Calendario vaccinazioni Covid nel Lazio: priorità e tempistiche

Antonio Cosenza

7 Gennaio 2021 - 17:42

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Vaccino nel Lazio, il programma: dopo gli anziani si procede con le persone fragili, per poi andrà avanti in base all’anagrafe (in ordine decrescente).

Calendario vaccinazioni Covid nel Lazio: priorità e tempistiche

Calendario vaccinazioni Covid, Lazio: l’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato, ha fatto chiarezza su quali categorie di persone saranno le prossime ad essere vaccinate.

Il Lazio è la Regione che in termini assoluti ha somministrato il maggior numero di vaccini (qui la classifica); com’è noto, al momento la campagna di vaccinazione sta interessando solamente operatori sanitari e anziani nelle RSA, ma con l’aumento delle dosi a disposizione si guarderà anche ad altre fasce della popolazione.

Ogni Regione avrà autonomia nel definire il calendario delle vaccinazioni e il Lazio sembra già aver chiaro a chi spetterà dopo questa prima fase.

In questa prima fase la Regione potrà contare su 40 mila dosi a settimana fino al 28 gennaio; poi ci sarà una seconda tranche con la consegna a febbraio di altre 500 mila dosi con le quali sarà possibile immunizzare 250 mila persone (ricordiamo, infatti, che il vaccino realizzato da Pfizer-BioNTech deve essere somministrato in doppia dose per essere efficace).

Ma una volta completata la fase di vaccinazione per medici, infermieri e anziani nelle RSA, a chi spetterà vaccinarsi nel Lazio? Ecco le prime indicazioni fornite dall’assessore alla Sanità D’Amato, il quale ha definito un calendario delle vaccinazioni da qui all’inizio dell’estate.

Vaccini nel Lazio: il calendario

Una volta completata la vaccinazione degli operatori sanitari e degli anziani nelle RSA toccherà alle altre fasce deboli della popolazione. La seconda fase dovrebbe iniziare a febbraio, quando verranno consegnate altre 500 mila dosi del vaccino Pfizer al quale si aggiungono le 10 mila dosi del vaccino di Moderna.

Queste saranno inoculate, come spiegato da D’Amato, agli anziani oltre gli 80 anni (400 mila, di cui però circa 40 mila sono stati già vaccinati nella prima fase in quanto residenti nelle RSA).

Alla fine di febbraio, però, non potremo ancora dire che la campagna vaccinazione entrerà nel vivo. Per passi avanti concreti, infatti, bisognerà attendere tra marzo e aprile, quando si spera avrà ottenuto l’autorizzazione anche il vaccino di AstraZeneca. Rispetto al vaccino Pfizer, infatti, questo sarà più semplice da reperire in quanto viene prodotto in uno stabilimento di Anagni e inoltre è anche più semplice da conservare (in quanto non richiedere temperature rigide come per il vaccino Pfizer) e da somministrare (poiché non richiede diluizione).

Solo allora si potrà guardare ad altre fasce della popolazione e proseguire con il calendario delle vaccinazioni. A tal proposito, una volta vaccinati operatori sanitari e anziani Over 80 si potranno coinvolgere anche i medici di medicina generale e i farmacisti; contestualmente si andrà avanti con le persone fragili, ossia i portatori di handicap e di patologie croniche o oncologiche.

Una volta completata anche questa terza fase allora si potrà andare avanti con il resto della popolazione: ebbene, come confermato da D’Amato si andrà avanti in base all’anagrafe, in ordine decrescente in base all’età, e verso i soggetti sani.

Si ricorda, comunque, che resteranno fuori dalla campagna vaccinale anti Covid i ragazzi con meno di 16 anni, mentre per le donne incinte e in allattamento sono ancora in corso valutazioni.

Non ci saranno priorità per insegnanti e Forze dell’Ordine, come invece era stato proposto.

Vaccino nel Lazio: quando sarà somministrato a tutti?

L’obiettivo della Regione Lazio è di arrivare entro la fine di giugno ad 1 milione e 600 mila persone vaccinate, arrivando ad immunizzare non solo i soggetti più fragili ma anche le persone nella fascia d’età 60-79 anni.

In ogni caso, fa sapere D’Amato, qualora il Lazio dovesse avere a disposizione abbastanza dosi di vaccino, si potrebbe arrivare a vaccinare tutti i 6 milioni di residenti nel giro di un semestre. La capacità vaccinale della Regione, infatti, è di un milione di somministrazioni al mese, in quanto è possibile utilizzare la rete già collaudata per gli antinfluenzali.

Ma ovviamente servirà avere 2 milioni di dosi al mese (tenendo conto della doppia somministrazione) per raggiungere questo traguardo, obiettivo ad oggi troppo ambizioso.

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