COVID-19, Arcuri: “Emergenza fino a vaccino”. A Milano 100mila casi sommersi

Mario D’Angelo

11/04/2020

11/04/2020 - 16:44

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Arcuri raccomanda di non fare sciocchezze a Pasqua e Pasquetta

COVID-19, Arcuri: “Emergenza fino a vaccino”. A Milano 100mila casi sommersi

L’inizio della Fase 2 è vicino, ma non per questo è il momento di tirare fuori un sospiro di sollievo. Il 14 aprile, quando riaprirà una parte degli esercizi commerciali e delle attività produttive, non sarà il giorno in cui sarà finita l’emergenza coronavirus in Italia. “Siamo sulla buona strada ma non siamo ancora alla fine del tunnel, anzi la fine è ancora lontana”, ha detto il commissario Domenico Arcuri nel punto stampa nella sede del Dipartimento di Protezione Civile. La dichiarazione del commissario è iniziata con un appello “ancora più accorato: per Pasqua e Pasquetta non fate sciocchezze”.

Coronavirus, a Milano molti più casi di stime ufficiali

“Dobbiamo continuare a lavorare tutti per evitare che i contagi riesplodano”, ha detto Arcuri, manifestando un timore molto attuale in Italia. Meno di due settimane fa, infatti, l’Imperial College di Londra stimava che 6 milioni di italiani avevano già contratto il virus.

Oggi, invece, un nuovo studio di InTwig, società bergamasca di data management che ha già rilevato un numero di morti superiore ai dati ufficiali, afferma che soltanto a Milano ci sia un sommerso di oltre 120.000 casi asintomatici o comunque sfuggiti ai dati governativi.

In tutto il territorio lombardo ci sarebbero invece quasi 1milione di casi, contro i 46.500 casi ufficiali. La rilevazione InTwig è apparsa sul numero odierno del Corriere della Sera.

Il commissario Arcuri ha ricordato come “negli ultimi quattro giorni abbiamo perso 3.266 uomini e donne per il virus”, un numero di vittime che è “7 volte superiore al numero delle vittime che fece il terremoto dell’Aquila”.

Coronavirus, emergenza finisce quando arriva il vaccino

“Noi ci metteremo definitivamente alle spalle questa drammatica emergenza solo quando verrà scoperto un vaccino. Fino ad allora siamo noi che dobbiamo dare una mano a noi stessi. Non possiamo e non dobbiamo sbagliare i tempi di uscita dalla fase 1”, ha aggiunto Arcuri.

Le parole di Arcuri sono confermate anche da uno studio condotto dall’università di Hong Kong sulla base dell’esperienza cinese. La risposta dura di Pechino è infatti riuscita a contenere la diffusione, ma il rischio di una seconda ondata di coronavirus è molto forte.

Se le misure di controllo sembrano aver ridotto il numero di infezioni a livelli davvero bassi, senza immunità di gregge alla COVID-19 i casi possono facilmente aumentare mentre le aziende, fabbriche e scuole riaprono incrementando il social mixing, in particolare dato il crescente rischio di casi importati da oltre le frontiere mentre la COVID-19 continua a diffondersi globalmente”,

ha detto il professor Joseph T. Wu che ha guidato la ricerca, come riporta il Guardian.

Anche per questo, ha sottolineato il commissario Arcuri, sbagliando il momento in cui aprire si corre il rischio che “il contagio si ripresenti con la forza e la massa che siamo finora riusciti a contenere e produrrebbe danni pesanti”

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