Proroga cartelle, nel DL Fiscale torna il rinvio dei termini di prescrizione e decadenza

Proroga delle cartelle esattoriali fino a fine 2020, ma con il ritorno del rinvio dei termini di prescrizione e decadenza. Il Decreto Fiscale approvato dal Governo ripesca una norma prevista dal Cura Italia, concedendo due anni di tempo in più al Fisco per notificare gli atti in scadenza nel 2020. 12 mesi in più, invece, per quelli in scadenza nel 2021.

Proroga cartelle, nel DL Fiscale torna il rinvio dei termini di prescrizione e decadenza

La proroga delle cartelle esattoriali fino alla fine di dicembre 2020 non è l’unico rinvio contenuto nel Decreto Fiscale approvato dal Governo il 18 ottobre.

Nel testo snello della bozza attualmente disponibile, torna la sorpresa della proroga dei termini di prescrizione e decadenza concessa al Fisco per gli atti in scadenza nel 2020, e non solo. Anche per le cartelle di pagamento in scadenza nel 2021, all’Amministrazione Finanziaria vengono concessi 12 mesi di tempo in più.

Se da un lato si tratta di una disposizione necessaria, considerando l’interruzione dell’attività ordinaria dall’8 marzo e, per effetto della proroga, fino al 31 dicembre 2020, il tema è destinato a far discutere, in quanto è evidentemente una norma eccessivamente sbilanciata in favore del Fisco.

Proroga cartelle, nel DL Fiscale torna il rinvio dei termini di prescrizione e decadenza

Il testo definitivo del decreto in materia fiscale approvato dal Governo il 18 ottobre 2020 non è ancora stato pubblicato.

Nell’ultima bozza del provvedimento che proroga i termini di ripresa delle attività della riscossione, estendendo il periodo di sospensione delle cartelle esattoriali fino al 31 dicembre 2020, torna però il rinvio del termine di prescrizione e decadenza, una norma già prevista dal decreto Cura Italia e successivamente cancellata dopo non poche polemiche.

Nel dettaglio, la bozza del decreto fiscale stabilisce, modificando l’articolo 68 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, che:

“Con riferimento ai carichi, relativi alle entrate tributarie e non tributarie, affidati all’agente della riscossione durante il periodo di sospensione di cui ai commi 1 e 2 bis, sono prorogati di dodici mesi:

  • a) il termine di cui all’articolo 19, comma 2, lettera a), del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112;
  • b) anche in deroga alle disposizioni dell’articolo 3, comma 3, della legge 27 luglio 2000, n. 212, e salvo quanto previsto dall’articolo 157, comma 3, del decreto-legge 9 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, i termini di decadenza e prescrizione in scadenza nell’anno 2021 per la notifica delle cartelle di pagamento. Relativamente ai termini di decadenza e prescrizione in scadenza nell’anno 2020 per la notifica delle cartelle di pagamento, si applica quanto disposto dall’articolo 12, comma 2, del decreto legislativo 24 settembre 2015, n. 159.”

La proroga di 12 mesi riguarderebbe quindi:

  • il diritto di discarico;
  • i termini di prescrizione e decadenza in scadenza nel 2021, per la notifica delle cartelle, derogando al divieto espressamente previsto dall’articolo 3, comma 3 dello Statuto del Contribuente (il quale stabilisce che “I termini di prescrizione e di decadenza per gli accertamenti di imposta non possono essere prorogati”.

A sorpresa, nella bozza del decreto del 18 ottobre 2020 torna poi la proroga di due anni dei termini di prescrizione e decadenza prevista in caso di eventi eccezionali. Per le cartelle in scadenza nel 2020, il termine verrebbe quindi rinviato al 31 dicembre del secondo anno successivo alla fine del periodo di sospensione.

Proroga al 2022 della prescrizione per le cartelle in scadenza nel 2020

Se da un lato la proroga dei termini di prescrizione e decadenza si rende necessaria, considerando la sospensione lunga delle attività dell’Agenzia delle Entrate Riscossione, in stand-by dall’8 marzo e fino a fine 2020, la norma prevista dalla bozza del decreto sulle scadenze fiscali rischia di causare non pochi malumori.

Ad essere contestata è la previsione eccessivamente a favore dell’Erario, che si concede due anni di tempo in più per la notifica delle cartelle in scadenza nel 2020, e 12 mesi in più per quelle del 2021.

La proroga del termine di prescrizione e decadenza potrebbe però esser letta anche come norma pro-contribuente, in quanto viene consentito all’Agenzia delle Entrate Riscossione di “dilazionare” su più mesi l’invio delle cartelle oggetto di sospensione.

Il tema è però bollente e controverso e, in ogni caso, bisogna attendere il testo ufficiale del decreto approvato il 18 ottobre 2020 per ulteriori dettagli.

Iscriviti alla newsletter

Money Stories