Ecco chi può spiare il tuo conto in banca (e sapere quanti soldi hai)

Rosaria Imparato

10 Agosto 2021 - 13:40

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Con la direttiva europea 2019/1153 viene dato l’accesso ai conti correnti bancari a più autorità competenti per controlli contro il riciclaggio e il terrorismo: vediamo le novità e per quali reati.

Ecco chi può spiare il tuo conto in banca (e sapere quanti soldi hai)

Si allarga la platea di soggetti autorizzati all’anagrafe tributaria grazie a una direttiva europea (2019/1153): la conseguenza principale è che il conto corrente verrà “spiato” da più istituzioni, con accesso alla giacenza media e alle operazioni di entrata e uscita.

L’obiettivo? Scovare non solo gli evasori, ma anche chi si occupa di riciclaggio di denaro e del finanziamento del terrorismo.

Reati particolarmente gravi, quindi, che giustificherebbero l’accesso ai dati dei conti correnti da parte di un elenco più lungo di autorità competenti.

Ecco chi può spiare il tuo conto in banca (e sapere quanti soldi hai)

Ricostruiamo la situazione. Secondo quanto anticipato dal quotidiano ItaliaOggi, lo scorso 5 agosto è stato approvato dal Consiglio dei Ministri lo schema di decreto legislativo inerente la “Attuazione della direttiva (UE) 2019/1153, che reca disposizioni per agevolare l’uso di informazioni finanziarie e di altro tipo a fini di prevenzione, accertamento, indagine o perseguimento di determinati reati, e che abroga la decisione 2000/642/GAI”.

Tale direttiva, insieme ad altre due (2019/878 e 2018/1673), costituiscono il cosiddetto Action Plan pubblicato dalla Commissione Europea il 7 maggio 2020. Tramite questo progetto, l’Unione Europea vuole potenziare gli strumenti contro il riciclaggio e il finanziamento al terrorismo internazionale.

Come si concretizza questa direttiva, cosa cambia per gli italiani? La conseguenza principale è che ci sono più soggetti (sempre competenti) autorizzati all’Anagrafe tributaria dei conti correnti. È l’articolo 3 del decreto a stabilire le autorità competenti, ovvero:

  • l’ufficio nazionale per il recupero dei beni (Aro);
  • l’autorità giudiziaria;
  • gli ufficiali di polizia giudiziaria;
  • il ministero dell’interno;
  • il Capo della polizia;
  • i questori;
  • il direttore della Direzione investigativa antimafia (Dia, comunque già autorizzata dal dlgs 231/07).

I suddetti soggetti potranno consultare le informazioni dell’anagrafe tributaria dei conti bancari, rimanendo sempre nel proprio ambito di competenza, se necessario per lo svolgimento di un procedimento penale oppure se serve applicare le misure di prevenzione patrimoniali delle leggi antimafia. Vale però anche la possibilità inversa, cioè l’UIF (Unità d’Informazione Finanziaria di Banca d’Italia), la Guardia di Finanza e la DIA possono chiedere informazioni nel rispetto del segreto delle indagini.

In ogni caso gli accessi alle informazioni sui conti correnti si baseranno su convenzioni tra l’Agenzia delle Entrate e le Autorità competenti.

Eppure, tra il dire e il fare c’è la burocrazia italiana: la direttiva avrebbe dovuto essere recepita già entro il 1° agosto 2021.

Conto in banca sotto osservazione: per quali reati?

Come anticipato, la richiesta di accesso alle informazioni dell’anagrafe tributaria dei conti correnti è subordinata a indagini per reati gravi, come il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo.

Dalla direttiva in oggetto viene anche previsto che ci sia uno scambio di informazioni sui conti bancari qualora venisse presentata una richiesta motivata da parte dell’Europol (agenzia europea di polizia).

Il decreto di recepimento evidenzia i reati presupposto associati, per i quali lo scambio di informazioni diventa necessario. Si tratta dei reati previsti dalla direttiva 2018/1673 sulla lotta al riciclaggio mediante il diritto penale, anche questa in corso di recepimento.

I reati associati sono i seguenti 22:

  • partecipazione a un gruppo criminale organizzato e al racket;
  • reati ambientali;
  • terrorismo;
  • omicidio, lesioni fisiche gravi;
  • tratta di esseri umani e traffico di migranti;
  • rapimento, sequestro di persona e presa di ostaggi;
  • sfruttamento sessuale;
  • rapina o furto;
  • traffico illecito di stupefacenti e sostanze psicotrope;
  • contrabbando;
  • traffico illecito di armi;
  • reati in materia di imposte dirette e indirette;
  • traffico illecito di beni rubati e altri beni;
  • estorsione;
  • corruzione;
  • contraffazione;
  • frode;
  • pirateria;
  • falsificazione di moneta;
  • abuso di informazioni privilegiate e manipolazione del mercato;
  • contraffazione e pirateria di prodotti;
  • criminalità informatica.

Si tratta di qualsiasi reato punibile con una pena detentiva o con una misura privativa della libertà da sei mesi a un anno.

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