Fontana Gruppo ha acquisito la tedesca Kamax arrivando a 2 miliardi di fatturato: 42 stabilimenti, 9.000 dipendenti e leadership mondiale nei bulloni per Volkswagen, Audi, BMW e Mercedes.
A Veduggio con Colzano, piccolo centro della Brianza monzese, ha sede uno dei rari casi recenti di capitale italiano che acquisisce un asset industriale tedesco di prima fascia. Fontana Gruppo, specializzato nella produzione di viti, bulloni e sistemi di fissaggio per il settore automotive, ha siglato nei mesi scorsi l’accordo per rilevare il 100% del capitale di Kamax Group, gruppo tedesco di lunga tradizione nello stesso comparto. L’operazione, perfezionata ad aprile 2026 e ancora soggetta al via libera delle autorità antitrust, fa raddoppiare la taglia del gruppo italiano e lo proietta intorno ai 2 miliardi di euro di fatturato.
L’operazione Fontana-Kamax va letta come un caso di studio per il sistema produttivo italiano, in un contesto in cui molte aziende del Made in Italy sono finite negli ultimi anni sotto il controllo proprietà straniere. La traiettoria del gruppo di Veduggio, invece, dimostra che esistono modelli industriali capaci di muoversi anche in direzione opposta.
Fontana Gruppo, l’azienda brianzola di bulloni a quota 2 miliardi di fatturato
Fontana Gruppo opera in un comparto a bassa visibilità mediatica, quello dei “fasteners”, che in realtà rappresenta una voce strategica della filiera automotive. La sicurezza di un veicolo dipende in misura significativa dalla qualità della bulloneria che ne tiene assemblata la struttura meccanica. La componentistica di fissaggio è uno di quei comparti in cui la precisione della lavorazione e la metallurgia dell’acciaio impiegato fanno la differenza fra un veicolo affidabile e uno destinato a campagne di richiamo.
Prima dell’operazione su Kamax, il gruppo guidato da Giuseppe Fontana fatturava circa 850 milioni di euro. Una cifra già rilevante, costruita negli anni grazie a una strategia di crescita per acquisizioni mirate. Nel 2025 sono stati portati a casa due acquisizioni internazionali significative: Right Tight Fasteners in India e MNP Corporation negli Stati Uniti, operazioni che hanno completato il presidio nelle Americhe e aperto la società al subcontinente indiano.
Il peso industriale di Kamax dentro Fontana Gruppo
L’operazione tedesca rappresenta però un salto di scala ancora più netto. Kamax aggiunge al perimetro del gruppo una piattaforma radicata nei distretti chiave dell’automotive europeo e già proiettata verso il mercato asiatico, con circa 700 milioni di euro di ricavi, 3.000 dipendenti e un apparato industriale articolato su 15 impianti dislocati fra Germania, Spagna, Slovacchia, Repubblica Ceca, Polonia e Cina. Dopo la chiusura dell’operazione, il perimetro complessivo di Fontana Gruppo raggiungerà quota 42 stabilimenti su scala globale, una forza lavoro superiore a 9.000 dipendenti e un fatturato consolidato in area 2 miliardi di euro. Numeri che collocano la realtà brianzola fra i leader mondiali dei fasteners.
Sul fronte commerciale, l’integrazione consolida invece i rapporti con i grandi committenti dell’auto tedesca: Volkswagen, Audi, BMW e Mercedes figurano nel parterre clienti di entrambe le società. La sovrapposizione del portafoglio clienti permette al gruppo di ottimizzare le filiere logistiche verso le case madri tedesche e di migliorare la copertura delle piattaforme di nuova generazione.
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Strategia di crescita e sfide future
Il punto industriale che merita di essere sottolineato riguarda la logica con cui Giuseppe Fontana ha costruito questo percorso. Le acquisizioni internazionali rispondono a un disegno industriale coerente, costruito nel tempo: rilevare aziende familiari ad alto contenuto tecnologico, che condividano il medesimo DNA imprenditoriale. La stessa Kamax è una storia di tre generazioni di proprietà familiare tedesca, arrivata al tavolo di vendita in condizioni patrimoniali e tecnologiche solide dopo un’importante ristrutturazione interna. Il volume produttivo del gruppo tedesco rende l’idea della scala raggiunta: quasi tre miliardi di pezzi all’anno, realizzati partendo da oltre 200.000 tonnellate di acciaio.
Il timing dell’operazione si inserisce in una fase di trasformazione profonda del settore. Il passaggio dall’endotermico all’elettrico modifica le specifiche tecniche richieste ai sistemi di fissaggio. I veicoli a batteria sono mediamente più pesanti e richiedono bulloneria capace di garantire tenuta e sicurezza con materiali più leggeri e dalla resistenza equivalente. Le richieste delle case costruttrici si spostano verso prodotti capaci di coniugare alleggerimento del peso e resistenza meccanica nel lungo periodo, e Fontana Gruppo punta a presidiare questo segmento con una piattaforma di ricerca e sviluppo allargata, mettendo a fattor comune le competenze italiane e tedesche.
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