MPS preda illustre di Intesa SanPaolo e di Banco BPM. Gli scenari su cosa potrebbe succedere a chi ha un conto corrente nella banca senese?
MPS preda ghiotta di Intesa SanPaolo e Banco BPM: quali scenari, in caso di vittoria di una o dell’altra partita, si prospettano per chi ha un conto corrente presso la banca senese?
Che fine potrebbero fare, in sostanza, i correntisti di MPS se l’OPAS appena lanciata da Intesa SanPaolo andasse a buon fine?
E cosa potrebbe accadere invece agli stessi se a vincere fosse BPM?
MPS, con vittoria Intesa migrazione conti in due banche
Salta subito all’occhio il cambiamento che interesserebbe i clienti di MPS se lo scettro della vittoria andasse a Intesa.
L’esito di un eventuale successo dell’OPAS avrebbe infatti due implicazioni per chi ha un conto corrente MPS.
Intesa SanPaolo non ha fatto mistero del suo interesse rivolto soprattutto ad agguantare Mediobanca, per rafforzare la leadership europea nel Wealth Management.
Detto questo, la banca è interessata a rilevare anche 625 filiali del Monte.
Per motivi di Antitrust, tuttavia, Intesa ha siglato un accordo con Unipol, principale azionista di BPER, che ha appena completato l’incorporazione di Popolare di Sondrio (che, per i clienti di quest’ultima è stata una vera e propria Odissea, come raccontato a Money.it).
L’accordo prevede, in caso di successo dell’OPAS di Intesa SanPaolo su MPS, che Unipol paghi 3,5 miliardi di euro, per rilevare 635 filiali di MPS più il marchio Monte dei Paschi di Siena e 2 milioni di clienti del Monte.
Obiettivo, per Unipol: promuovere una fusione tra la sua controllata BPER e MPS, per creare una nuova Banca Monte dei Paschi.
Tutto ciò significa che, se l’OPAS di Intesa andasse in porto, chi ha un conto corrente MPS potrebbe ridiventare o correntista di Intesa SanPaolo oppure cliente di BPER.
La ’garanzia’ è che, grazie a una Combined Entity che verrebbe battezzata Banca Monte dei Paschi, chi detiene un conto corrente in MPS rimarrebbe con una fusione con BPER correntista del Monte, e non di BPER, il cui marchio, invece, a seguito della fusione, sparirebbe.
Precisazione: i correntisti diventerebbero clienti di Monte dei Paschi, non più di Monte dei Paschi di Siena, in quanto la parola “Siena” non verrebbe inclusa nel nome della nuova entità.
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Cosa succederebbe a IBAN, filiali, mutui
Per quanto riguarda l’IBAN dei clienti di MPS frutto della fusione con BPER, è ancora presto per capire cosa accadrebbe, in quanto il mantenimento del marchio Monte dei Paschi non garantisce il mantenimento dell’IBAN.
Determinante sarà la struttura giuridica e informatica che verrà scelta per l’integrazione. Ma è probabile che, visto che il marchio del Monte sarà conservato e quello BPER con ogni probabilità sparirà, i disagi riguarderanno anche gli attuali correntisti di BPER.
Comprendendo infatti l’IBAN i codici identificativi della banca, chi detiene un conto corrrente BPER dovrebbe cambiare l’IBAN.
Per i correntisti di MPS che confluissero nella galassia di Intesa SanPaolo (625 filiali), l’assegnazione di nuovi IBAN sarebbe una certezza, così come è accaduto con il caso di UBI Banca nel 2021, quando a ’migrare’ furono i conti di 2,4 milioni di clienti.
Lo scenario previsto implicherebbe anche la migrazione dell’home banking, il trasferimento automatico di stipendi, pensioni e domiciliazioni - così come di norma accade - e, nel caso in questione, l’accesso ai prodotti e ai servizi Intesa.
Cosa succederebbe invece ai correntisti di MPS, con una fusione tra il Monte e Banco BPM? Anche in questo caso, dal momento che nascerebbe comunque una nuova entità, il cambiamento dell’IBAN interesserebbe sia i correntisti di BAMI che del Monte.
Un esempio calzante potrebbe essere quello della fusione tra Banco Popolare e BPM che ha dato vita a Banco BPM, e che risale al 2017. In quel caso, i clienti hanno dovuto cambiare il codice IBAN.
Tra le differenze con l’OPAS di Intesa è che molto probabilmente, il nome Siena non scomparirebbe dal marchio ufficiale.
Secondo alcuni analisti, se vincesse l’OPAS di Ca’ de Sass, i clienti che migrassero nella nuova banca beneficerebbero comunque di un processo di integrazione più rapido e anche dell’accesso a una vastissima gamma di offerte.
Molto probabili gli accorpamenti delle filiali, così come in caso di fusione con BPM, mentre il deal con BPER si tradurrebbe in minori sovrapposizioni di sportelli.
Altro particolare: se ad avere la meglio fosse BPM, la comodità per i clienti di MPS è che non ci sarebbe l’incognita della migrazione al momento presente verso i conti di Intesa o di BPER.
In ogni caso, sia in caso di successo di Intesa che di BPM, i depositi dei correntisti di MPS fino a 100.000 euro continuerebbero a essere tutelati dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD).
Allo stesso modo, le condizioni economiche dei mutui e dei prestiti già in essere non verrebbero modificate.
Gli effetti più concreti sarebbero piuttosto di natura operativa: potrebbero cambiare l’app per l’home banking, i canali digitali e, in alcune aree, la filiale di riferimento a seguito di eventuali accorpamenti.
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