Conte chiama (ancora) l’opposizione, Salvini risponde: vergogna

Giuseppe Conte ha nuovamente invitato l’opposizione a partecipare ai dibattiti degli Stati Generali dell’Economia. Ma il dialogo sembra impossibile. La replica di Salvini non si è fatta attendere a suon di vergogna verso il primo ministro

Conte chiama (ancora) l'opposizione, Salvini risponde: vergogna

Un dialogo che ormai sembra impossibile è quello tra maggioranza e opposizione nel contesto degli Stati Generali dell’Economia.

Se, infatti, Conte insiste a chiamare i partiti di minoranza, affinché partecipino al confronto su Progettiamo il Rilancio, Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia continuano a dire, in modo aspro, no al presidente del Consiglio.

Anche lunedì 15 giugno, a margine del secondo giorno di lavoro a Villa Pamphilj, il primo ministro è tornato a lanciare un appello al dialogo all’opposizione.

Non si è fatta attendere la risposta di Salvini, che ha usato toni e parole molto critiche verso Conte. Gli Stati Generali dell’Economia hanno di fatto peggiorato il clima tra Governo e opposizione. Più che una collaborazione, tra le due parti c’è un vero braccio di ferro su tutto.

Conte chiama l’opposizione. Salvini: “sei senza vergogna”

A domanda - o provocazione - dei giornalisti sull’assenza dell’opposizione, Conte nel punto stampa del secondo giorno di incontri e proposte a Villa Pamphilj ha affermato:

“Sarò testardo, ma continuerò a formulare un nuovo invito, anche dopo questo appuntamento. Alle opposizioni dico: partecipate, non vi contaminerete, non è questa la logica, possiamo avere differenze di idee. Vogliono scegliere loro il posto? Ci mettiamo d’accordo, ma disertare è singolare agli occhi del mondo”

Un appello, quindi, piuttosto accorato. Che, però, ha generato una altrettanto determinata risposta negativa. E polemica, stando alle dichiarazioni di Salvini.

Il leader della Lega, infatti, ha voluto ribadire il proprio dissenso verso la scelta degli Stati Generali con parole dure contro il presidente del Consiglio:

Conte senza vergogna: sa benissimo che non abbiamo mai rifiutato il confronto. In Parlamento o a Palazzo Chigi siamo pronti a ribadire le nostre proposte su infrastrutture e tasse, burocrazia e giustizia.”

Insomma, un dialogo quasi impossibile, nel quale ogni parte mantiene le sue posizioni ferme. Tutta l’opposizione si è schierata contro il piano di rilancio dell’Italia e, soprattutto, la settimana degli Stati Generali dell’Economia.

Una passerella inutile secondo i principali partiti di minoranza, che su questo argomento vanno all’unisono.

Il commento di Salvini di lunedì 15 giugno è stato sprezzante:

“Quando uscirà dalle ville, aspettiamo l’aspirante leader di partito nelle sedi istituzionali, non alle passerelle: se avesse ascoltato i nostri suggerimenti, avrebbe liberato soldi a imprese e sulla Cig non avremmo i drammatici problemi che angosciano quasi 1 mln di italiani.”

Il leader della Lega sta continuando il suo tour per incontrare gli imprenditori del Nord Italia. Un modo concreto, a detta del senatore, per conoscere i bisogni di lavoratori in crisi, che anche il Governo “avrebbe dovuto ascoltare, anziché fare inutili passerelle in villa a Roma.”

Salvini risponde sulla collaborazione in Europa

Il leader della Lega non ha lasciato passare nemmeno un’affermazione di Conte senza un puntuale commento.

Sabato 13 giugno, infatti, nel punto stampa di inaugurazione degli Stati Generali dell’Economia, Conte aveva chiamato l’opposizione a collaborare soprattutto in Europa, cercando di convincere gli Stati Visegrad - alleati della Lega - sull’utilità del Recovery Fund.

Ma Salvini ha declinato l’appello:

“Conte dice che abbiamo rapporti con i Paesi Visegrad? Parliamo di governi europei liberamente eletti, di democrazie occidentali. Premier si preoccupi invece di chi - nella sua maggioranza - preferisce interloquire con i regimi sanguinari di Cina, Venezuela e Iran.”

Stoccata finale, generalizzando i temi come ormai di consueto nella dialettica politica italiana, al presunto finanziamento del Movimento 5 Stelle da parte di Maduro.

Salvini e Conte non sembrano, dunque, trovare punti anche minimamente comuni sui quali potersi confrontare. Il presidente del Consiglio continua a chiamare con ostinazione. E l’opposizione non cambia idea nel rispondere “no, grazie”

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