Elezioni regionali Lombardia 2018, quando si vota? Tutti i candidati e i sondaggi

Elezioni regionali Lombardia 2018: quando si andrà alle urne, i candidati e i sondaggi di questo voto dove il governatore Roberto Maroni non si candiderà.

Elezioni regionali Lombardia 2018, quando si vota? Tutti i candidati e i sondaggi

Elezioni regionali Lombardia 2018 : quando si vota e una guida riguardante i candidati e i sondaggi di questa importante consultazione dove il centrodestra cercherà di mantenere la governance ottenuta nel 2013.

Dopo il Referendum sull’Autonomia, la Lombardia sarà chiamata anche a rinnovare il proprio Consiglio così come altre cinque Regioni tra cui il Lazio. L’attuale governatore Roberto Maroni ha annunciato che, per motivi personali, non correrà per un secondo mandato.

Elezioni Lombardia 2018: quando si vota e il sistema elettorale

Tra i vari appuntamenti elettorali in programma nel 2018 ci saranno quindi anche le elezioni regionali in Lombardia. Come avvenne nel 2013, il voto sarà accorpato alle politiche che si terranno il 4 marzo 2018.

Le elezioni politiche assieme a quelle in Lombardia e nel Lazio, con ogni probabilità anche in Molise, si terranno quindi assieme il 4 marzo per un election day come quello di cinque anni fa.

Per quanto riguarda il sistema di voto questo è stato modificato poco prima delle elezioni del 2013, quando i lombardi furono chiamati al voto con due anni di anticipo dopo i problemi dell’ultima giunta Formigoni.

Il Lombardia è in vigore una legge elettorale dove i 79 consiglieri, l’ottantesimo è il Presidente uscente, vengono eletti tramite sistema proporzionale su base di liste circoscrizionali che corrispondono alle Province lombarde.

Sarà possibile effettuare il voto disgiunto mentre, per garantire la governabilità, il candidato che ha ottenuto più voti avrà diritto a un premio di maggioranza: sotto il 40% gli verranno attribuiti il 55% dei seggi, oltre il 40% invece dal 60% fino a un massimo del 70%.

I candidati

Al momento la griglia dei candidati è quasi completata. A gennaio 2017 infatti l’attuale governatore Roberto Maroni aveva annunciato la sua intenzione di correre per un secondo mandato.

La coalizione di centrodestra quindi ha trovato subito la propria conformazione: oltre a Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia, della partita saranno anche i centristi di Noi con l’Italia.

Dopo la Befana però ecco che è arrivato il colpo di scena: per motivi personali, Roberto Maroni ha annunciato la rinuncia alla candidatura. Al suo posto quindi ci sarà l’anche lui leghista Attilio Fontana, ex sindaco di Varese.

Tra le fila del centrosinistra chi da tempo ha ufficializzato la propria candidatura è il primo cittadino di Bergamo Giorgio Gori. Renziano di ferro, il sindaco ha già ricevuto il pieno sostegno da parte del Partito Democratico e dei movimenti centristi che gravitano in quell’area politica.

Non ci sarà l’accordo con la sinistra: visto l’election day, Liberi e Uguali hanno preferito non appoggiare un candidato vicino a Renzi come Gori, scegliendo di puntare sul consigliere regionale di MPD Onorio Rosati.

Ha scelto il proprio aspirante governatore al Pirellone il Movimento 5 Stelle. Attraverso le consuete primarie online, dove hanno partecipato alla votazione finale 4.286 attivisti, Dario Violi è riuscito ad avere la meglio sugli altri aspiranti governatore.

Violi è attualmente consigliere regionale pentastellato in Lombardia, con le primarie che si sono decise sul filo di lana visto che il neo candidato grillino ha ottenuto in totale 793 voti, soltanto 7 preferenze in più del deputato Massimo De Rosa.

I sondaggi

Chi prenderà quindi almeno un voto più degli altri candidati diventerà il prossimo governatore della Lombardia. Dopo diciotto anni con alla guida Roberto Formigoni e gli ormai ultimi cinque con al timone Roberto Maroni, è ovvio che il centrodestra sia considerato il grande favorito.

La presenza come sfidante però di Giorgio Gori potrebbe rimettere tutto in gioco soprattutto se il centrosinistra si presenterà compatto. Dopo aver preso nel 2013 il 14,3%, anche il Movimento 5 Stelle punta a migliorarsi.

Lo scorso agosto l’istituto Winpoll ha realizzato, per conto del quotidiano Libero, un sondaggio dove si chiedeva ai lombardi per quale partito avessero intenzione di votare alle prossime elezioni regionali.

Un altro sondaggio realizzato sempre dall’istituto Winpoll e pubblicato a inizio anno, alla fine andrebbe a indicare una situazione più delineata rispetto al precedente.

Una nuova rilevazione effettuata, che vede in campo Fontana al posto di Maroni, è stata effettuata da Index Research e resa nota dalla trasmissione PiazzaPulita in data 11 gennaio.

L’ultimo sondaggio in merito al voto in Lombardia è stato realizzato dall’istituto Noto e diramato, all’interno della trasmissione Cartabianca, in data 16 gennaio comprendendo quindi anche la scesa in campo di Rosati per LeU.

Fontana viene stimato sempre in vantaggio ma in netto calo rispetto alle percentuali attribuite a Maroni. Gori sarebbe molto più vicino ma il dato interessante è che, stando al sondaggio, se ci fosse stato l’appoggio della sinistra il sindaco sarebbe ora alla pari con il candidato del centrodestra.

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