Conto corrente, controlli anche dalla Guardia di Finanza

Conto corrente, controlli anche da parte della Guardia di Finanza: è un emendamento al DL fiscale 2019 presentato dalla Maggioranza ad aprire la strada a nuove procedure anti evasione.

Conto corrente, controlli anche dalla Guardia di Finanza

Controlli sul conto corrente anche da parte della Guardia di Finanza: è questa una delle proposte contenute nel fascicolo degli emendamenti al DL fiscale 2019 presentato dal Relatore Fenu del M5S.

Con l’obiettivo di contrastare l’evasione fiscale, la proposta è quella di estendere anche alla Guardia di Finanza la possibilità di accesso all’Anagrafe dei Rapporti Finanziari per l’analisi del rischio evasione.

Il compito della Guardia di Finanza sarà anche quello di stilare delle liste di contribuenti ritenuti a rischio, così come è richiesto anche all’Agenzia delle Entrate dal 2011.

L’estensione dell’accesso all’Anagrafe Rapporti Finanziari anche alla Guardia di Finanza punta anche a sopperire una mancanza delle Entrate che, dall’anno in cui ha preso il via l’obbligo di elaborazione delle liste selettive, ancora non ha presentato i dati dei contribuenti a rischio evasione.

Conto corrente: controlli anche dalla Guardia di Finanza

Al fine di rafforzare le misure di contrasto all’evasione fiscale, i dati presenti negli archivi dell’Anagrafe tributaria, l’Archivio dei Rapporti Finanziari, potrebbero presto arrivare nelle mani della Guardia di Finanza.

Questo è quanto proposto con un emendamento al Decreto Legge fiscale n. 119/2018 dall’On. Fenu del M5S, relatore del DL collegato alla Manovra attualmente all’esame della Commissione Finanze del Senato.

Essendo un emendamento di Maggioranza l’approvazione sembrerebbe scontata. Cosa cambierebbe per i contribuenti italiani? Le Fiamme Gialle potrebbero presto aver ampio accesso ai dati relativi ai movimenti dei conti correnti, al fine di stilare l’elenco dei contribuenti ritenuti a rischio evasione e di rendere più efficienti le operazioni di controllo.

Tra le novità vi sarebbe anche una maggiore cooperazione tra Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate ma, in ogni caso, si tratterebbe di un progetto in fase di startup.

L’operazione di controllo sui conti e sui movimenti bancari demandata alle Entrate nell’ormai lontano 2011 è ancora oggi in fase di sperimentazione.

Controlli conto corrente, piano anti-evasione in fase di startup

È stato il Decreto Salva Italia nel 2011 ad introdurre l’obbligo, per gli operatori finanziari, di comunicare all’Anagrafe Tributaria le informazioni su saldi e movimenti dei conti correnti.

Nello stesso anno è stato inoltre dato mandato all’Agenzia delle Entrate di elaborare le liste selettive dei contribuenti a rischio evasione nei confronti dei quali avviare le procedure di controllo.

L’Agenzia delle Entrate ci ha messo un bel po’, tuttavia, a dare il via ai controlli basati sui movimenti di ciascun conto corrente secondo le informazioni contenute nell’Anagrafe dei Rapporti Finanziari.

Soltanto alla fine del mese di agosto, infatti, è stata avviata la fase di test dei controlli sul rischio evasione, rivolta alle società di persone e di capitali. La procedura di analisi del rischio individua le società di persone e di capitali che, pur risultando sui conti correnti movimenti in accredito, risultano a rischio evasione per i seguenti motivi inerenti all’anno di imposta 2016:

  • omissione della presentazione della dichiarazione dei redditi e ai fini IVA;
  • dichiarazioni non contenenti dati contabili significativi.

I contribuenti individuati in base alla procedura di analisi del rischio di evasione nel caso delle omissioni sono potenzialmente selezionabili per l’effettuazione delle ordinarie attività di controllo.

Bisognerà ora vedere quali saranno le modalità attuative con le quali la Guardia di Finanza deciderà di utilizzare i dati presenti nell’archivio dei movimenti bancari. Dalla cooperazione potrebbe nascere un piano di contrasto al rischio evasione fiscale di gran lunga più complesso.

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