Colf e badanti, è caccia al nero: novità in arrivo dal 2020, per lavoratori e famiglie

Colf e badanti, importanti novità in arrivo dal 2020 per contrastare il lavoro nero e l’evasione fiscale e contributiva. Allo studio del Governo misure ad hoc, sia per i lavoratori che per le famiglie che assumono collaboratori domestici.

Colf e badanti, è caccia al nero: novità in arrivo dal 2020, per lavoratori e famiglie

Colf e badanti nel mirino delle novità anti-evasione: sarà il lavoro nero una delle direttrici per ridurre il tax gap fiscale e contributivo nel 2020.

Il lavoro domestico è da sempre uno dei settori in cui si registra il più alto tasso di irregolarità. Secondo Assindatcolf, sindacato dei datori di lavoro domestico, il 60% di colf e badanti non è assunta regolarmente, con conseguenze importanti per l’Erario.

Si pensi soltanto alla Naspi: sono diversi i collaboratori domestici che, dopo il licenziamento, preferiscono non essere assunti regolarmente per continuare a percepire l’indennità di disoccupazione.

La lotta al lavoro nero si inserisce nel progetto più ampio della lotta all’evasione fiscale e contributiva, pari ad oltre 100 miliardi di euro, che il Governo ha più volte dichiarato di voler perseguire. La Legge di Bilancio 2020, tra le novità, potrebbe quindi affiancare il contrasto all’uso del denaro contante a nuovi obblighi fiscali.

Colf e badanti, è caccia al nero: novità in arrivo dal 2020, per lavoratori e famiglie

Nel corposo progetto di lotta all’evasione fiscale, per colf e badanti si preannuncia un ampio capitolo di novità. Tra le ipotesi allo studio per scovare i casi di lavoro nero vi è quella di rendere anche i datori di lavoro domestico sostituti d’imposta.

Nell’ambito del lavoro in ambito familiare, il datore di lavoro non è tenuto a trattenere dallo stipendio le ritenute fiscali e previdenziali. Tra le novità allo studio e che potrebbero rientrare in Legge di Bilancio 2020 si punta ad un’inversione di rotta: anche i datori di lavoro domestico potrebbero quindi essere obbligati ad effettuare le trattenute mensili, da riversare poi all’Erario, mediante modello F24 o con altri metodi semplificati.

La conseguenza immediata sarebbe quella di uno stipendio più basso per il lavoratore. In parallelo, verrebbe però meno l’obbligo di pagare le imposte in sede di presentazione della dichiarazione dei redditi.

L’obbligo di versamento dell’Irpef da parte dei datori di lavoro si affiancherebbe quindi a quello che già ad oggi riguarda i contributi previdenziali.

Le possibili novità potrebbero inoltre riguardare anche le modalità di pagamento dello stipendio.

Per tutti i datori di lavoro è previsto, dallo scorso mese di luglio 2018, l’obbligo di pagare esclusivamente con mezzi tracciabili. I datori di lavoro domestico ne sono stati esclusi, ma dal 2020 le regole potrebbero cambiare.

Colf e badanti, per la lotta all’evasione servono incentivi alle famiglie

Sono quasi un milione i lavoratori domestici, l’8% del totale dei dipendenti italiani. I dati sono forniti dalla relazione sull’economia sommersa allegata alla NaDEF.

Lavoratori poveri, con un reddito medio di circa 5.100 euro all’anno, ad alto rischio di pratiche elusive e in gran parte immigrati: queste le caratteristiche principali del comparto.

L’elevato tasso di irregolarità nel lavoro domestico, soprattutto per quel che riguarda colf e badanti, è dovuto ad una particolarità fondamentale del settore: il datore di lavoro è una famiglia e quasi mai un’impresa, fattore determinante nell’adempimento degli obblighi fiscali del lavoratore.

A ciò si aggiunge il fatto che l’assunzione in regola è spesso inibita dall’elevato costo previsto, sia in termini di stipendio minimo che di contributi INPS dovuti dalle famiglie.

Se l’obiettivo del Governo è quello di contrastare l’evasione ed il lavoro irregolare, è bene sottolineare che diventa fondamentale in tal senso non solo introdurre nuovi obblighi, ma anche supportare economicamente chi ha necessità di un aiuto in ambito familiare ed incentivare quindi le assunzioni regolari.

Accanto alle detrazioni e deduzioni fiscali previste ad oggi, potrebbe essere utile inserire un contributo specifico per le famiglie che necessitano di colf e badanti ma che percepiscono redditi troppo bassi per permettersi di essere in regola.

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