Pensione anticipata 2018: requisiti e opzioni possibili

Pensione anticipata 2018: ecco tutti i requisiti e le opzioni possibili per ritirarsi dal lavoro prima della maturazione dei requisiti necessari per la pensione di vecchiaia.

Pensione anticipata 2018: requisiti e opzioni possibili

La pensione anticipata INPS è quel trattamento previdenziale che viene riconosciuto indipendentemente dal raggiungimento di una determinata età anagrafica (come avviene per la pensione di vecchiaia); per accedervi, infatti, i lavoratori iscritti alla previdenza pubblica obbligatoria devono aver maturato 42 anni e 10 mesi di contributi (se uomini) o 41 anni e 10 mesi (se donne).

Anche nel 2018 però ci sono altri strumenti che permettono di andare in pensione anticipatamente, prima della maturazione dei requisiti per la pensione di vecchiaia (età anagrafica 66 anni e 7 mesi e 20 anni di contributi).

Tuttavia anche se questi misure permettono di andare in pensione prima della maturazione dei suddetti requisiti non si può parlare di pensione anticipata; si tratta infatti di strumenti ad hoc introdotti per alcune categorie di lavoratori.

Nel dettaglio, quest’anno ci sono diverse possibilità di ricevere l’assegno pensionistico prima del perfezionamento dei normali requisiti anagrafici. Ad esempio c’è l’anticipo pensionistico (e non pensione anticipata) dell’Ape Sociale o Volontario, oppure la Quota 41 per i lavoratori precoci.

Qui esamineremo nel dettaglio questi strumenti; in questa guida infatti trovate tutte le novità aggiornate al 2018 per accedere alla pensione anticipata e a tutte le altre misure che permettono di ritirarsi dal lavoro.

Pensione anticipata

Quando si parla di pensione anticipata ci si riferisce a quel trattamento pensionistico che viene riconosciuto al perfezionamento del solo requisito contributivo. Vi possono accedere gli iscritti a:

  • all’assicurazione generale obbligatoria;
  • gestioni speciali lavoratori autonomi;
  • fondi sostitutivi, esonerativi ed esclusivi;
  • gestione separata.

Introdotta dalla Legge Fornero nel 2012 quando per la pensione anticipata erano sufficienti 42 anni e 1 mese per gli uomini e 41 anni e 1 mese per le donne; questo requisito però negli anni è stato incrementato e adeguato alle speranze di vita INPS, fino ad arrivare ad oggi, quando per la pensione anticipata sono necessari 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.

Dal 1° gennaio 2019 questo requisito verrà ulteriormente incrementato visto il nuovo adeguamento con le aspettative di vita ISTAT; nel dettaglio dal prossimo anno per accedere alla pensione anticipata saranno necessari 43 anni e 3 mesi per gli uomini e 42 anni e 3 mesi per le donne.

Le altre misure per andare prima in pensione

Tra le opzioni introdotte in questi anni per agevolare l’accesso alla pensione spicca l’Ape Volontario che garantisce la possibilità di andare in pensione anticipata chiedendo un prestito bancario per un massimo di 3 anni e 7 mesi nel periodo che precede il perfezionamento del requisito anagrafico.

Esiste poi anche l’Ape Sociale 2018, con il quale l’anticipo pensionistico è totalmente a carico dello Stato ma solamente per alcune categorie di lavoratori.

Eppure l’Ape e la sua versione sociale, non sono l’unica strada per la pensione anticipata; ci sono altre opzioni per andare in pensione prima di aver perfezionato i requisiti anagrafici e contributivi ordinari.

Ecco in sintesi quali le opzioni per la pensione anticipata 2018:

OpzioneRequisito AnagraficoRequisito Contributivo
Ape Volontario 63 anni 20 anni
Ape Sociale 63 anni 30 anni/36 usuranti
Precoci Non specificato, ma necessari 12 mesi di lavoro prima dei 19 anni 41 anni

Ovviamente si tratta di una tabella che non ha pretese di esaustività perché in molti casi sono previsti requisiti specifici, come nel caso dei lavoratori impiegati in mansioni usuranti.

Vediamo punto per punto le possibili strade per l’uscita anticipata dal lavoro.

Ape volontario

Tra le opzioni di pensione anticipata nel 2018 c’è l’Ape Volontario, acronimo che sta per Anticipo PEnsionistico. Per poter accedere a questa misura è necessario aver raggiunto il requisito anagrafico di 63 anni e aver versato 20 anni di contributi previdenziali.

Potranno andare in pensione anticipata con l’Ape i lavoratori dipendenti, anche gli statali, gli autonomi e i parasubordinati, i quali avranno la possibilità di andare in pensione anticipata fino ad un massimo di 3 anni e 7 mesi prima del raggiungimento del requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia.

Il reddito previsto dalla novità per le pensioni non dovrà essere inferiore a 700 euro al mese, ovvero non potrà essere minore di 1,4 volte del trattamento minimo Inps.

L’Ape Volontario sarà finanziata da un prestito pensionistico da parte di banche o istituti di credito. La somma erogata per l’Ape Volontario dovrà essere restituita con rate di almeno 20 anni dal momento del perfezionamento dei requisiti anagrafici richiesti per ottenere la pensione ordinaria; in media, per un anticipo pensionistico di 3 anni, sarà decurtato dall’assegno pensionistico circa il 4,5%.

Tra i requisiti richiesti per la novità pensioni si segnala anche la stipula di un’assicurazione obbligatoria per il rischio di premorienza utile a garanzia per la banca.

Per maggiori informazioni sull’APE Volontario potete consultare la nostra guida dedicata.

Ape Sociale

Potranno andare in pensione anticipata nel 2018 con il gemello dell’Ape volontario, quello Sociale, una categoria ristretta di lavoratori. Infatti, i requisiti per la pensione anticipata sono maggiormente restrittivi dal momento che l’Ape Sociale non ha alcun costo per il richiedente.

I requisiti per accedere alle novità dell’Ape Sociale (conosciuta anche come Ape agevolata) sono differenti a seconda della categoria di lavoratori: resta lo stesso il requisito anagrafico - ovvero l’aver compiuto 63 anni - ma il discorso è differente per quanto riguarda i contributi versati all’INPS che dovranno essere almeno 30.

Possono accedere all’Ape Sociale le seguenti categorie di lavoratori:

  • disoccupati involontari di lungo corso privi di ammortizzatori sociali, ovvero non titolari di indennità di disoccupazione da almeno 3 mesi. Causa della disoccupazione dovrà essere il licenziamento, dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale da procedura di conciliazione;
  • con invalidità pari o superiore al 74%, ovvero con riduzione della capacità lavorativa accertata dalle commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile;
  • lavoratori caregivers, ovvero che assistono un familiare disabile convivente, coniuge o parente di 1° grado per almeno 6 mesi;
  • lavoratori che svolgono lavori usuranti, ovvero le cosiddette attività gravose, da almeno 6 anni.

Eccetto che per i lavori usuranti, per i quali è richiesto un requisito contributivo di 36 anni, negli altri casi precedentemente elencati bisognerà aver versato all’Inps almeno 30 anni di contributi previdenziali.

Quota 41 per lavoratori precoci

Per i lavoratori precoci, ovvero coloro che rientrano nella cosiddetta Quota 41, è concessa la novità di poter andare in pensione anticipata con solo 41 anni di contributi. Ulteriori requisiti richiesti per la pensione anticipata Quota 41 sono l’aver lavoratori per almeno 12 mesi prima del compimento dei 19 anni d’età e rientrare in una delle seguenti categorie:

  • Lavoratori in stato di disoccupazione a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale, e che abbiano concluso integralmente la prestazione per la disoccupazione loro spettante da almeno tre mesi;
  • Lavoratori che assistano, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità;
  • Lavoratori che abbiano capacità lavorativa ridotta, accertata come invalidità civile, superiore o uguale al 74 per cento;

Lavori usuranti

In favore dei lavoratori impiegati in mansioni usuranti è prevista anche la possibilità di andare in pensione anticipata se hanno svolto negli ultimi 10 anni almeno 7 anni di lavoro gravoso senza il vincolo di impiego in attività usurante all’anno di raggiungimento del requisito o se hanno svolto questa categoria di lavoro per metà dell’intera vita lavorativa.

Per quanto riguarda i lavori usuranti individuati con d.Lgsl. 67/2011 e con la legge 214/2011 si tratta di:

  • lavori svolti in gallerie, cave o miniere; i lavori svolti ad alte temperature; i lavori in cassoni ad aria compressa; i lavori nella catena di montaggio; i lavori svolti dai palombari; i lavori in spazi ristretti; le attività di asportazione dell’amianto; le attività di lavorazione del vetro cavo.
  • lavoratori a turni che prestano lo loro attività nel periodo notturno per almeno 6 ore non meno di 64 giorni lavorativi l’anno; i lavoratori che prestano la loro attività per almeno 3 ore tra la mezzanotte e le cinque del mattino per periodi di lavoro di durata pari all’intero anno lavorativo.
  • lavoratori impegnati all’interno di un processo produttivo in serie, i lavoratori che svolgano attività con ripetizione costante dello stesso ciclo lavorativo, i lavoratori addetti al controllo computerizzato della produzione e al controllo qualità.
  • conducenti di veicoli, di capienza complessiva non inferiore a 9 posti, adibiti a servizio pubblico.

Nel dettaglio i requisiti richiesti per la pensione anticipata sono aver versato 35 anni di contributi mentre, per quanto riguarda i requisiti anagrafici, sono i seguenti:

  • lavori usuranti e lavori notturni - turni di notte per più di 78 giorni all’anno: 61 anni e 7 mesi d’età (dipendenti) - 62 anni e 7 mesi d’età (autonomi);
  • lavori notturni - 6 ore a notte da 72 a 77 giorni all’anno: 62 anni e 7 mesi d’età (dipendenti) - 63 anni e 7 mesi d’età (autonomi);
  • lavori notturni - 6 ore a notte da 64 a 72 giorni all’anno: 63 anni e 7 mesi d’età (dipendenti) - 64 anni e 7 mesi d’età (autonomi).

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