali

Dopo la nascita di alcuni focolai di coronavirus tra i visoni cresce l’allerta anche in Italia e il ministro della Salute chiude gli allevamenti. Saranno uccisi 30mila esemplari.

Covid nei visoni in Italia, Speranza chiude gli allevamenti: saranno abbattuti 30mila animali

Continua a crescere la paura intorno ai visoni positivi al coronavirus, e anche in Italia cresce l’allerta. In diversi allevamenti, tra cui quelli dell’Olanda, della Spagna, Danimarca e degli Stati Uniti si sono registrati nelle scorse settimane diversi focolai di coronavirus che hanno dato vita ad un nuovo gene di virus chiamato “Cluster 5”.

Per fronteggiare questa nuova piaga si è reso necessario l’abbattimento di milioni di esemplari di visoni. Anche in Italia il ministero della Salute ha emanato un’apposita ordinanza con cui impone la chiusura di tutti gli allevamenti (3 in Lombardia, 2 in Veneto, 2 in Emilia Romagna e 1 in Abruzzo) fino alla fine di febbraio 2021, data durante la quale sarà svolta una nuova valutazione epidemiologica. Intanto è stato disposto anche l’abbattimento di 30mila esemplari a Cremona.

Allarme visoni in Italia: chiusi gli allevamenti

Anche in Italia il ministero della Salute ha imposto la chiusura degli allevamenti di visoni, inserendo la Sars-Cov-2 tra le malattie infettive e diffuse degli animali soggette a provvedimenti sanitari, secondo quanto stabilito dal “Regolamento di Polizia Veterinaria”. Alla fine di febbraio 2021 saranno effettuate delle nuove verifiche con cui valutare lo stato epidemiologico.

Quello che si teme maggiormente infatti è la nascita di focolai con un gene mutato proprio come accaduto in Danimarca, proprio per questo il ministero ha precisato che “si è valutato di seguire il principio della massima prudenza in osservanza del parere espresso dal Consiglio superiore di Sanità”.

Intanto la LAV, la Lega Anti Vivisezione fa sapere che il virus responsabile della Covid circola negli allevamenti italiani dallo scorso agosto. Va comunque precisato che la decisione del ministero è stata del tutto preventiva dal momento che per il momento negli allevamenti italiani sembrano esserci stati pochissimi casi di animali debolmente positivi. Tuttavia il provvedimento del ministero prevede che “in caso di conferma della malattia, i visoni dell’allevamento sono sottoposti ad abbattimento”.

Il pericolo legato ai visoni

Anche Massimo Galli, infettivologo dell’ospedale Sacco-università degli Studi di Milano, mette in guardia sul pericolo legato alla diffusione del coronavirus nei visoni affermando che:

“La storia dei visoni in Danimarca merita una certa attenzione. È possibile che il sistema immunitario dei visoni finisca per selezionare nuovi mutanti, problema ulteriore di cui certo non avremmo bisogno. Tutte le forzature che imponiamo alla natura hanno un prezzo”.

Ciononostante, uno studio pubblicato su Nature precisa che le mutazioni non sono particolarmente preoccupanti. La conclusione della ricerca è stata tratta dopo aver eseguito l’analisi dei dati genetici e sperimentali sul cluster.

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