Quando arrivano gli aumenti e gli arretrati del Ccnl Scuola? Parla il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, che indica una data presunta.
Come abbiamo avuto modo di raccontare, nei giorni scorsi è stato sottoscritto il rinnovo di contratto per il personale del comparto Istruzione e Ricerca, valido per il triennio 2025-2027.
Un rinnovo che porta al riconoscimento di aumenti di stipendio per insegnanti, personale Ata, come pure per tutti gli altri lavoratori impiegati in uno dei comparti più strategici di tutta la Pubblica amministrazione (che anche per questo è stato il primo che ha beneficiato del rinnovo).
A questo punto, dopo aver fatto chiarezza sull’importo di questi aumenti, che comprende anche gli arretrati per il periodo precedente, è bene rispondere alla domanda che il personale interessato si sta ponendo in queste ore: in quale busta paga dovrebbero arrivare? Quando insegnanti e Ata toccheranno con mano le conseguenze economiche del rinnovo? A darci una risposta è stato direttamente Antonio Naddeo, presidente dell’Aran.
Ccnl Scuola, ecco i prossimi passaggi
Va detto che a oggi il rinnovo di contratto non è ancora definitivo, per quanto la firma di questa settimana rappresenti un passaggio determinante in quanto dà il via all’iter che, laddove non ci dovessero essere intoppi, dovrebbe portare al riconoscimento dei primi aumenti già a ridosso dell’estate.
Come ci ricorda Antonio Naddeo, presidente dell’Aran (l’Agenzia che al tavolo per il rinnovo di contratto rappresenta gli interessi della Pubblica amministrazione), la procedura adesso prevede che l’ipotesi di accordo sottoscritta dovrà passare al vaglio del ministero dell’Economia e della Corte dei Conti per la valutazione della fattibilità economica dello stesso. Solitamente per questa fase, molto importante ma che dovrebbe svolgersi senza alcun tipo di problema, ci vogliono all’incirca due mesi. “Speriamo anche di meno”, aggiunge Naddeo.
Dopodiché, una volta che l’iter è andato a buon fine, il testo torna in mano all’Aran che può procedere alla firma definitiva, a cui segue poi la sottoscrizione del presidente della Repubblica e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Da quel momento il Ccnl Scuola 2025-2027 sarà pienamente operativo potendo così procedere con il pagamento dei compensi previsti.
Quando arrivano aumenti e arretrati?
Considerando le tempistiche, si ipotizza che - secondo la versione di Naddeo - già nel mese di giugno possono arrivare aumenti e arretrati.
Aggiungiamo noi che, anche guardando a quanto successo in altri casi, la data indicata potrebbe essere soggetta a un leggero rinvio, probabilmente al mese di luglio. Tutto dipende da quanto tempo impiegano Mef e Corte dei Conti per la fase che li vede protagonisti, perché laddove dovessero effettivamente impiegare due mesi i tempi poi sarebbero molto brevi per far sì che NoiPa possa regolarmente procedere con il pagamento a giugno.
L’importo di aumenti e arretrati
Gli aumenti mensili lordi, a regime nel 2027, variano in base al profilo e all’anzianità: per il personale Ata si parte da circa 85 euro al mese per i collaboratori scolastici nelle prime fasce, si sale intorno ai 95-128 euro per gli assistenti, mentre per funzionari ed elevate qualificazioni si può arrivare fino a circa 190 euro mensili.
Per i docenti gli incrementi sono leggermente più alti: un insegnante nelle fasce iniziali si colloca intorno ai 110-120 euro al mese, mentre con l’aumentare dell’anzianità si può arrivare fino a circa 180-185 euro mensili per i docenti della scuola secondaria con carriera più lunga.
Tuttavia, questi non sono gli importi che arriveranno subito. Nel 2026, che è l’anno di riferimento per i primi pagamenti, gli aumenti sono più bassi perché rappresentano una fase intermedia. In questo caso:
- il personale Ata percepisce mediamente tra 60 e 90 euro lordi al mese,
- mentre per i docenti si va indicativamente tra 75 e 115 euro mensili, sempre in base ad anzianità e grado di istruzione.
Ed è proprio su questi valori che verranno calcolati gli arretrati che arriveranno tra giugno e luglio. Gli aumenti decorrono infatti dal 1° gennaio 2025, ma saranno pagati solo dopo la firma definitiva del contratto. Questo significa che nella prima busta paga utile verranno riconosciute tutte le differenze maturate: l’intero 2025 e i mesi del 2026 già trascorsi.
Facendo una media degli incrementi previsti nelle diverse fasi, si può stimare che l’importo degli arretrati si collochi generalmente tra circa 1.000 e 2.500 euro lordi, con valori più bassi per il personale con minore anzianità e più alti per i docenti con carriera più lunga. Non si tratta però di cifre uguali per tutti: l’importo effettivo varierà in base al profilo, agli anni di servizio e anche alla tassazione applicata.
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