Ape volontaria 2018: come funziona e chi può presentare domanda

Ape volontaria 2018: come funziona la pensione anticipata, chi può presentare domanda per ottenere il prestito per l’uscita dal lavoro a 63 anni e 20 di contributi? Ecco cosa bisogna sapere.

Ape volontaria 2018: come funziona e chi può presentare domanda

Ape volontaria 2018: come funziona e chi può presentare domanda?

Ha preso il via lo scorso mese di aprile la possibilità di richiedere il prestito ponte per andare in pensione anticipata, con la conferma che tra i requisiti richiesti sarà necessario aver almeno 63 anni di età ed aver versato 20 anni di contributi.

Ad oggi sono oltre 4.000 le domande presentate e la media delle pensioni che verranno erogate, probabilmente a partire dal mese di luglio, è pari a 925 euro circa.

Dopo la pubblicazione del simulatore Ape volontaria e della domanda di certificazione si potrà inviare all’Inps la richiesta di verifica del possesso dei requisiti previsti dalla legge.

Inviando domanda di certificazione per l’Ape volontaria 2018 l’Inps verificherà se il lavoratore rispetta i requisiti necessari per aver diritto al prestito ad anticipo pensionistico e soprattutto invierà l’importo minimo e massimo del prestito ottenibile.

È durata oltre un anno l’attesa prima di poter richiedere l’Ape volontaria: il decreto attuativo è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale dello scorso 16 ottobre 2017 e al suo interno sono contenute tutte le regole per presentare domanda, oltre che ai requisiti per richiedere il prestito per l’accesso alla pensione anticipata.

Una delle novità è che, in considerazione del ritardo di avvio dell’Ape volontaria, nella Legge di Bilancio 2018 è prevista la proroga della scadenza per presentare domanda al 31 dicembre 2019.

Cos’è l’Ape volontaria e chi può richiederla?

Uno dei più importanti chiarimenti è che l’Ape volontaria non è una pensione anticipata propriamente intesa ma, è un prestito erogato dagli istituti di credito che dovrà essere restituito a rate una volta raggiunta l’età pensionabile, ed è proprio per poter valutare la convenienza della misura che è stato pubblicato il simulatore di calcolo dall’Inps.

Ape volontaria 2018: cos’è e chi può richiederla

Prima di vedere nel dettaglio chi può richiederla, cerchiamo di capire di seguito cos’è l’Ape volontaria 2018.

Nella Legge di Bilancio 2017 è definita come un anticipo finanziario a garanzia pensionistica (art. 166, L 232/2016). Già tale espressione racchiude in sé la come funziona l’Ape di mercato, che in senso stretto non è una pensione anticipata.

Va in primo luogo precisato che l’anticipo volontario, così come previsto anche dal decreto attuativo del Governo, non è senza costo per i richiedenti, ma prevede delle penalizzazioni sulla rata delle pensioni.

L’importo, anticipato dalle banche, verrà ripagato con una decurtazione sulla pensione di vecchiaia nei 20 anni successivi (260 rate, inclusa la tredicesima).

Per chi farà domanda di Ape volontaria il costo delle penalizzazioni sarà variabile a seconda della durata e della somma richiesta. I requisti imposti dalla legislazione prevedono assegni per 12 mensilità.

Per poter calcolare quanto costa l’Ape volontaria l’Inps ha pubblicato il simulatore online aperto a tutti i cittadini che, mediante l’inserimento di dati e informazioni da parte del soggetto interessato, consente di calcolare:

  • l’importo mensile;
  • durata dell’APE;
  • rata di rimborso mensile che sarà decurtata dall’importo di pensione.

Requisiti Ape volontaria 2018: chi può richiederla

Ecco quali sono i requisiti 2018 per richiedere l’Ape volontaria:

Età anagrafica minima63 anni
Requisito contributivo minimo 20 anni
Pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi dalla domanda

Per presentare domanda INPS di Ape volontaria bisognerà soddisfare congiuntamente sia requisiti anagrafici che contributivi che relativi all’importo della pensione.

Nel dettaglio l’Inps nella pagina online dedicata all’Ape volontaria stabilisce che si potrà presentare domanda nel rispetto dei seguenti requisiti:

  • Anzianità contributiva non inferiore a venti anni, utile per conseguire la pensione di vecchiaia;
  • Importo di pensione non inferiore a 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale di cui all’articolo 3, comma 6, della legge n. 335 del 1995, per i soggetti con riferimento ai quali il primo accredito contributivo decorre dal 1° gennaio 1996;
  • Importo di pensione, al netto della rata di ammortamento corrispondente all’APE richiesta, pari o superiore a 1,4 volte il trattamento minimo previsto nell’assicurazione generale obbligatoria.

Domanda Ape volontaria 2018

Per poter andare in pensione anticipata con l’Ape volontaria nel 2018 bisognerà seguire le istruzioni fornite dall’Inps ed inviare innanzitutto la domanda di certificazione del diritto a richiedere l’Ape.

La domanda Ape volontaria 2018 dovrà essere inviata direttamente dall’interessato o tramite intermediari autorizzati, utilizzando identità SPID o PIN Inps.

Di seguito le istruzioni passo per passo per poter richiedere l’Ape volontaria:

  1. presentare domanda di certificazione: i soggetti in possesso dei requisiti sopra elencati possono presentare la domanda di certificazione del diritto all’anticipo finanziario a garanzia pensionistica, tramite il portale dell’Istituto, direttamente o attraverso un intermediario autorizzato ai sensi della legge 30 marzo 2001, n. 152 e appositamente delegato;
  2. domanda di APE: una volta in possesso della certificazione, il cittadino può presentare la domanda di APE all’istituto finanziatore, per il tramite dell’INPS, mediante l’uso dell’identità digitale SPID almeno di secondo livello. L’istituto finanziatore comunica l’accettazione, ovvero il rigetto della domanda, al richiedente ed all’INPS che pubblica tale informazione nella sezione dei servizi APE dedicati al richiedente. La Domanda di APE si perfeziona alla data di pubblicazione, nella sezione dei servizi APE, dell’accettazione del contratto di finanziamento da parte dell’istituto finanziatore e della proposta di assicurazione da parte dell’impresa assicuratrice;
  3. erogazione APE: L’APE è erogato dall’istituto finanziatore il primo giorno del terzo mese successivo alla data di presentazione della domanda, ovvero il primo giorno bancabile successivo, con corresponsione dei ratei arretrati maturati dalla data della sua decorrenza. L’APE è erogato, in quote mensili di pari importo per dodici mensilità, fino alla maturazione del requisito anagrafico per il diritto alla pensione di vecchiaia;
  4. recupero del Finanziamento: al raggiungimento del requisito anagrafico per il diritto alla pensione di vecchiaia, liquidato il relativo trattamento pensionistico, l’INPS provvede ad applicare le trattenute su pensione ai fini del recupero del finanziamento;
  5. estinzione Anticipata: è possibile richiedere un’estinzione parziale o totale del finanziamento, sia durante la fase di erogazione APE, sia durante la fase di recupero del finanziamento. Nel caso di estinzione parziale, l’Istituto finanziatore ridetermina la rata di ammortamento da decurtare sulla pensione. Nel caso di estinzione totale, la domanda di pensione di vecchiaia diviene priva di effetti.

Per l’anticipo di mercato non è richiesta la cessazione dell’attività lavorativa.

Importo e limiti

All’articolo 6 del testo del decreto attuativo sull’Ape volontaria viene previsto che l’importo minimo della quota di anticipo pensionistico sarà pari a 150 euro al mese.

Vengono inoltre previsti specifici limiti relativamente all’importo massimo di Ape ottenibile, pari a:

  • 75 per cento dell’importo mensile del trattamento pensionistico, se la durata dell’erogazione dell’APE è superiore a 36 mesi;
  • 80 per cento dell’importo mensile del trattamento pensionistico, se la durata di erogazione dell’APE è compresa tra 24 e 36 mesi;
  • 85 per cento dell’importo mensile del trattamento pensionistico, se la durata di erogazione dell’APE è compresa tra 12 e 24 mesi;
  • 90 per cento dell’importo mensile del trattamento pensionistico, se la durata di erogazione dell’APE è inferiore a 12 mesi.

Come già ribadito negli scorsi mesi, l’importo dell’anticipo pensionistico dovrà essere restituito a partire dalla data di perfezionamento dei requisiti per la pensione di vecchiaia, per un totale di 20 anni.

La pensione futura, sottratto il costo del prestito da restituire, non dovrà risultare inferiore a 1/4 del trattamento minimo, pari attualmente a circa 702 euro al mese.

I lettori interessati ad approfondire possono consultare il testo del decreto attuativo dell’Ape volontaria.

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