COVID Italia: il virus sta tornando? Cosa c’è da sapere (parola di esperti)

In Italia il coronavirus sta tornando? Alcuni esperti hanno risposto alla domanda che tutti si pongono a seguito dei nuovi focolai e dei casi di positività importati dall’estero. Ecco cosa aspettarsi nel nostro Paese

COVID Italia: il virus sta tornando? Cosa c'è da sapere (parola di esperti)

Il coronavirus sta tornando in Italia, con alto rischio seconda ondata?

Una domanda più che attuale considerando il constante invito a non abbassare la guardia nel nostro Paese, alle prese con la comparsa di focolai un po’ in tutto il territorio nazionale e con l’allerta positivi di importazione dall’estero.

Fare previsioni su cosa accadrà nelle prossime settimane non è facile nemmeno per gli esperti. Una certezza, però, c’è: il COVID in Italia non sta tornando, semplicemente perché non è mai andato via del tutto.

Italia: il coronavirus non è mai andato via

Tra incertezze, inviti alla cautela, allarmismi e ottimismo, la scienza dimostra a volte di oscillare e avere poche conferme dalla natura del coronavirus e dall’andamento epidemiologico.

Alla domanda se il virus stia tornando nel nostro territorio, visti gli ultimi sviluppi con focolai sparsi e positivi di rientro dall’estero, sembra che gli esperti abbiano trovato un punto di condivisione: il COVID in Italia (come in ogni altra parte del mondo) non è mai andato via.

Lo ha affermato innanzitutto l’epidemiologo Lopalco in una intervista su Adnkronos:

“Ritorno del virus? Non se ne è mai andato. Ma c’è anche il fatto che la circolazione nel mondo è elevata. Siamo in piena pandemia. Ed è normale che, se il virus circola, prima o poi arriva, non si ferma alla frontiera, né quella nazionale né quella regionale”

Sullo stesso piano di valutazione è arrivato anche il commento di Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di Microbiologia clinica, Virologia e Diagnostica delle bioemergenze dell’ospedale Sacco di Milano.

Secondo l’esperta, la prospettiva è più ottimistica di quanto si possa immaginare, visto che:

“Stiamo vivendo una fase, che ci auguriamo si mantenga, di circolazione innocua. Non c’è motivo di allarme ma di attenzione per circoscrivere i casi interni ed individuare immediatamente quelli importati”

Sulla ricomparsa del COVID in Italia, anche la Gismondo ha un’idea precisa: “Il virus non sta tornando, c’è e non sappiamo da quando è fra di noi”

Il rimedio, quindi, resta sempre lo stesso: misure di precauzione e gestione efficiente e rapida dei focolai, da isolare in modo tempestivo.

Come affrontare il virus in Italia adesso?

Si moltiplicano le teorie sulle vere cause dello scoppio di focolai nel nostro Paese, su come evitarli e, soprattutto, su cosa fare per evitare una seconda ondata.

Le questioni calde sono diverse, spesso anche strumentalizzate dalla politica come nel caso del tema dei migranti e l’importazione del coronavirus tramite gli sbarchi.

Sull’argomento ha voluto diffondere una precisazione proprio Lopalco, ribadendo con un lungo post su Facebook che:

“I fattori che favoriscono la circolazione – da qualunque parte arrivi il virus – SONO FATTORI LOCALI. È dunque su questi che dobbiamo concentrarci. Ma è bene chiarire ...che i virus non conoscono confini e quindi le azioni di contenimento devono essere principalmente azioni locali. E poi i virus sono individui esigenti: se proprio devono viaggiare, preferiscono farlo in aereo in prima classe piuttosto che sui barconi.”

Ritorno al lavoro, assembramenti facili, frequentazioni familiari sono dunque elementi altrettanto importanti nel valutare il rischio contagio. E, soprattutto, la risposta alla comparsa di nuovi positivi - italiani o stranieri - deve essere locale.

Questo l’avvertimento dell’esperto, in una fase del COVID in Italia che appare più tranquilla ma sempre molto delicata.

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