Abbiamo comprato un BTP molto lungo (diciamo un 2050 o 2060) sotto la pari.
Riceveremo la cedola per goderci la nostra vecchiaia, mentre i nostri figli incasseranno il capitale nel 2060 o comunque il più tardi possibile. Cosa potrebbe mai andare storto in tutto ciò?
Chi segue il mio canale YouTube, Finanza Serena, sa che comprare un solo titolo per procurarsi una rendita di lungo termine non è una buona idea perché si concentra il rischio su un solo debitore. Ma questo rischio lo abbiamo evidenziato nell’articolo precedente ed è basato su una illazione “antipatriottica” sulla quale non torneremo.
Oggi aggiungiamo al discorso della volta precedente l’effetto dell’inflazione.
Tutti sanno che 100 euro di oggi sono diversi da 100 euro del 2000: oggi ci compriamo molta meno roba.
Domanda: una cedola del 5% che oggi ci dà 300 euro al mese di rendita, con una inflazione media del 3% quante cose ai prezzi di oggi ci farà comprare tra 10 anni? E tra 20?
Risposta: rispettivamente circa 223 tra 10 anni e circa 166 euro tra 20.
Quindi già a 10 anni dall’investimento odierno in realtà la rendita iniziale potrebbe non bastarvi più.
Però, in qualche modo, tirate la cinghia per attenervi al piano. Ma dopo 20 anni potrete ancora farlo? Probabilmente no, e allora per mantenervi potreste essere costretti a vendere un pezzetto del capitale destinato ai figli.
Ma quanto capitale dovreste vendere?
Il problema è che il titolo obbligazionario che avete comprato ha scadenza 2060 e oggi, nel 2043, dopo 20 anni, ha ancora una bella vita residua.
Quindi la reattività di quel titolo ai tassi di interesse sarà ancora molto elevata: come vi ho già detto i titoli obbligazionari con scadenza lunga “ballano” quasi come le azioni.
Un esempio concreto: i Titoli di Stato - anche quelli del debitore più solido - hanno il prezzo che oscilla anche in base all’andamento dei tassi di interesse. Il Bund 15-8-2053 in meno di un anno è passato dal massimo di 104 a 74. E questo non certo perché la Germania è diventata insolvente, ma per effetto dei tassi.
Andamento del Bund
Scadenza: 15-8-2053
Il rischio quindi è che nel tempo, se avete la disgrazia di vivere, dovrete vendere una porzione del capitale per foraggiare le vostre necessità correnti. Questo mette a serio rischio il piano originale. E se il destino fosse veramente avverso, con un rialzo dei tassi proprio quando vi serve vendere la vendita di capitale in perdita potrebbe essere sostanziale.
Ci stiamo avviando alla conclusione del tema e mi piacerebbe lasciarvi con 3 punti su cui riflettere:
1) non tutto quello che ci piace ci fa bene e non tutto quello che non ci piace ci fa male. Avete visto quanto sia pericolosa ed illusoria la “certezza” di avere un reddito ricavato delle cedole di una obbligazione, perché poi l’inflazione ci potrebbe costringere a vendere anche il capitale a condizioni non vantaggiose;
2) La restituzione del capitale tra 30 anni “garantita” dalla fine della vita dell’obbligazione è un feticcio. La matematica finanziaria dice che, sulla distanza, il flusso cedolare ha più importanza della restituzione del capitale. Quindi se avete un programma di investimento che supera i 10 anni è necessario avere un portafoglio multi asset;
3) A questo punto mi direte: “Ma ho 70 anni e un programma a 10 anni è fin troppo lungo. Morirò prima!”.
A questo proposito vi invito a riflettere: da quanto abitate a casa vostra? E magari l’avete pure ereditata. Per quale ragione i vostri figli e nipoti non dovrebbero ereditare un portafoglio che rende bene?
A proposito, la prossima volta inizieremo a parlare di successione...