Fondo perduto e calo di fatturato: nel calcolo anche i rimborsi spese?

Rosaria Imparato

6 Agosto 2021 - 13:31

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I rimborsi spese si contano nel calcolo del calo di fatturato utile alla richiesta dei contributi a fondo perduto? Dipende da come sono redatte le note spese.

Fondo perduto e calo di fatturato: nel calcolo anche i rimborsi spese?

Il calcolo del calo di fatturato per ottenere il contributo a fondo perduto deve tenere conto anche dei rimborsi spese? A porre il quesito all’Agenzia delle Entrate è una società che si occupa di vari servizi, dalla formazione alla mobilità all’estero.

L’Amministrazione Finanziaria ha fornito importanti chiarimenti con la risposta all’interpello n. 470 dell’8 luglio 2021: a fare la differenza è la modalità in cui viene redatta la nota spese.

Fondo perduto e calo di fatturato: nel calcolo anche i rimborsi spese?

Il dubbio della società che ha posto il quesito all’Agenzia delle Entrate è se contare o meno la copertura delle spese sostenute per i servizi erogati (mobilità per andata e ritorno, vitto e alloggio, orientamento, tutoraggio) nel calcolo di calo di fatturato per ottenere il fondo perduto del decreto Sostegni.

Per ottenere il rimborso, la società istante emette nei confronti della Provincia delle semplici note spese. Per la società è un punto fondamentale, perché raggiunge il requisito richiesto del 30% di calo di fatturato solo contando anche rimborsi spese fuori campo IVA non oggetto di fatturazione ma certificati con una nota spesa per rimborso.

Il chiarimento dell’Agenzia delle Entrate, nella risposta all’interpello n. 470, punta a precisare che dipende da come sono state redatte le note spese per ottenere i rimborsi richiesti.

Calcolo calo di fatturato per il fondo perduto e rimborso spese: dipende dalla nota spesa

Come specifica l’Agenzia delle Entrate bella risposta all’interpello in commento, le somme dovute a titolo di rimborso delle anticipazioni fatte in nome e per conto del cliente, purché regolarmente documentate, non concorrono a formare la base imponibile.

In relazione alle somme dovute a titolo di rimborso delle anticipazioni fatte in nome e per conto della controparte, purché regolarmente documentate, con lacircolare n. 58/E del 18 giugno 2001 è stato precisato che:

“Tra i compensi del professionista rientrano i proventi percepiti sotto forma di rimborsi di spese inerenti all’attività, con esclusione dei rimborsi relativi a spese, analiticamente dettagliate, anticipate in nome e per conto del cliente. Tale situazione impone che i rimborsi, salvo quelli anticipati in nome e per conto del cliente, siano trattati alla stregua degli altri compensi.”

Alla luce di ciò, prosegue la circolare, le somme dovute a titolo di rimborso delle anticipazioni fatte in nome e per conto del cliente, purché regolarmente documentate, non risultano incluse tra i compensi di lavoro autonomo,

“si ritiene che le stesse non risultino incluse nel calcolo del fatturato necessario per determinare lo scostamento medio di cui al comma 4 dell’articolo 1 del decreto sostegni e neppure ai fini della determinazione dell’ammontare dei compensi di cui al comma 3. Diversamente, sono considerate rilevanti ai fini del calcolo dell’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi degli anni 2019 e 2020, i rimborsi spese (viaggio, vitto alloggio, ecc.) addebitati in fattura al committente.”

Nel caso specifico dell’istante, quindi, l’Agenzia delle Entrate non può dare un parere preciso, perché dipende tutto dalla modalità di seguite nella redazione delle note spese per i rimborsi richiesti alla stazione appaltante.

Risposta AdE all’interpello n. 470 dell’8 luglio 2021
Articolo 1 del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41. Contributo fondo perduto COVID-19 decreto sostegni.

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