Quanto costa la badante? E la colf? Tra stipendio e contributi ecco quali sono le spese da considerare nel 2026.
Ogni anno le famiglie spendono sempre di più per mettere in regola colf e badanti, dal momento che i costi sostenuti - comprensivi di stipendio e contributi - sono soggetti a rivalutazione sulla base dell’inflazione rilevata nell’anno precedente, salvo diverso accordo tra le parti.
A tal proposito, sappiamo che quest’anno lo stipendio è aumentato dell’1%, mentre nel 2027 potrebbe esserci un ulteriore incremento, considerato l’innalzamento dei prezzi generato dalla crisi internazionale causata dalla guerra in Iran.
Ma al netto di quanto potrebbe accadere il prossimo anno, quanto costa oggi assumere regolarmente colf e badanti alle proprie dipendenze? Si tratta di una spesa che, in molti casi, può risultare difficile da sostenere. D’altra parte, è bene ricordare che risparmiare attraverso la mancata regolarizzazione del rapporto di lavoro, assumendo quindi in nero, rappresenta un illecito sanzionato dalla normativa, dal quale è opportuno stare alla larga.
Semmai, per ridurre i costi, è possibile approfittare dei singoli bonus per colf e badanti messi a disposizione delle famiglie. L’assunzione regolare resta però fondamentale per evitare di correre seri rischi e, soprattutto, per garantire al lavoratore o alla lavoratrice tutte le tutele che merita.
Nel procedere con l’assunzione bisogna quindi mettere in conto tutte le spese che ne derivano. Oltre allo stipendio, infatti, vi è l’obbligo di riconoscere la tredicesima mensilità e il trattamento di fine rapporto. Inoltre, a seconda che si tratti di una badante convivente o meno, potrebbero dover essere aggiunte anche le spese relative al vitto e all’alloggio.
Alla luce degli aggiornamenti che hanno interessato stipendi e contributi, facciamo quindi chiarezza su quanto costa assumere, ad esempio, una badante nel 2026, prendendo in considerazione sia la retribuzione sia tutte le altre voci di spesa collegate.
Quali sono le spese da affrontare
Per regolarizzare una badante/colf ci sono delle spese da affrontare, vediamo quali. Oltre allo stipendio - che dovrà essere in linea con quanto previsto nel Ccnl per il lavoro domestico - ci sono una serie di spese aggiuntive, quali:
- i contributi per la previdenza Inps obbligatoria (da versare trimestralmente);
- la tredicesima mensilità;
- i giorni di ferie, 26 all’anno;
- le festività nazionali;
- i permessi retribuiti;
- il Tfr.
A queste spese - che sono fisse - si aggiungono poi quelle di vitto e alloggio nel caso in cui la lavoratrice domestica (colf o badante) sia convivente, part-time o full-time. Inoltre, se la badante lavora anche nei giorni festivi è dovuta una retribuzione maggiorata del 60%.
Si stima che i costi addizionali per il datore che assume una badante in regola siano pari a circa il 50% dello stipendio base indicato dal Ccnl di riferimento. Quindi, soltanto a titolo esemplificativo, se lo stipendio della badante ammonta a 1.000 euro netti mensili, le spese aggiuntive saranno di circa 500 euro al mese (che si aggiungono allo stipendio) tra contributi obbligatori, Tfr e altri oneri.
Ci sono, poi, da considerare gli scatti di anzianità che maturano ogni 2 anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro: il Ccnl prevede una maggiorazione del 4% della retribuzione minima in base al livello di inquadramento.
Lo stipendio
Come visto sopra, nel fissare lo stipendio di colf e badanti il datore di lavoro deve rispettare i minimi retributivi stabiliti dal contratto collettivo nazionale di categoria. Le parti possono concordare una retribuzione più elevata, mentre non è possibile scendere al di sotto delle soglie previste per il livello d’inquadramento e la tipologia di rapporto.
Nel 2026 gli importi sono aumentati dell’1% per effetto dell’accordo raggiunto tra le organizzazioni sindacali e le associazioni datoriali. Per i lavoratori conviventi a servizio intero, i nuovi minimi mensili lordi sono i seguenti:
| Livello | Minimo mensile | Indennità di funzione | Paga sindacale |
|---|---|---|---|
| A | 908,10 euro | --- | 908,10 euro |
| AS | 958,55 euro | --- | 958,55 euro |
| B | 983,16 euro | --- | 983,16 euro |
| BS | 1.053,39 euro | --- | 1.053,39 euro |
| C | 1.123,63 euro | --- | 1.123,63 euro |
| CS | 1.193,84 euro | --- | 1.193,84 euro |
| D | 1.404,51 euro | 207,69 euro | 1.612,20 euro |
| DS | 1.474,73 euro | 207,69 euro | 1.682,42 euro |
Per i rapporti di lavoro convivente a tempo parziale, ammessi nei casi e con i limiti previsti dal contratto collettivo, si applicano invece questi importi:
| Livello | Minimo mensile lordo |
|---|---|
| B | 702,25 euro |
| BS | 737,39 euro |
| C | 814,60 euro |
Sono previsti valori specifici anche per l’assistenza notturna, attività che comporta l’assistenza continuativa della persona durante la notte:
| Livello | Minimo mensile lordo |
|---|---|
| BS | 1.211,38 euro |
| CS | 1.372,91 euro |
| DS | 1.695,99 euro |
Per la sola presenza notturna, che non comporta un’assistenza continuativa ma richiede al lavoratore di rimanere a disposizione durante la notte, il minimo mensile è invece pari a 811,09 euro.
Per i lavoratori domestici non conviventi, la retribuzione viene calcolata su base oraria secondo i seguenti minimi:
| Livello | Minimo orario lordo |
|---|---|
| A | 6,51 euro |
| AS | 6,76 euro |
| B | 7,01 euro |
| BS | 7,45 euro |
| C | 7,86 euro |
| CS | 8,30 euro |
| D | 9,57 euro |
| DS | 9,97 euro |
Nel caso di un contratto stipulato per la sostituzione della badante durante i riposi, la paga oraria minima è pari a 8,91 euro per il livello CS e a 10,75 euro per il livello DS.
Ai minimi appena indicati possono aggiungersi alcune indennità specifiche, quando ricorrono le condizioni previste dal contratto. In particolare, per l’assistenza a bambini di età inferiore a 6 anni è riconosciuta un’indennità mensile di 138,54 euro ai lavoratori conviventi di livello BS e di 97,06 euro a quelli conviventi a tempo parziale. Per i lavoratori non conviventi di livello BS, l’indennità è invece pari a 0,84 euro per ogni ora lavorata.
Alla badante che assiste più persone non autosufficienti spetta un’indennità di 119,66 euro mensili se convivente e di 0,70 euro l’ora se non convivente. L’importo interessa i livelli CS e DS, comprese le prestazioni di assistenza notturna.
Ai lavoratori in possesso di una certificazione di qualità conforme ai requisiti contrattuali può inoltre spettare un’indennità mensile di 30,27 euro, prevista per i livelli B, BS e CS.
Agli importi indicati bisogna aggiungere i contributi previdenziali e le altre voci che compongono il costo complessivo del rapporto di lavoro. Tra queste rientra l’indennità sostitutiva di vitto e alloggio, dovuta nei casi in cui il lavoratore convivente non usufruisca delle prestazioni in natura previste dal contratto.
| Vitto e alloggio | Valore giornaliero |
|---|---|
| Pranzo | 2,33 euro |
| Cena | 2,33 euro |
| Alloggio | 2,00 euro |
| Totale | 6,66 euro |
Contributi previdenziali
Con la circolare Inps n. 9 del 3 febbraio 2026 sono stati aggiornati gli importi dei contributi dovuti dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026 per colf, badanti e gli altri lavoratori domestici. La revisione tiene conto dell’aumento dell’1,4% registrato dall’indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.
Ricordiamo, infatti, che a differenza di quanto avviene per la generalità dei lavoratori dipendenti, i contributi del lavoro domestico non vengono calcolati direttamente applicando un’aliquota allo stipendio effettivamente corrisposto. Si utilizzano invece delle retribuzioni convenzionali, con regole diverse a seconda dell’orario settimanale:
- Lavoratore domestico impiegato fino a 24 ore settimanali: il contributo orario varia in base alla retribuzione effettiva, suddivisa in tre fasce;
- Lavoratore domestico impiegato per più di 24 ore settimanali: il contributo orario è fisso e non cambia in base alla paga riconosciuta al lavoratore. La regola si applica quindi a partire da 25 ore settimanali, purché tutte le ore siano svolte presso lo stesso datore di lavoro.
L’aliquota complessiva è pari al 19,9675% della retribuzione convenzionale per i rapporti soggetti alla contribuzione Cuaf. Nel dettaglio, comprende il 17,4275% destinato al Fondo pensioni lavoratori dipendenti, l’1,03% per l’ASpI, l’1,31% per l’Inail e lo 0,20% per il Fondo di garanzia del trattamento di fine rapporto.
Per i rapporti non soggetti al contributo Cuaf, l’aliquota complessiva sale invece al 20,0875%, principalmente per effetto della maggiore contribuzione ASpI.
Contributi colf e badanti impiegati fino a 24 ore a settimana
Per i lavoratori domestici impiegati per un massimo di 24 ore settimanali, l’importo dipende dalla retribuzione oraria effettiva, comprensiva anche delle quote orarie di tredicesima e, quando dovuta, dell’indennità sostitutiva di vitto e alloggio.
| Retribuzione oraria effettiva | Retribuzione convenzionale | Quota lavoratore | Quota datore di lavoro | Totale |
|---|---|---|---|---|
| Fino a 9,61 euro | 8,52 euro | 0,43 euro | 1,27 euro | 1,70 euro |
| Oltre 9,61 e fino a 11,70 euro | 9,61 euro | 0,48 euro | 1,44 euro | 1,92 euro |
| Oltre 11,70 euro | 11,70 euro | 0,59 euro | 1,75 euro | 2,34 euro |
Gli importi indicati si riferiscono ai rapporti per i quali si applica la contribuzione Cuaf. Quando quest’ultima non è dovuta, il costo complessivo aumenta di 0,01 euro per ogni ora lavorata:
| Retribuzione oraria effettiva | Quota lavoratore | Quota datore di lavoro | Totale senza Cuaf |
|---|---|---|---|
| Fino a 9,61 euro | 0,43 euro | 1,28 euro | 1,71 euro |
| Oltre 9,61 e fino a 11,70 euro | 0,48 euro | 1,45 euro | 1,93 euro |
| Oltre 11,70 euro | 0,59 euro | 1,76 euro | 2,35 euro |
Il contributo Cuaf non è dovuto solamente in alcune ipotesi particolari. È il caso del rapporto di lavoro tra coniugi, ammesso soltanto quando il datore di lavoro sia titolare dell’indennità di accompagnamento, e di quello tra parenti o affini entro il terzo grado conviventi, purché riconosciuto ai sensi della normativa.
La quota a carico del lavoratore viene trattenuta direttamente dalla retribuzione, mentre il datore di lavoro provvede al versamento dell’intero contributo all’Inps.
Esempio
Per un lavoratore impiegato per 20 ore settimanali con una retribuzione effettiva di 8 euro l’ora, si applica la prima fascia. Il contributo complessivo è quindi pari a 1,70 euro per ogni ora lavorata.
Ogni settimana devono essere versati 34 euro, di cui 25,40 euro a carico del datore di lavoro e 8,60 euro trattenuti dalla paga del lavoratore. Considerando 52 settimane, la contribuzione annua complessiva è pari a 1.768 euro.
Contributi colf e badanti impiegati per più di 24 ore a settimana
Quando l’orario di lavoro supera le 24 ore settimanali, non si tiene più conto dell’importo della paga effettiva. Per tutte le ore lavorate si utilizza una retribuzione convenzionale fissa pari a 6,20 euro.
| Contributo Cuaf | Quota lavoratore | Quota datore di lavoro | Totale orario |
|---|---|---|---|
| Sì | 0,31 euro | 0,93 euro | 1,24 euro |
| No | 0,31 euro | 0,94 euro | 1,25 euro |
Esempio
Per un lavoratore impiegato per 30 ore settimanali, in presenza della contribuzione Cuaf, devono essere versati 37,20 euro a settimana: 27,90 euro sono a carico del datore di lavoro, mentre 9,30 euro vengono trattenuti dalla retribuzione del lavoratore.
Su base annuale, considerando 52 settimane, il totale dei contributi è pari a 1.934,40 euro, di cui 1.450,80 euro a carico della famiglia e 483,60 euro a carico del dipendente.
Il contributo aggiuntivo per i contratti a tempo determinato
Per i rapporti di lavoro domestico a tempo determinato si aggiunge il contributo addizionale ASpI dell’1,40% della retribuzione convenzionale, interamente a carico del datore di lavoro.
In questo caso, gli importi orari complessivi diventano:
| Retribuzione oraria effettiva | Contributo con Cuaf | Contributo senza Cuaf |
|---|---|---|
| Fino a 9,61 euro | 1,82 euro | 1,83 euro |
| Oltre 9,61 e fino a 11,70 euro | 2,05 euro | 2,06 euro |
| Oltre 11,70 euro | 2,50 euro | 2,51 euro |
| Orario superiore a 24 ore settimanali | 1,32 euro | 1,33 euro |
La quota a carico del lavoratore resta invariata: rispettivamente 0,43 euro, 0,48 euro e 0,59 euro per le tre fasce retributive, oppure 0,31 euro per i rapporti superiori alle 24 ore settimanali. L’aumento viene quindi sostenuto esclusivamente dal datore di lavoro.
Il contributo addizionale non si applica, tuttavia, quando il lavoratore a termine viene assunto per sostituire un dipendente assente.
Ogni quanto vanno versati i contributi per colf e badanti
Ricordiamo che la scadenza per il versamento dei contributi dovuti per i servizi resi dai lavoratori domestici con regolare contratto è trimestrale. Nel dettaglio, questo va effettuato entro il 10° giorno del mese successivo a quello in cui si conclude il trimestre.
Solamente nel caso di conclusione del rapporto di lavoro per il versamento della contribuzione c’è tempo 10 giorni dalla cessazione. Il pagamento può essere effettuato con:
- online, direttamente il portale dei pagamenti, con la modalità online pagoPA, con carta di credito, carta di debito oppure conto corrente bancario;
- utilizzando l’avviso di pagamento pagoPA generato online tramite il portale dei pagamenti all’interno della sezione lavoratori domestici.
Ricordiamo che invece non è più possibile effettuare un pagamento online utilizzando un bollettino MAV.
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