Ecco il «circolo vizioso» del Covid che salva i mercati (ma uccide le economie)

Il Covid loop che salva i mercati. E uccide le economie. Il coronavirus viene così utilizzato a livello economico-finanziario come elemento stabilizzatore degli squilibri.

Ecco il «circolo vizioso» del Covid che salva i mercati (ma uccide le economie)

Quando mancava un’ora e mezza all’apertura di Wall Street e i futures segnalavano indici piatti, tendenti al ribasso, ecco che - puntuale come morte e tasse - arrivava la Covid-news in grado di vivacizzare la situazione: Pfizer annunciava di aver chiesto alla Food and Drugs Administration l’autorizzazione per l’uso di emergenza del suo vaccino, tuttora in fase di sperimentazione.

E i mercati come hanno reagito? Ce lo mostra questo grafico, dal quale appare chiaro l’ennesimo effetto boost garantito dalla guerra comunicativa scatenatasi attorno alla cura contro la pandemia.

Fonte: Reuters

D’altronde, i numeri degli Stati Uniti parlano chiaro: 2.200 morti nelle ultime 24 ore, contagi in impennata e in traiettoria di esplosione in vista dei festeggiamenti per il giorno del Ringraziamento e California che impone il lockdown dallle 22 alle 5 del mattino al 94% della sua popolazione fino addirittura al 21 dicembre prossimo.

Ma a parlare ancora più chiaro, se ci riferiamo al mero ambito di mercato, sono questi altri due grafici:

Fonte: Bloomberg/Zerohedge
Fonte: Bloomberg

Con quale spirito arrivava infatti Wall Street alla sua ultima seduta della settimana? Il primo grafico mostrava come il mercato equities Usa avesse infatti ormai già inglobato, prezzato e digerito il cosiddetto vaccine-rally: la reazione pressoché da encefalogramma piatto all’uno-due messo in campo due giorni fa Moderna e Pfizer in punta di zero virgola percentuale rispetto all’efficacia dei propri vaccini era impietosa. E decisamente eloquente. Serviva dell’altro. Serviva un boost di quelli seri.

E a spiegare il perché ci pensa il secondo grafico, quello che mette in prospettiva l’orizzonte politico entro cui si stagliava l’attesa per la campanella di inizio contrattazioni. Nella serata di giovedì, infatti, il segretario al Tesoro Usa, Steven Mnuchin, pareva aver staccato la spina del supporto federale all’economia. Di fatto, una rottura netta fra governo (uscente) e Fed sul piano di aiuti che si sarebbe sostanziata in un’apertura di Wall Street senza rete di protezione. Con la scadenza della maggior parte dei programmi di sostegno fissata al 31 dicembre e il Tesoro pronto a una svolta «rigorista», al netto di una transizione alla Casa Bianca ancora nel semi-caos e un Congresso in attesa delle suppletive in Georgia, lo scenario appariva decisamente plumbeo.

Ma ecco che Pfizer, ancora una volta, estraeva il coniglio dal cilindro e operava in modalità Clark Kent che entra nella cabina telefonica in abiti borghesi ed esce travestito da Superman. Ma attenzione, perché quanto accaduto negli Usa a ridosso dell’apertura di Borsa non rappresenta affatto un unicum tutto americano. Anzi. In pressoché contemporanea con l’annuncio di Pfizer, il primo ministro francese, Jean Castex, decideva di sposare la linea dell’ottimismo. forte anche del trend in discesa della curva dei contagi nel Paese: «Siamo sul binario giusto per poterci permettere una riapertura dei piccoli negozi il 1 dicembre». Di fatto, in tempo per lo shopping natalizio. E attenzione: il tutto sospinto alle spalle dal vento favorevole di una campagna politico-culturale - anch’essa lanciata con timing straordinario ed eco mediatica degna di miglior causa - che vede la Francia impegnata in una sorta di boicottaggio di Amazon, sotteso fra il patriottico e lo spirituale, per quanto riguarda gli acquisti dei regali.
Insomma, Parigi sta prendendo la rincorsa per permettere al commercio al dettaglio di spiccare il volo nel periodo più propizio, sperando in un altrettanto sostenuta risposta della domanda interna, quantomeno come reazione a settimane intere di isolamento forzato.

Il giochino vale ovunque, a ogni latitudine. E trattasi proprio di giochino, visto che negli ambienti finanziari circola da un paio di giorni questo schema, già definito Covid feedback loop.

Fonte: Zerohedge. In senso orario: I casi di Covid scendono, le regole vengono allentate - L’economia migliora - Il virus ritorna - I ricoveri e le vittime aumentano, tornano i lockdown.

Ovvero, una sorta di danza macabra - quantomeno poiché sullo sfondo si stagliano terapie intensive e gente in coda per fare i tamponi, città deserte e silenzi urbani tagliati solo dalle sirene delle ambulanze - di stop-and-go nella percezione dell’emergenza sanitaria e nella risposta pratica offerta dalle autorità. Di fatto, il Covid pare utilizzato a livello economico-finanziario come elemento stabilizzatore degli squilibri.

Si apre e si chiude, obbligando così governi e Banche centrali a nuovi stimoli seguiti da miglioramenti che - paradossalmente - portano con sé l’emergere delle vecchie criticità, leggi indebitamento strutturale. Quale il rischio a quel punto? Che l’outlook, tornato sereno, consenta potenzialmente un ritiro degli stimoli. Praticamente, l’aglio per Dracula.

Ecco allora che la ricetta messa in campo somiglia a una specie di pericolosa asfissia erotica: si leva l’ossigeno all’economia reale con i lockdown, al fine di lasciare respirare i mercati finanziari grazie ai polmoni d’acciaio della liquidità a pioggia delle Banche centrali. Poi, si molla la presa, appena in tempo prima della morte di attività commerciali, servizi e consumi.

Tesi estrema? Forse. Ma prendiamo proprio l’esempio della minaccia di Steven Mnuchin riguardo il non rinnovo della gran parte dei programmi di sostegno federale dopo la scadenza del 31 dicembre. Non è un caso che nel novero dei fondi in predicato di sparire ci siano Municipal Lending Facility e Main Street Lending Program. Primo, perché sono quelli con impatto maggiormente diretto sull’economia reale. Tradotto, in grado di generare panico nella gente. Secondo, perché sono statutariamente utilizzabili dai Democratici per bypassare il necessario via libera del Congresso, in caso i Repubblicani si mettano di traverso.

Ma non basta. Se infatti lo stanziamento di nuovi fondi necessita appunto di un’autorizzazione del Congresso, il futuro ministro del Tesoro dell’amministrazione Biden potrebbe far ripartire le facilities messe in discussione dalla mossa di Mnuchin mettendo mano all’Exchange Stabilization Fund del Treasury, ad oggi forte di una disponibilità di oltre 70 miliardi di dollari pronta cassa. E chi è in predicato di succedere alla guida del Tesoro Usa? L’ex numero uno della Fed e nemica giurata dell’amministrazione Trump, Janet Yellen. La quale, se sarà nominata, avrà a che fare con una situazione macro reale dell’economia statunitense come quella rappresentata in questo grafico (PUBBLICA QUI IL GRAFICO US-SURPRISE).

Fonte: Citigroup/Bloomberg

Un giochino, appunto. Valido a tutte le latitudine. E, di fatto, formalmente e ciclicamente a somma zero per economie reali e società, intese queste ultime come insieme di contribuenti/consumatori. In compenso, quelle pause garantite dal feedback loop dell’emergenza sanitaria sono fondamentali per altro. Ovvero, creare lo scenario ideale per mini-rally equities come quelli generati e perpetuati dal getto continuo di news legate all’emergenza Covid. Nella fattispecie attuale, la ridda senza fine di aggiornamenti sui vaccini. E durante quei rialzi onnivori guidati unicamente dall’euforia del buy everything at any price, qualcuno può far pulizia in bilanci e portfolios. Senza dare nell’occhio. Una sana disinfestazione dei Level 3, dove giacciono leveraged loans e altre alchimie sintetiche ad alto rischio di tossicità.

Solitamente, la conferma di simili dinamiche segue la regola da saggezza popolare del prestare attenzione alla prima gallina che canta, se si cerca l’uovo. Casualmente, nell’Europa bloccata dal veto polacco-ungarico sul tema esiziale del Recovery Fund, a festeggiare e mostrare un rinnovato sorriso di ottimismo è stata la Francia. Patria del buon vino, della cultura e dell’illuminismo. Oltre che dei Level 3 ipertrofici. Sulle banche Usa e i loro trading desks, meglio soprassedere.

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