Chi può andare in pensione a 63 anni nel 2018?

Pensione a 63 anni: ecco chi può richiederla, quali sono i requisiti per accedere alle diverse tipologie di pensione anticipata con Ape social, lavori gravosi e Ape volontaria.

Chi può andare in pensione a 63 anni nel 2018?

Pensione anticipata: chi può richiederla a 63 anni nel 2018?

Andare in pensione sta diventando, più che un diritto, un miraggio: a partire dal 2019 l’età pensionabile salirà ancora, per effetto dell’adeguamento dei requisiti di vecchiaia previsti dalla riforma Fornero e bisognerà aspettare di compiere fino a 71 anni per poter smettere di lavorare.

Proprio per questo, per specifiche categorie di lavoratori, la legge prevede la possibilità di andare in pensione prima di perfezionare il requisito anagrafico, fissato a 66 anni e 7 mesi, e godersi il meritato riposo.

Per richiedere la pensione a 63 anni di età sarà necessario rispettare specifici requisiti contributivi che consentiranno ai lavoratori uomini e donne di accedere a diverse tipologie di anticipo pensionistico.

Ape social e Ape volontaria sono le novità, in ambito previdenziale, introdotte dalla scorsa Legge di Bilancio e ciascuna di queste tipologie di pensione prevede particolari condizioni.

Vediamo di seguito chi può andare in pensione a 63 anni nel 2018 e quanti sono gli anni di contributi richiesti.

Ape social

La prima e sicuramente più conveniente tipologia di pensione anticipata a 63 anni è l’Ape social, introdotta dalla Legge di Bilancio 2017 e rivolta a specifiche categorie di lavoratori.

Questa forma di pensione anticipata consente di uscire fino a 3 anni e 7 mesi prima dal lavoro e potrà essere richiesta sia da lavoratori dipendenti del settore pubblico che del privato così come dagli iscritti alla Gestione Separata.

Potranno richiedere l’Ape a costo zero i lavoratori che rispettino il requisito anagrafico di 63 anni e con almeno 30 anni di contributi versati rientranti nelle seguenti categorie:

  • disoccupati che hanno finito integralmente di percepire, da almeno tre mesi, la prestazione per la disoccupazione loro spettante. Lo stato di disoccupazione deve essere conseguente alla cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale nell’ambito della procedura obbligatoria di conciliazione prevista per i licenziamenti per giustificato motivo oggettivo;
  • caregivers, ovvero soggetti che assistono da almeno 6 mesi il coniuge, unito civilmente, coniuge o figlio convivente con handicap grave ai sensi della legge 104/93;
  • invalidi civili con un grado di invalidità pari o superiore al 74%.

La pensione anticipata con l’Ape social potrà inoltre essere richiesta a 63 anni e 36 di contributi dai lavori addetti a lavori faticosi ed in questo caso sarà necessario aver svolto un attività gravosa tra quelle previste nella lista pubblicata dal Ministero del Lavoro per almeno 6 anni negli ultimi 7 o per almeno 10 anni negli ultimi 10.

L’Ape social consente ai richiedenti di beneficiare di un assegno fino a 1.500 euro al mese fino al perfezionamento dei requisiti per l’accesso alla pensione di vecchiaia.

Per ulteriori dettagli leggi l’articolo di approfondimento sull’Ape social

Ape volontaria

Se non si rientra nelle categorie di lavoratori svantaggiati è possibile andare in pensione a 63 anni? La risposta è si e la tipologia di anticipo previsto è l’Ape volontaria.

A differenza di prima, tuttavia, andare in pensione prima del perfezionamento dei requisiti richiesti avrà un prezzo: l’Ape volontario è un’anticipo pensionistico, erogato dalle banche, che dovrà essere restituito dal lavoratore quando si avrà diritto alla pensione di vecchiaia.

Per richiedere l’Ape volontaria sarà necessario avere almeno 63 anni di età ed aver versato almeno 20 anni di contributi: il prestito ponte consentirà di beneficiare di un assegno mensile, erogato per 12 mesi, per un massimo di 3 anni e 7 mesi.

In questo caso, dopo aver raggiunto l’età pensionabile, sarà necessario restituire l’importo erogato nei successivi 20 anni e in rate che verranno decurtate direttamente dall’assegno di pensione.

Anche per richiedere il prestito per la pensione anticipata a 63 anni nel 2018 sarà necessario rispettare alcuni requisiti che, in questo caso, riguardano l’importo della pensione:

  • non dovrà essere inferiore a 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale, per i soggetti con riferimento ai quali il primo accredito contributivo decorre dal 1° gennaio 1996;
  • l’importo della pensione, al netto della rata di ammortamento corrispondente all’APE richiesta, dovrà essere pari o superiore a 1,4 volte il trattamento minimo previsto nell’assicurazione generale obbligatoria.

Per ulteriori dettagli leggi l’articolo di approfondimento sull’Ape volontaria

Pensione anticipata 2018

Ape social e volontaria sono soltanto due delle tipologie di pensione anticipata previste per il 2018 che consentono di uscire dal mondo del lavoro prima di aver perfezionato i requisiti anagrafici per accedere alla pensione di vecchiaia.

Da menzionare è sicuramente la Quota 41 per i lavoratori precoci, che consente ai lavoratori iscritti all’INPS di andare in pensione prima una volta raggiunti 42 anni e 10 mesi di contributi (se uomini) o 41 anni e 10 mesi (se donne).

Insomma, sono diverse le tipologie di pensione anticipata introdotte negli ultimi anni e in vigore nel 2018 (ne abbiamo parlato nel dettaglio qui). La ragione è quella di alleggerire il “carico pesante” della riforma Fornero, ancora oggi considerata da molti una delle leggi peggiori per i lavoratori italiani.

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