Noi, figli dei BOT e dei BTP siamo abituati a pensare che investire in obbligazioni sia semplice, facile e relativamente sicuro. Ma non è proprio così, è che noi italiani siamo abituati male!
In realtà tutte le volte che compriamo un’obbligazione facciamo almeno tre scommesse:
1) Una scommessa relativa all’affidabilità del debitore;
2) Una scommessa relativa all’andamento della valuta in cui è denominato il debito;
3) Una scommessa sui tassi futuri.
Vediamole meglio. Il debitore è colui che ci deve rimborsare. Scegliere un debitore sbagliato è una disgrazia come sa chi si è affidato alla vecchia Parmalat o all’Argentina.
Ma non basta. Senza arrivare ai casi estremi, anche solo un abbassamento del rating come si teme in questo mese per il nostro debito pubblico può comportare vistose oscillazioni del capitale investito.
Per converso tuttavia - se sapessimo che una nazione che andava male sta ricominciando ad andare bene si potrebbe pensare di comprare le sue obbligazioni sperando in un innalzamento del rating e quindi guadagnare non solo con le cedole ma anche in conto capitale.
Per quello che concerne la valuta, potremmo anche ottenere grandi rendimenti in valuta locale, per esempio la lira turca e il rand offrono rendimenti elevatissimi. Ma il cambio impatta! E così - in euro - questi rendimenti potrebbero diventare molto meno convenienti o addirittura trasformarsi in un danno.
Questo in realtà capita anche con i dollari: in questi anni abbiamo visto oscillare il dollaro da 0,90 a 1,5 ed oltre. Il che vuol dire che se oggi compriamo un Treasury Bond in dollari che rende il 5% con il dollaro a 1,05 e poi il dollaro passa ad 1,2 di sicuro non avremo fatto un affare.
Ma questi due aspetti, in realtà, in qualche modo riusciamo a capirli, intuirli.
Ce n’è uno su cui invece non è assolutamente facile riuscire ad avere le idee chiare.
Quando compriamo un’obbligazione, facciamo anche una scommessa sull’andamento dei tassi.
Come ho molte volte spiegato nei miei video sul canale YouTube, Finanza Serena, quando i tassi scendono, il valore del nostro investimento obbligazionario sale. E quando i tassi salgono, il valore del nostro investimento scende.
Il guadagno o la perdita di valore del nostro patrimonio a fronte della stessa variazione del tasso, però, non è sempre la medesima. Dipende dalla duration: è maggiore per quello che riguarda le obbligazioni lunghe, è minore per quello che riguarda le obbligazioni corte.
Quindi quando si verifica una variazione dei tassi, il valore del nostro portafoglio obbligazionario cambia, ma non sempre nello stesso modo.
Quando abbiamo in portafoglio obbligazioni corte, una forte variazione dei tassi comporta una modesta variazione del nostro capitale. Quando abbiamo obbligazioni lunghe, una piccola variazione dei tassi comporta una forte variazione del nostro capitale.
Ricapitoliamo: un investitore in obbligazioni fronteggia - anche se non lo sa - tre sfide.
La prima sfida è quella di avere un debitore affidabile.
La seconda è quella di scegliere una valuta sicura.
La terza sfida è quella di avere una duration di portafoglio adeguata alle esigenze, ovvero ai tassi che verranno nel futuro, in modo almeno da non creare stress al patrimonio.
Ma su questo importantissimo argomento sarò più specifico la prossima volta, quando infrangerò il sogno di molti e vedremo per quale ragione è imprudente progettare di farsi una pensione (più correttamente avere rendita) con un portafoglio fai da te costituito da un solo titolo obbligazionario “che rende bene”.