Congedo di paternità 2019: stop ai 4 giorni? Tutte le novità

Il congedo di paternità potrebbe sparire dal prossimo anno: tutto quello che c’è da sapere a riguardo.

Congedo di paternità 2019: stop ai 4 giorni? Tutte le novità

Il congedo di paternità rischia di sparire dal 2019.

Dal 2018, per mezzo della Legge di Bilancio dello stesso anno, il padre lavoratore dipendente ha diritto a 4 giorni di congedo obbligatorio - che non può essere quindi sottoposto a valutazioni discrezionali da parte del datore di lavoro - da utilizzare entro i 5 mesi dalla nascita del proprio figlio (o entro i 5 mesi dall’entrata in famiglia nel caso delle adozioni).

I giorni accordati, come stabilito all’art. 1, co. 354, della legge 232/16, possono essere goduti anche in via continuativa. Detto congedo infine è remunerato al 100% o ma, in assenza di interventi normativi, il congedo stesso conoscerà una sua dissoluzione il prossimo 31 dicembre. A tal proposito, una petizione online chiede che venga mantenuto ed esteso da 4 a 10 giorni, sempre entro i 5 mesi dalla nascita del neonato.

Per approfondire leggi anche- Congedo di paternità 2018: durata e come inviare domanda.

Cosa è accaduto nel 2018?

Il congedo di paternità introdotto nel 2013 - prima ad 1 giorno poi a 2 - ha conosciuto un reale sviluppo nel 2018, con la Legge di Bilancio 2018 che ha portato quei 2 giorni - inizialmente previsti - a 4 giorni di congedo obbligatorio remunerato al 100%.

Si è trattato tuttavia di una misura sperimentale, che non è stata disciplinata da nessuna normativa, e pertanto destinata ad esaurirsi il 31 dicembre.

Cosa si prospetta per il 2019?

Il congedo di paternità di 4 giorni è seriamente a rischio e destinato ad esaurirsi alla fine del 2018.

Se il governo attuale non opterà per una conferma di questi giorni accordati ai papà lavoratori, quel timido passo in avanti che si era fatto con il precedente governo rischierà di conoscere una retrocessione in termini di quell’equilibrio che si era cercato di instaurare fra le due figure genitoriali.

Certamente questa compromissione dei giorni concessi non ha lasciato indifferenti docenti e professionisti che da tempo si occupano di questo tema.

In effetti questi hanno promosso una petizione online riguardante il congedo di paternità obbligatorio, che deve diventare in tutto e per tutto strutturale, e quindi altamente disciplinato da normative. Hanno proposto altresì che il congedo venga aumentato a 10 giorni nei primi 5 mesi di vita dei neonati, come già accade in altri Paesi UE con successo.

La petizione online darà degli esiti?

Innanzitutto, oggetto della petizione è una richiesta rivolta al presidente del Consiglio Conte, ai presidenti di Camera e Senato, rispettivamente Fico e Casellati, e ai parlamentari, proprio affinché questi si attivino in merito al congedo di paternità obbligatorio, che deve esser reso strutturale e aumentato a 10 giorni.

Il merito della petizione va soprattutto a diversi nomi della politica e delle istituzioni, che hanno dato il buon esempio - diventando i primi firmatari e promotori della stessa - per tante altre persone che desiderano che il congedo continui a sussistere e anche in forma migliore (firma anche tu la petizione).

Per il momento una situazione di totale incertezza, mentre certo è solo il fatto che in Italia nascono sempre meno bambini, come i firmatari di questa petizione evidenziano più volte nei loro commenti online.

Scrivono soprattutto circa la necessità di investimenti pubblici coerenti e a lungo termine, oltre a rimarcare che la condivisione delle responsabilità familiari è da rendersi necessaria.

Chissà se tale petizione sarà davvero fonte di cambiamento - visto già un numero elevato di firme - e se si avranno le garanzie che spettano ai tanti papà che si sono interrogati sulle loro sorti.

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