COVID, ecco quanti sarebbero i morti ogni giorno se non si usassero le mascherine

Quanti sarebbero i morti ogni giorno nel nostro Paese se non si usassero le mascherine? A rivelarlo uno studio americano

COVID, ecco quanti sarebbero i morti ogni giorno se non si usassero le mascherine

Uno studio americano rivela quanti sarebbero i morti a causa del coronavirus in Italia se non venisse indossata la mascherina. Quello che si prospetta all’interno della ricerca è uno scenario davvero drammatico in cui si stima che i decessi dovuti all’infezione da Sars-Cov-2 sarebbero almeno 700 ogni giorno prima del 2021 se le persone non indossassero i presidi di prevenzione e non attuassero il distanziamento sociale.

Senza mascherine fino a 700 morti al giorno

Dagli Stati Uniti arriva uno studio che stima quanti sarebbero i decessi in Italia se non venissero indossate le mascherine. Secondo la ricerca, pubblicata sul sito Worldmeter, nel nostro Paese verrebbero raggiunti i 700 decessi al giorno, oltre che a 15.000 nuove infezioni ogni 24 ore a novembre, e più di 40.000 a dicembre.

La ricerca è stata commentata anche dal virologo Andrea Crisanti, che già in passato si era schierato a favore del governo quando decise di chiudere le discoteche, il quale ha precisato che all’interno dello studio sono stati disegnati tre possibili scenari che potrebbero verificarsi in base ai comportamenti dei singoli individui. Un primo scenario descrive l’andamento dell’epidemia in base allo status quo, il secondo invece analizza cosa accadrebbe se venissero adottate delle misure più rigide sull’utilizzo delle mascherine e sul distanziamento sociale, mentre l’ultimo scenario, il peggiore, analizza cosa accadrebbe se venissero allentate le misure di prevenzione.

L’unico modo per prevenire questa impennata di contagi, e il conseguente innalzamento dei decessi, è quello di porre una maggiore attenzione. Tutti i cittadini infatti sono chiamati a rispettare le norme di prevenzione per limitare la diffusione del virus che ha messo in ginocchio il mondo intero. Il virologo ha comunque precisato che all’interno dello studio non sono state prese in considerazione “eventuali misure restrittive o di ulteriori nuove aperture, come avrebbero potuto essere gli stadi”.

Il CTS continua con la prudenza

Anche il Comitato Tecnico Scientifico, continua a perseguire la strada della prudenza, tanto che ieri ha dato il suo verdetto contrario alla riapertura al pubblico degli eventi sportivi. Anche il ministro della Salute Roberto Speranza era in linea con questa decisione, recentemente aveva infatti affermato che: Bisogna puntare sulle cose essenziali, la priorità sono le scuole, non gli stadi”.

Continua a spaventare infatti la crescita dei nuovi casi, che attualmente sono tornati ai livelli di inizio maggio, il periodo in cui si incominciavano ad allentare le misure restrittive dopo il lockdown, e dunque quando la circolazione del virus non era così capillare come adesso. Il premier Conte tuttavia continua ad escludere un nuovo lockdown, preferendo piuttosto procedere con interventi mirati laddove si verifichi la necessità.

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