Come chiedere la separazione consensuale o giudiziale: guida completa su costi, tempi e documenti necessari. Scopri cosa fare se manca l’accordo.
Come si chiede la separazione dal proprio coniuge? Quando un matrimonio finisce e si decide di intraprendere la strada della separazione, i dubbi emotivi e burocratici che possono assalire sono molteplici. Qual è la strada migliore da seguire e quella più indolore? Quanto costa porre fine al matrimonio? Quanto tempo bisogna attendere prima che la separazione diventi ufficiale?
Nell’ordinamento italiano non esiste solo una strada che permette a moglie e marito di separarsi. La scelta dipende essenzialmente dall’accordo che c’è tra i coniugi e dalla presenza di figli. Vediamo le opzioni disponibili, i passaggi burocratici da seguire e i costi per porre fine al matrimonio.
Non sempre la coppia condivide l’idea che la separazione sia la strada migliore e uno dei due coniugi potrebbe non volersi separare. Questo complica e rende più lunga la procedura. Anche la presenza di figli minori, inoltre, potrebbe complicare le cose.
La procedura di separazione consensuale è breve ed economica mentre quando manca l’accordo le cose possono andare per le lunghe e si dovranno sborsare somme importanti.
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Quali sono le tipologie di separazione?
Prima di capire l’iter da seguire bisogna comprendere quelle che sono le tre formule di separazione previste dalla legge:
- la separazione di fatto;
- la separazione consensuale;
- la separazione giudiziale.
La separazione di fatto si verifica quando i coniugi decidono di interrompere la convivenza senza formalità, quindi senza ricorrere al giudice, ad avvocati o al comune di residenza. In tal caso la decisione di giungere alla separazione è stata presa consensualmente dai due coniugi che decidono di interrompere la convivenza senza però procedere ad atti legali.
La separazione di fatto non è vietata da alcun provvedimento dell’autorità giudiziaria, quest’ultima infatti non presuppone nessun procedimento al fine di ottenerla.
Si parla di separazione consensuale quando entrambi i coniugi vogliono separarsi e sono d’accordo su tutte le condizioni della separazione: assegnazione della casa, affidamento/gestione della prole, importo dell’assegno di separazione e per i figli e così via.
Se non è possibile trovare l’accordo con il coniuge non resta che la separazione giudiziale. Chi vuole separarsi deve presentare il ricorso presso il tribunale del luogo di residenza o, in mancanza, del luogo in cui risiede il coniuge. Il ricorso deve contenere imprescindibilmente:
- i motivi che sono alla base della richiesta di separazione;
- eventuale richiesta di addebito all’ex (con elementi di prova della responsabilità del coniuge);
- dichiarazioni sull’assegnazione della casa familiare, assegno di mantenimento, gestione e affidamento dei figli.
Come chiedere la separazione consensuale
Nel caso in cui i coniugi sono entrambi d’accordo sulla separazione e sulle condizioni, ci sono diverse strade da poter seguire:
- al comune senza l’assistenza obbligatoria dell’avvocato;
- con decreto di omologazione in Tribunale;
- negoziazione assistita.
La separazione in Comune, tempi e costi
Il primo procedimento - al comune davanti al sindaco o ufficiale giudiziario - è il più rapido ed economico; tuttavia può essere intrapreso solo se la coppia non ha figli minori o maggiorenni ma non economicamente indipendenti e non si voglia procedere a ripartizioni patrimoniali. In questo caso i coniugi, anche senza l’assistenza di un legale, si presentano davanti all’Ufficiale dello Stato Civile e compilano una dichiarazione comune. Dopo aver presentato la dichiarazione si fissa un appuntamento dopo 30 giorni per confermare l’accordo di separazione che da quel momento diventa ufficiale.
Questa è la via più economica in assoluto, si paga soltanto il diritto fisso di segreteria pari a 16 euro.
Separazione consensuale in tribunale, tempi e costi
Se si sceglie la via del tribunale per la separazione consensuale, i coniugi possono farsi assistere da un avvocato comune o scegliere un legale a testa. Gli avvocati depositano un ricorso unico e si attende il decreto di omologazione del Giudice. Il Presidente del Tribunale, poi, fissa la prima udienza a cui devono partecipare entrambi i coniugi per il tentativo di conciliazione.
I tempi di attesa variano dai 3 ai 6 mesi a secondo di quello che è il carico di lavoro del Tribunale a cui ci si rivolge. Per i costi, in questo caso, si deve mettere in conto la parcella dell’avvocato che oscilla tra i 1.200 e i 2.500 euro. Se i coniugi scelgono lo stesso avvocato per essere seguiti entrambi la spesa si dimezza. Al costo del legale va aggiunto il contributo unificato di 43 euro.
Separazione con negoziazione assistita, tempi e costi
Vi è poi lo strumento della negoziazione assistita: ciascun coniuge deve rivolgersi ad un avvocato e negoziare le condizioni della separazione fuori dalle aule di Giustizia. L’accordo concluso deve poi essere preso in esame dal Pubblico Ministero e quindi trasmesso all’ufficiale dello stato civile.
Per ottenere il nulla osta della Procura sono necessari da 1 a 3 mesi. Per i costi, invece, sono molto simili a quelli previsti per la separazione consensuale in tribunale.
Separazione giudiziale: tempi e costi
Si tratta a tutti gli effetti di una causa civile e a differenza della via consensuale è il Giudice a decidere ogni aspetto della fine del matrimonio dall’affidamento dei figli alla spartizione dei beni e all’assegno di mantenimento.
L’iter in questo caso è molto più rigoroso e segue degli step ben precisi.
Il coniuge che vuole separarsi, tramite il proprio legale, deposita in Tribunale un ricorso a cui allega i documenti reddituali e patrimoniale degli ultimi tre anni.
Dopo la presentazione del ricorso il Presidente del Tribunale fissa la data della prima udienza in cui, anche in questo caso, tenta la riconciliazione. Se questa fallisce il giudice emette dei provvedimenti temporanei e urgenti su chi resta nella casa coniugale e con chi stanno i figli. Viene fissato anche un assegno di mantenimento provvisorio.
Dopo questi step la causa di separazione entra nel vivo con la presentazione di prove ed eventuali testimoni. Il giudice in questo caso può anche richiedere una consulenza per valutare l’idoneità genitoriale o per trovare eventuali patrimoni nascosti.
Il processo si conclude, poi, con una sentenza di separazione in cui sono stabilite le regole definitive per i due coniugi.
Questo tipo di causa può durare da uno a tre anni, ma se tra le parti c’è uno scontro molto acceso potrebbe durare anche di più. Se si chiede l’addebito della separazione è necessario, per esempio, anche dimostrare chi ha causato la rottura. L’accertamento e la presentazione delle prove potrebbero allungare di molto la causa.
Se durante il processo, però, i coniugi trovano un accordo la separazione giudiziale può essere trasformata in consensuale riducendo tempi e costi.
I costi di una separazione giudiziale sono molto più pesanti: il contributo unificato è di 98 euro a cui aggiungere le parcelle degli avvocati che partono da una base di 3.000 euro per le separazioni meno complicate. Per quelle più complesse, come è facilmente intuibile, i costi lievitano.