Confindustria, Bonomi: “Su Covid non fatto il necessario”

Marco Ciotola

01/01/2021

23/06/2021 - 12:34

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Per il presidente di Confindustria Carlo Bonomi l’esecutivo si è mostrato impreparato alla seconda ondata

Non nasconde un giudizio severo nei confronti dell’esecutivo Carlo Bonomi, numero uno di Confindustria a partire dallo scorso maggio.

Un giudizio sul quale “pesano molto” i mesi che seguono la comparsa del virus in Italia, che - ammette - ha effettivamente rappresentato “un compito immane” da affrontare per il governo.

Ma proprio quella cosiddetta seconda ondata, arrivata dopo il non breve intervallo rappresentato dall’estate 2020, è la circostanza che porta Bonomi a individuare le mancanze dell’esecutivo:

“A febbraio il compito per il governo di affrontare la prima ondata di contagi era immane. Ma c’è da dire che gli otto mesi successivi pesano molto, perché in termini di sicurezza sanitaria non è stato fatto quello che a febbraio non si poteva improvvisare, ma che poi era assolutamente necessario realizzare in seguito”.

Confindustria, Bonomi: “Su Covid non fatto il necessario”

Parole che non rappresentano certo una novità quelle pronunciate da Carlo Bonomi, basti pensare ai siparietti governo-opposizione di scena praticamente da settembre ad oggi e disseminati di accuse su quanto non fatto prima della dura seconda ondata di contagi che ha investito il Belpaese.

L’analisi rientra in una più ampia lettera che il presidente ha inviato alle Associazioni che fanno parte di Confindustria. Impossibile per Bonomi non inquadrare il nesso economico tra quelle mancanze citate e un ritardo nella tanto agognata ripresa che a questo punto - evidenzia - si allontana:

“L’ipotesi di una ripresa a ’V’ si allontana sempre di più mentre lo scenario consueto di una crescita più lenta per l’Italia rispetto all’Eurozona diviene molto probabile”.

Quel non abbastanza per Bonomi si può purtroppo leggera anche nei decessi che sono 3 volte quelli registrati dalla Germania, malgrado quest’ultima abbia 23 milioni di abitanti in più.

Ne esce quindi un’analisi sull’esecutivo che riassume sottolineando “le tensioni tra i partiti”, e che non si discosta di molto dalle sue parole dello scorso maggio sulla ripartenza e su uno “smarrimento del governo”:

“Dobbiamo continuare a portare la posizione di Confindustria su tutti i tavoli necessari rispetto a una classe politica che mi sembra molto smarrita in questo momento e non hai idea della strada che deve percorrere questo Paese”.

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