Cartelle esattoriali e pignoramenti sospesi, ma non tutti: il calendario della Riscossione

Cartelle esattoriali e pignoramenti sono stati sospesi, a sorpresa, dal decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri del 18 ottobre. Ma non tutti gli atti sono stati rimandati al 2021: facciamo il punto della situazione e vediamo qual è il nuovo calendario della Riscossione.

Cartelle esattoriali e pignoramenti sospesi, ma non tutti: il calendario della Riscossione

Cartelle esattoriali, la sospensione fino al 31 dicembre 2020 è arrivata a sorpresa con il Consiglio dei ministri del 18 ottobre 2020, durante il quale è stato approvato un decreto legge con lo scopo di mettere in stand-by l’attività della Riscossione.

Cambia quindi, di nuovo, tutto il calendario del Fisco, perché per effetto di tale provvedimento sono sospese per tutto il 2020:

  • le attività di notifica di nuove cartelle di pagamento;
  • il pagamento delle cartelle precedentemente inviate, così come degli altri dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Allo stesso tempo, è stato prorogato al 31 dicembre anche il periodo durante il quale si decade dalla rateizzazione con il mancato pagamento di 10 rate, anziché 5.

Ma la proroga non interessa tutti i tipi di cartelle: facciamo chiarezza.

Cartelle esattoriali e pignoramenti sospesi, ma non tutti: il calendario della Riscossione

Sono 8,9 milioni le cartelle che aspettano di essere inviate dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Il ministro dell’Economia Gualtieri in un primo momento aveva dichiarato che non ci sarebbe stata nessuna moratoria della sospensione. Il 16 ottobre quindi si aspettava la ripresa dell’attività della Riscossione.

Il dietrofront è arrivato, a sorpresa, col comunicato stampa del Consiglio dei Ministri del 18 ottobre 2020, con cui è stato approvato il decreto-legge n. 129 che introduce la proroga di 12 mesi delle cartelle esattoriali.

Tale proroga, però, non è valida per tutte le cartelle esattoriali: lo slittamento delle notifiche di 12 mesi si applica solo ai carichi trasmessi dalla Riscossione dall’8 marzo fino al 31 dicembre 2020 (a meno che non rientrino tra quelli interessati dalla proroga del decreto Rilancio).

Il Sole 24 Ore del 21 ottobre 2020 spiega infatti che era già stabilita la proroga al 31 dicembre 2022 del termine di notifica di alcune di cartelle in scadenza a fine 2021, come:

  • liquidazione delle dichiarazioni dei redditi relative alle denunce presentate nel 2018;
  • quelle relative ai controlli formali, riferite alle denunce presentate nel 2017.

Per i controlli formali, sono differite al 2023 anche le cartelle relative alle dichiarazioni presentate nel 2018.

Il decreto-legge n. 129, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 20 ottobre 2020, lascia valide queste proroghe, ma ci sono alcune cartelle in via di scadenza o di prescrizione che ne restano fuori: vediamo quali sono.

Cartelle esattoriali sospese, ma non tutte: cambia il calendario della Riscossione

Alcune cartelle rimangono fuori dalla sospensione introdotta dal decreto-legge del 20 ottobre. Tra queste, ci sono le cartelle di:

  • Imu;
  • Tari;
  • bollo auto;
  • altre entrate patrimoniali come i contributi previdenziali o le rette scolastiche.

Per questi tributi e tasse subentra la proroga di 12 mesi, ma solo per i termini di prescrizione e decadenza a fine 2021 e ai carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione in tutto il periodo di sospensione.

Inoltre, il decreto approvato dal Governo ripesca una norma prevista dal Cura Italia, concedendo due anni di tempo in più al Fisco per notificare gli atti in scadenza nel 2020. 12 mesi in più, invece, per quelli in scadenza nel 2021.

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