Commercio globale: l’impatto COVID secondo l’OMC. Quali stimoli per gli scambi?

Il commercio globale nel mirino dell’OMC: qual è stato l’impatto COVID? E quali nuovi stimoli si prevedono per una ripresa degli scambi?

Commercio globale: l'impatto COVID secondo l'OMC. Quali stimoli per gli scambi?

Il commercio globale in osservazione: qual è stato l’impatto della crisi da pandemia?

Bilanci e previsioni sono state aggiornate dall’OMC, che ha diffuso nuove stime alla luce dei miglioramenti registrati a giugno a livello globale.

L’allentamento delle misure restrittive all’inizio dell’estate ha avuto effetti positivi, anche se l’allerta attuale per la seconda ondata presenta rischi importanti per la ripresa degli scambi commerciali.

C’è ancora tanta incertezza nelle valutazioni dell’Organizzazione Mondiale del Commercio e la crescita del prossimo anno al di sotto della sua tendenza pre-pandemica resta, finora, l’unico dato sicuro sul trend dell’ import/export.

Bilanci e previsioni sugli scambi commerciali

L’OMC ha affermato che il commercio globale diminuirà del 9,2% quest’anno per poi registrare un balzo del 7,2% nel 2021. L’Europa e le Americhe saranno le più colpite dalla crisi in corso nel 2020.

I numeri, quindi, suggeriscono un cauto ottimismo visto che ad aprile le stime avevano disegnato uno scenario pessimo, con un calo del commercio nel range di 13-32%.

La previsione ha colto il sentiment secondo il quale il calo non sarebbe stato così forte come quello del 12,8% durante la crisi finanziaria globale nel 2009, sebbene la ripresa sarebbe stata inferiore al picco del 13,8% del 2010.

L’OMC ha sottolineato che nella crisi attuale, le politiche fiscali e monetarie aggressive hanno sostenuto la domanda evitando un calo drastico degli scambi.

Il commercio, comunque, ha subito importanti cambiamenti, che potrebbero segnare anche i prossimi trend. La domanda globale si è spostata in larga parte sui beni, tralasciando i servizi.

Inoltre, la richiesta di apparecchiature mediche è aumentata. L’OMC ha rilevato che le esportazioni globali di mascherine sono incrementate dell’87% nella prima metà dell’anno rispetto al 2019.

La Cina è stata la protagonista di tali scambi, così come ha tratto un alto profitto dal boom nella domanda di elettronica di consumo, come televisori, proiettori domestici, laptop, smartphone e console di gioco.

In generale, l’OMC ha lanciato segnali di incertezza. Le sue stime, infatti, restano in balia dell’evoluzione dell’epidemia e la ripresa del commercio del prossimo anno sarà comunque inferiore ai livelli pre-crisi.

Ci saranno nuovi stimoli per il commercio?

Dinanzi a un quadro così traballante dell’economia globale, la domanda è se davvero potranno entrare in moto nuovi stimoli per la ripresa degli scambi.

Innanzitutto, gli analisti dell’OMC mettono in guardia sui rischi, come quello del protezionismo. La cooperazione internazionale è quanto mai necessaria in questa situazione di crisi.

Finora, solo una piccolissima quota del commercio è stata interessata da nuovi ostacoli e alcuni, come i limiti alle esportazioni, sono stati rimossi. Ma l’allarme sulla dotazione di tariffe resta.

Inoltre, nuovi lockdown potrebbero privare di 2-3 punti percentuali la crescita economica, riducendo fino al 4% l’espansione del commercio globale nel 2021.

Quali stimoli, allora, per gli scambi? La speranza è sul vaccino: la sua rapida diffusione il prossimo anno potrebbe aggiungere 3 punti percentuali alla crescita del commercio.

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