Ospite alla trasmissione Che Tempo Che Fa di Fabio Fazio, la Presidente della BCE Christine Lagarde ha appena rimesso in riga l’Italia di Meloni.
Non di solo tassi ha parlato ieri Christine Lagarde, ospite della trasmissione Che Tempo che Fa di Fabio Fazio, in onda su Nove.
La Presidente della BCE ha lanciato un avvertimento all’Italia, bocciando la richiesta alla Commissione europea di una deroga al Patto di stabilità, oltre che per la difesa, anche per le spese per l’energia, avanzata dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
La richiesta è stata presentata dalla premier qualche giorno fa, attraverso una lettera inviata alla Presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen.
I sat down with @fabfazio on @chetempochefa for a wide-ranging discussion on Europe and the economy.
Grazie mille, Fabio, for a great conversation!
Watch here (in Italian) https://t.co/i57wVvF81U #CTCF pic.twitter.com/SGO7OJZpTZ
— Christine Lagarde (@Lagarde) May 25, 2026
Caro energia e deroga Patto di Stabilità, Lagarde rimette in riga l’Italia di Meloni
Ieri, oltre a rispondere alle domande sulla direzione dei tassi di interesse dell’area euro - questione che sta a cuore soprattutto ai cittadini del blocco, che temono un rialzo del costo del denaro che torni a far salire le rate sui mutui da pagare e altro -, Lagarde ha lanciato un chiaro avvertimento al governo Meloni.
La numero uno della BCE ha ricordato che in Europa ci sono alcune regole ben precise, facendo riferimento a quelle che riguardano i conti pubblici, incise nel Patto di Stabilità e crescita UE.
Ciò significa che è necessario “attenerci a queste regole di deficit, debito, bilancio, e operare nell’ambito di queste regole”.
Lagarde ha aggiunto che “ è importante agire tutti insieme, come europei, invece di cercare percorsi diversi”.
Altrimenti, ha avvertito l’ex direttrice dell’FMI paventando anche eventuali effetti collaterali, “i nostri nemici sarebbero entusiasti di una frammentazione ”.
Ma quali percorsi l’Europa dovrebbe prendere per estrarre dalla sua economia la spina del caro energia, che è tornata a colpire a causa dello shock petrolifero innescato dalla guerra USA-Iran?
Per la Presidente della Banca centrale europea, la soluzione sicuramente non è tornare a importare il gas dalla Russia. “Non è questa la risposta”, ha sottolineato. Piuttosto, “con la crisi energetica dobbiamo concentrarci sul nucleare e sulle rinnovabili per rafforzare la nostra indipendenza”.
leggi anche
Lagarde (BCE), sono 2 i Paesi europei che si salveranno dallo shock energetico (non l’Italia)
Caro energia, Lagarde: “siamo passati da una crisi all’altra”
Christine Lagarde ha confermato comunque di rimanere fiduciosa nelle potenzialità dell’Europa di superare questo nuovo momento di difficoltà:
Tra la pandemia Covid-19, la guerra in Ucraina, il ritono alla Casa Bianca di Donald Trump, che ha annunciato una politica commerciale USA incentrata sui dazi, e ora la guerra in Medio Oriente, “ siamo passati da una crisi all’altra e tutte le volte abbiamo dovuto reagire e trovare modi per difendere le nostre economie, qui in Europa”.
Tutte le volte, insomma, l’Europa è riuscita a reagire.
"Siamo passati da una crisi all'altra."@Lagarde a #CTCF pic.twitter.com/yggxoahE55
— Che Tempo Che Fa (@chetempochefa) May 24, 2026
Tassi euro in vista BCE Day dell’11 giugno, dado tratto su rialzo? La risposta di Lagarde
Per quanto riguarda la possibilità - secondo alcuni una certezza - che la BCE torni ad alzare i tassi dell’area euro a seguito della prossima riunione del Consiglio direttivo, è stato mantenuto, come da copione, il massimo riserbo:
“ Lo saprete meglio l’11 giugno ”, ovvero nella data del prossimo BCE Day, ha detto Lagarde rimarcando tutta l’intenzione di imbrigliare l’inflazione per assicurare che torni al target del 2% nel medio periodo.
In ogni caso, “ punteremo al 2% del tasso di inflazione nel medio periodo”, ha garantito la Presidente dell’Eurotower, aggiungendo che “questo (obiettivo) non muterà”.
Nel decidere la direzione dei tassi di interesse, in condizioni che sono di “massima incertezza”, sarà fondamentale “considerare i dati che abbiamo a disposizione, considerarli tutti, valutare come si svilupperà l’economia nei prossimi trimestri e determinare se è necessario agire e quale impatto avrà questa azione nel medio periodo, perché il nostro obiettivo nel medio periodo un’inflazione del 2% ”.
Per ora, ha aggiunto Lagarde, “le previsioni a nostra disposizione indicano (un tasso di inflazione) al 2,6% nel 2026, al 2% nel 2027 e al 2,1% nel 2028”.
Il punto è che questi dati potrebbero essere “rivisti il 10 giugno, quando ci saranno le prossime proiezioni, dal momento che la situazione dallo scorso marzo si è evoluta ”.
Dunque, la decisione arriverà soltanto in quel momento. “Decideremo allora, e soltanto allora, quali azioni di politica monetaria saranno necessarie per mantenere al 2% l’inflazione” (già schizzata decisamente al rialzo).
Il faro rimarrà il target sull’inflazione stabilito dalla Banca centrale europea: “Quello che però posso dire è che manterremo al 2% il tasso di inflazione nel medio periodo. Questo non cambierà, questo lo posso dire ”.
leggi anche
Tassi BCE, ecco quante volte Lagarde li alzerà entro la fine del 2026. Le date dei rialzi
La lettera di Meloni a von der Leyen per chiedere deroga a Patto Stabilità anche per spese energetiche
Tornando alla questione del caro energia e alla lettera che il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha scritto alla numero uno della Commissione UE Ursula von der Leyen, tutto ruota attorno alla richiesta del governo italiano a Bruxelles di derogare al Patto di Stabilità non solo per le spese per la difesa ma anche per quelle energetiche.
La premier ha dunque chiesto l’estensione in via temporanea della cosiddetta National Escape Clause anche agli investimenti e alle misure straordinarie necessarie per far fronte alla crisi energetica in corso: “L’Italia ritiene necessario estendere temporaneamente il campo di applicazione della National Escape Clause, già prevista per le spese di difesa anche agli investimenti e alle misure straordinarie necessarie per fronteggiare la crisi energetica in corso”.
Nel precisare che la richiesta non implicherebbe modifiche “ai limiti massimi di scostamento già previsti”, Meloni ha continuato, invitando l’Europa a dare “un segnale di coerenza, di buon senso e di vicinanza ai cittadini”, in un momento in cui l’escalation delle tensioni in Medio Oriente sta producendo “effetti pesantissimi” sui prezzi energetici e dunque sui costi delle famiglie e delle imprese:
“Non possiamo giustificare agli occhi dei nostri cittadini che l’UE consente flessibilità finanziaria per sicurezza e difesa strettamente intese e non per difendere famiglie, lavoratori e imprese da una nuova emergenza energetica”.
A quanto pare, tuttavia, in attesa di una risposta da parte di Bruxelles che dovrebbe arrivare nei prossimi giorni, Christine Lagarde è più dalla parte di Ursula von der Leyen che di Meloni, dando ragione alla necessità rimarcata dall’UE di porre un freno al debito e ai deficit, in un momento tra l’altro in cui le previsioni appena arrivate dalla Commissione europea sono un rapporto debito-PIL per l’Italia pronto a conquistare perfino il primato finora nelle mani della Grecia.
© RIPRODUZIONE RISERVATA