Rinnovo contratto scuola, quanto spetta di aumenti e arretrati per insegnanti e Ata

Simone Micocci

1 Aprile 2026 - 14:33

Nuovo contratto scuola firmato, ecco di quanto aumentano gli stipendi di insegnanti e Ata.

Rinnovo contratto scuola, quanto spetta di aumenti e arretrati per insegnanti e Ata

Di quanto aumentano gli stipendi di insegnanti e personale Ata con il nuovo contratto scuola 2025-2027? E soprattutto, a quanto ammontano gli arretrati che verranno pagati nei prossimi mesi? Sono queste le domande più frequenti oggi, mercoledì 1 aprile, dopo la firma del rinnovo del comparto Istruzione e Ricerca da parte dell’Aran e di tutte le organizzazioni sindacali, inclusa la Cgil (che invece non aveva firmato l’accordo per il precedente triennio).

L’accordo, definito dal ministro Paolo Zangrillo come un “obiettivo raggiunto”, riguarda circa 1,2 milioni di lavoratori tra scuola, università ed enti di ricerca e introduce aumenti medi fino a 143 euro al mese per i docenti e 107 euro per il personale Ata. A questi si aggiungono gli arretrati maturati, che possono arrivare fino a oltre 1.200 euro.

Va detto che si tratta del terzo rinnovo contrattuale firmato in pochi anni, che porta a un incremento complessivo medio di circa 395 euro in busta paga rispetto al passato. Un cambio di passo che punta a recuperare i ritardi storici e a garantire maggiore continuità negli aggiornamenti salariali del settore scuola.

Di quanto aumentano gli stipendi di insegnanti e Ata?

Con il nuovo Ccnl Scuola 2025-2027 vengono quindi aumentati di nuovo gli stipendi di insegnanti e Ata. Nel dettaglio, per gli insegnanti l’incremento medio è pari a circa 143 euro lordi al mese, mentre per il personale Ata si attesta intorno ai 107 euro mensili. A livello complessivo, considerando tutto il comparto, l’aumento medio è di 137 euro lordi al mese a regime, con effetto pieno dal 1° gennaio 2027.

Gli importi, ovviamente, non sono uguali per tutti: nella scuola gli aumenti per i docenti si collocano in una forbice che va da circa 110 euro fino a oltre 185 euro mensili, mentre per il personale Ata le cifre sono più contenute e dipendono dalla qualifica, con incrementi che possono superare i 120 euro nelle fasce più alte.

Va inoltre considerato che gli aumenti non arrivano in un’unica soluzione, ma vengono distribuiti in tre tranche annuali (2025, 2026 e 2027), seguendo il meccanismo previsto per il rinnovo degli stipendi tabellari.

Gli arretrati

Oltre agli aumenti mensili, il rinnovo del contratto scuola 2025-2027 prevede anche il pagamento degli arretrati, legati al fatto che l’accordo è stato firmato nel corso del secondo anno di validità.

Secondo quanto indicato dall’Aran, gli importi maturati e non ancora corrisposti saranno riconosciuti al personale nei prossimi mesi. Le cifre variano in base al profilo e alla posizione, ma le stime sono già definite: gli arretrati si collocano tra circa 815 euro e 1.250 euro.

Nel dettaglio, per il personale della scuola gli importi medi si aggirano intorno agli 800 euro, mentre per gli enti di ricerca possono superare i 1.200 euro. Per gli insegnanti, alcune stime indicano valori intorno agli 850 euro, mentre per il personale Ata gli arretrati risultano generalmente più contenuti.

Si tratta quindi di un importo una tantum che si aggiunge agli aumenti strutturali dello stipendio e che deriva proprio dal ritardo fisiologico tra la decorrenza del contratto e la sua effettiva applicazione.

Le novità normative

Il rinnovo del contratto 2025-2027 riguarda al momento la sola parte economica, mentre le novità normative saranno definite in una fase successiva della trattativa. Come indicato dall’ARAN, nei prossimi mesi verrà aperto un nuovo tavolo per completare il contratto con tutte le disposizioni che riguardano l’organizzazione del lavoro e i diritti del personale.

Tra i temi già individuati ci sono le relazioni sindacali, il rapporto di lavoro, il lavoro agile e il welfare contrattuale, cioè tutti quegli aspetti che incidono direttamente sulle condizioni lavorative di docenti e personale Ata.

Un punto specifico riguarda anche la tutela del personale vittima di aggressioni nei luoghi di lavoro, che sarà oggetto di una disciplina dedicata all’interno del contratto.

In sostanza, quindi, il contratto firmato rappresenta solo una prima parte: gli aumenti sono già definiti, mentre le regole su organizzazione e tutele verranno completate con il secondo step della trattativa.

Il commento dell’Aran

Soddisfazione per l’accordo è stata espressa dall’Aran, che ha sottolineato soprattutto il metodo con cui si è arrivati alla firma.
Il presidente Antonio Naddeo ha parlato di un risultato significativo, evidenziando come il contratto sia stato sottoscritto all’unanimità da tutte le organizzazioni sindacali, un elemento tutt’altro che scontato. Proprio questo, secondo l’Agenzia, rappresenta un segnale importante anche per i prossimi rinnovi.

L’unanimità non è un fatto casuale – ha spiegato Naddeo – ma il risultato di un lavoro basato sul dialogo, anche quando le posizioni iniziali sono distanti”. Un approccio che, sempre secondo l’Aran, dimostra come sia possibile costruire relazioni sindacali solide e portare a termine negoziati complessi in tempi rapidi.

Non a caso, il negoziato si è chiuso in sole tre sessioni di lavoro, un dato rilevante considerando la dimensione del comparto coinvolto. Per l’Aran, quindi, questo accordo potrebbe rappresentare anche il punto di svolta nel metodo di contrattazione, destinato a influenzare i tavoli futuri.

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