Come si vota alle regionali nel Lazio e in Lombardia?

Oltre alle politiche, domenica 4 marzo si terranno anche le elezioni regionali nel Lazio e in Lombardia: vediamo come cambiano i sistemi elettorali.

Come si vota alle regionali nel Lazio e in Lombardia?

Si apriranno anche per le elezioni regionali in Lazio e Lombardia le urne nella giornata di domenica 4 marzo, che sarà una sorta di election day come avvenne cinque anni fa visto l’accorpamento con le politiche.

A cambiare però saranno i sistemi di voto visto che, oltre alle elezioni nazionali dove farà il suo esordio il Rosatellum, anche Lazio e Lombardia hanno leggi elettorali non del tutto uguali. Vediamo allora come sarà regolato il voto nelle due regioni.

Le elezioni regionali

Come già avvenuto nel 2013 in contemporanea con le elezioni politiche si terranno anche le regionali nel Lazio e in Lombardia. In teoria il Viminale aveva stabilito che il 4 marzo si votasse anche in Molise ma, per dei problemi legati alla nuova legge elettorale appena approvata nella regione, la consultazione è stata spostata al 22 aprile.

Nel Lazio il governatore uscente di Centrosinistra Nicola Zingaretti proverà a ottenere un secondo mandato. A sfidarlo sarà Roberta Lombardi per il Movimento 5 Stelle mentre il Centrodestra si presenterà diviso visto le contemporanee candidature di Stefano Parisi e Sergio Pirozzi.

In Lombardia a sorpresa Roberto Maroni ha deciso di non ripresentarsi lasciando campo nel Centrodestra ad Attilio Fontana. Il Centrosinistra invece ha deciso di puntare tutto su Giorgio Gori mentre sarà Dario Violi a rappresentare il Movimento 5 Stelle.

Urne aperte quindi nella sola giornata di domenica 4 marzo dalle ore 07:00 alle ore 23:00. Per quanto riguarda le regionali, lo spoglio dei voti inizierà alle ore 14:00 di lunedì 5 marzo quando si sarà concluso quello delle politiche.

Come si vota?

Gli elettori del Lazio e della Lombardia quando domenica 4 marzo si recheranno ai propri seggi elettorali riceveranno quindi tre schede, una per il voto regionale e due per quello politico (Camera e Senato).

Bisogna tenere bene in mente che, mentre per le elezioni regionali è possibile effettuare un voto disgiunto, questo non sarà possibile invece per le politiche.

Soltanto per le regionali quindi un elettore potrà, se vuole, esprimere un doppio voto: uno per la scelta del candidato e uno per quello della lista, che può essere anche non collegata al candidato prescelto.

I sistemi di voto nel Lazio e in Lombardia, che non prevedono un ballottaggio con il candidato più votato che così diventerà il nuovo governatore, differiscono tra di loro per il sistema di assegnazione dei seggi.

Lazio

La legge elettorale in vigore nel Lazio è stata modificata nel gennaio 2017: sono stati diminuiti a 50 il numero dei consiglieri, con l’inserimento poi della parità di genere e del divieto al terzo mandato.

L’80% dei seggi del Consiglio (40) continuerebbe a essere assegnato, con metodo proporzionale, alle liste circoscrizionali concorrenti presentate su base provinciale. A questo si aggiungerebbe, sotto forma di premio di maggioranza alle liste collegate al presidente eletto, anche il restante 20% (10 consiglieri) che oggi viene nominato direttamente con il cosiddetto listino (la lista regionale collegata al candidato presidente).

Questo è il testo pubblicato dalla Regione in merito alla nuova legge elettorale, che grazie al premio di maggioranza di 10 consiglieri potrà così garantire la governabilità al candidato governatore che alle elezioni otterrà più voti.

Lombardia

Per quanto riguarda il sistema di voto in Lombardia questo è stato modificato poco prima delle elezioni del 2013, quando i lombardi furono chiamati alle urne con due anni di anticipo dopo i problemi dell’ultima giunta Formigoni.

Il Lombardia è in vigore una legge elettorale dove i 79 consiglieri, l’ottantesimo è il Presidente uscente, vengono eletti tramite un sistema proporzionale su base di liste circoscrizionali che corrispondono alle Province lombarde.

Per garantire la governabilità, il candidato che ha ottenuto più voti avrà diritto a un premio di maggioranza: sotto il 40% gli verranno attribuiti il 55% dei seggi, oltre il 40% invece dal 60% fino a un massimo del 70%.

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